Tuesday, 21 April 2009

"Booksharing" (vota per chiedere il II capitolo - Awful english version included!! Vote to ask for chapter II)

(Vota esprimendo il tuo giudizio tramite il sondaggio a sinistra se fra una settimana vuoi leggere il secondo capitolo.
L'immagine sopra è un dipinto dell'artista italiano Paolo Troilo).

1

“Fine”.
Giulio si buttò all’indietro, contro le mattonelle grigie e sporgenti simili a sampietrini incastrati per metà nel muro. Scivolò col sedere sul seggiolino tondo di plastica, attento a trattenere il portatile perché non gli cadesse dalle ginocchia. Non s’accorgeva di quanto fosse teso mentre scriveva se non dopo aver battuto sulla tastiera quell’ultima parola a destra, in fondo al foglio. Poi rimaneva ancora alcuni istanti ipnotizzato dalla luce bianca e tremolante del video. In viso una fantastica espressione di soddisfazione. Si sentiva galvanizzato – l’uomo più potente della terra. Ce l’aveva fatta anche stavolta. N’era uscito come da un incubo.

Si lasciò sfuggire un sorriso. Poi si ricompose subito. Aveva sentito dei passi lungo la scala mobile che scendeva verso di lui.
Richiuse subito il laptop e raccattò lo zaino, dandosi un certo contegno e la solita aria d’indifferenza, come se si trovasse lì per caso, anche lui in attesa dell’ultimo treno.
«Oh, Giulio?».
Riconobbe la voce.
«Vincenzo! Mi hai fatto prendere un colpo. Mi son detto: “E chi viene a prendere la metropolitana a mezzanotte passata?».
«Già. Chi?».
Giulio rilassò i muscoli facciali.
«Allora,» riprese Vincenzo «vieni a prenderlo un caffè alla macchinetta? Anche stanotte sarà lunga. Io ho già chiuso tutto di sopra».
Giulio s’alzò dal seggiolino.
«La borsa lasciala di sopra, nel gabbiotto, che lo chiudo a chiave».
«Grazie mille» sussurrò Giulio con sguardo riconoscente.
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(Pass your judgment with the next poll, on the left, and ask for the second chapter if you would like to read it next week.
The paiting here above is by italian artist Paolo Troilo)

1

“The End”.
Giulio plopped down against the projecting gray wall bricks, which were similar in shape to sampietrini (Rome's cuboid paving stones) half stucked into the wall. Buttocks slid on the round plastic seat. He paid attention not to drop his laptop laying on his knees. He'd realize how much strained he was while writing, only after typing that last couple of words, on the right and at the bottom of the spreasheet. Then he'd stay few seconds more, as if the screen mezmerize him with its flickering white light. On his face there was just that expression of entire satisfaction. He'd felt galavanized – the most powerful man on earth. He's made it also this time!
He come out of that status and let himself smile, regaining immediately his composure. He heard some steps on the escalator going down towards him. Giulio closed again the laptop and picked up the rucksack, pulling himself together and appearing nonchalanting, as if he was there accidentally, waiting for the last train.
«Oh, Giulio?». He recognized that voice.
«Vincenzo! You gave me such a fright! I've thought: “Who's coming now, after midnight?».
«Indeed! Who's that?».
Giulio relaxed his facial nerves.
«So,» started again Vincenzo «do you want to come with me to the dispnser for a coffe? Also this night will be a long night. I already closed all gates upstares». Giulio stood up. «Live your bag upstairs, in the booth. I'll lock it».
«Thanks» whispered Giulio staring grateful .

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