Wednesday, 22 April 2009

Ho trovato l’America! (Come canta Serge Gainsbourg: “Je suis venue te dire que je m'en vais”)

Non voglio fare a tutti i costi la parte dello scassaminchia riprendendo in parte quanto già scritto lo scorso 7 aprile, e fare la parte di quello che dice “ve l’avevo detto!”. Però… avete letto? No, dico: avete letto l’articolo della dott.ssa M. Laura Rodotà [Corriere della sera, 22/04/2009]?«Sarà […] la crisi economica, che rende tolleranti» principia il suo articolo in riferimento all’apertura di buona parte degli Stati Uniti d’America all’uso di cannabis (uso medico, s’intende, per malati di nervi «ma anche i presunti sofferenti di “ansia” e “insonnia”») nonché alle unioni gay!
Che ve ne pare? La crisi rende tolleranti? Non sarà che in America si sono resi conto che qui o si cambia qualcosa, oppure ce la pigliamo tutti in quel posto?Eh sì, sono avanti gli americani, m’è venuto da dire subito. Però, in effetti chissà quanto ha influito sulle ultime decisioni politiche il senso di colpa made in USA per la situazione attuale di bagno in un mare di cacca, dove le onde diventano sempre più alte, e che coinvolge non solo loro bensì tutta la popolazione mondiale… No, avete ragione. È probabile che i rimorsi non c’entrino nulla. Scherzavo!!
Chissà che adesso, dopo le dichiarazioni dell’editorialista del New York Times, F. Rich, secondo cui il movimento antigay in America è finito [Corriere della sera, 22/04/2009], non verrà fuori che presto non vedremo più neppure dueenni uccidere a revolverate i propri compagni d'asilo. Beh, se mai dovesse accadere tutto ciò - io sono pronto. Ho la valigia di fianco alla porta d’ingresso, il passaporto nella tasca del giubbotto.
Come è accaduto ai nostri nonni e ai nostri arcavoli vari prima di loro, andrò anche io oltreoceano per riscoprire la mia America. Tanto qui, di sicuro, preferiremo soffrire ancora un po’, fino a data da destinarsi, fin quando Your Majesty “La Papessa” – come la definiscono alcuni – non avrà dato il benestare alle unioni almeno civili dei gay (e poi si chiedono perché durante il gioco di una trasmissione televisiva belga, dovendo scegliere, qualcuno ha preferito salvare Osama e condannare Benedetto XVI). Per fortuna io al momento non mi devo unire a nessuno, né ne ho alcuna intenzione (le ultime parole famose?).
Intanto faccio i miei complimenti a Carlo e Simone di Brescia che l’hanno spuntata, ma anche a tutti quei tribunali, come quello di Venezia, o i comuni, come quello di Polistena in Calabria, che cercano di affrancarsi da una condizione sociale sempre più instabile e desueta, avvicinandosi concretamente al resto d’Europa e non dando sfoggio di una mentalità aperta e falsamente indipendente dal potere, possibilmente solo durante il periodo pre-elettorale, facendo promesse che non possono essere mantenute.

4 comments:

Anonymous said...

Non credo molto nel fatto che gli Americani agiscano in conseguenza a presunti sensi di colpa...se così fosse, l'America d' OGGI non potrebbe che essere il Nuovo Paradiso Terrestre... (mio parere personale!)..ehhehe!
Ma sei mai decidessi di raccogliere le valigie e di andare oltreoceano ti prego di comunicarmelo, almeno questo..
Ringrazio
Fabio
;O)

vic said...

NO,no non partireeeeeee!:-) v.

Madavieč'77 said...

Ah-ah!
A parte che non ho in vista partenze immediate, a meno che non mi cada un vaso in testa uscendo dall’ufficio e m’innamori perdutamente di qualcuno, tanto da sentire l’impellente necessità di sposarmi. Ma potrei anche andarmene in Spagna, in Olanda, o chessò… insomma basta che non sia l’Italia purtroppo.
Ma poi certo-o-o che scherzavo (per questo ho corretto il post)! Non credo in una buona fede di fondo (gioco di parole?) e i possibili rimorsi dei nostri conterranei, figurarsi se ho voglia di credere in un paradiso americano.
Però, se parto prima metto un post di conferma qui, ok?
Thanx 4 your support =)
Rf

Anonymous said...

grazie...sei gentile...e nella lontana ipotesi ti sposassi, mi calerei volentieri nei panni di paggetto, posso? La barba non è ancora cresciuta...Fabio