Tuesday, 20 January 2009

IMPROVVISAMENTE L’INVERNO SCORSO - A LUCA & GUSTAV

Milano, 8 maggio, 2008.H.18.00: diluvia e varco la soglia del teatro Strehler per assistere alla proiezione.
H.19.30: esco da teatro.
E' smesso di piovere, c'è ancora luce e quasi non rispunta anche il sole.Mi sento come in un romanzo in cui lo stato d'animo dell'eroe è parafrasato dagli eventi atmosferici - c'è speranza, questo il messaggio.Fumo una sigaretta e rientro in metropolitana. Fermata Lanza. Mancano 7 mnuti all'arrivo del prossimo treno. Non esagero scrivendo che rimango tremebondo sulla panchina a fissare la linea gialla. Poi mi coglie la frenesia. A stento trattengo le lacrime. Anzi, non le trattengo affatto. Mi sento quindi "reduce" - nel vero senso della parola - della visione del vostro film documentario. Tanto scosso che inizio a scrivere le mie considerazioni qui, sulla seconda pagina della brochure del "Piccolo Teatro di Milano", solo perché è quella con più spazi bianchi a disposizione, per poi proseguire nel vostro "space".Il perché è semplice. Per dire Grazie.Grazie per l'amore che mi avete trasmesso.E' sempre più dannatamente certo che l'essenza della vita è racchiusa in poche, ma semplici parole, in quei termini diretti, essenziali, i più primitivi e a cui non sempre dò il giusto peso, come "Amore", "Bacio", "Sorriso", "Abbraccio", un tempo forse più pesanti della loro verità intrinseca, quand'erano appunto scevri di sovrastrutture, non ancora carichi di riflessioni... di pippe mentali!Pronunciati così, oggi, potrebbero echeggiare come concetti scontati, banali della banalità routinaria propria di parole quali "Lavoro" - che si associa al bus inseguito ogni giorno per catapultarsi in ufficio; o "Mangiare" - che richiama l'immagine di noi aggrappati a un carrello, in fila davanti alla cassa del supermercato, o dalla fruttivendola.Eppure tutte, tutte significano qualcosa d'indispensabile per l'essere umano: il diritto al lavoro e quindi alla possibilità di mantenersi, di campare i nostri cari, di non patire la fame e condurre un'esistenza dignitosa. E quindi sì, anche - soprattutto? - diritto d'Amare, non di meno d'essere amati.Grazie per i vostri baci, per gli abbracci, le passeggiate lungo il Tevere, i vostri caffè con giornale, i nipotini e gli amici e tutto quanto per un istante è stato anche mio e, forse, di chi era con me in quella sala stasera.Non sono sicuro che questo intervento possa essere un complimento per Voi e per il lavoro svolto. E' probabile che se voi foste i maestri e io l'alunno mi rimproverereste d'essere andato fuori traccia, ma comunque IMPROVVISAMENTE L'INVERNO SCORSO è stato per me oggi - e rimarrà - uno tra i film documentari più belli sull'amore che abbia mai visto.

2 comments:

Anonymous said...

Commosso...e per la seconda volta su questo stesso argomento...lo stesso che mi colpì qualche mese fa e che mi spinse a cecare un contatto con te...grazie,
fabio :o)

Madavieč'77 said...

Sono io che ti ringrazio.
Sai, forse, anzi sicuramente non è questo messaggio che Luca e Gustav volevano passare ai loro spettatori. Però, immancabilmente ognuno di noi ha visto nel loro lavoro ciò di cui aveva più bisogno di sentir parlare, ciò su cui era più concentrato nel momento in cui ci si è imbattuto.
Rf