Tuesday, 7 April 2009

"Male fra sodali"

«Aaaaaarrgh! Aiuto, il dimetilfumarato!».
«Eh? Il dimecazzocosa?».
Eh sì, sempre più da qualche mese a questa parte l’Italia, anzi tutta l’Europa è ossessionata da un nuovo incubo: l’antimuffa. E se non n'eravate ancora a conoscenza siete in tempo per allarmarvi. A dire il vero, lavorando a contatto con le dogane e considerato che c'è sempre di peggio, posso confermarvi che si può stare abbastanza tranquilli. Centinaia di container sono stati già sequestrati solo nel porto di Livorno, aggiungerei in maniera indiscriminata, indipendentemente dal tipo di merce che s'importa. I funzionari doganali applicano meticolosamente le disposizioni del Ministero della Salute che, a sua volta, non fa altro che applicare la Direttiva 98/8/CE. Ma di cosa stiamo parlando esattamente?
Beh, avete presente le bustine che vi ritrovate nelle tasche dei cappotti nuovi, nelle scatole delle scarpe nuove, ma anche nelle borse – nooo!, le borse no! -, nelle confezioni brand new di macchine fotografiche digitali etc…? Ecco, quelle! Non lo sapevate che di solito quelle bustine malefiche che servirebbero per assorbire l’umidità, in realtà contengono una sostanza biocida chiamata DMF (dimetilfumarato appunto) considerata nociva in quanto provocherebbe allergie e dermatiti? La Direttiva 09/251/CE ha introdotto un limite massimo ammesso pari a 0,1 mg/Kg di DMF sul prodotto, o parte del prodotto. E per non saper né leggere né scrivere ecco che la dogana oggi ha bloccato per esaminarla anche merce della cui importazione mi stavo occupando personalmente. La natura della merce è: fornaci e loro parti destinate a un'acciaieria. Beh, meglio che ci si faccia tanti scrupoli in certi casi, no? Un po' rincuora.
Però... uffa, ogni giorno una nuova. È che tutto è così sconfortante! Le mie braccia che odio perché già troppo maledettamente lunghe precipitano inesorabilmente verso terra, ogni giorno qualche centimetro in più, come se me ne andassi in giro con grossi pesi legati ai polsi, enormi palle di delusione. Non bastano le disgrazie naturali come i terremoti, o quelle altrettanto naturali degli atti di sciacallagio a opera d'istintivi stronzi figli di puttana che mentre la gente muore si aggirano fra le macerie per strappargli l'anellino d'oro dal dito nero in necrosi. No. Ci voleva anche questo cazzabbùbbolo del dimetilfumarato.
Vabbè, così esulo solo da quello che in principio voleva essere una semplice nota informativa. Però... è più forte di me. Mi vengono i nervi! Sì, perché mi accorgo che non c'è alcuna speranza. Ma forse è gusto così? (Certo, non nel senso ch'è giusto il comportamento degli sciacalli).
È che l'umanità si conferma sempre più come una coppia dispettosa di bambini che un'estate ho visto sulla spiaggia: scavavano a turno una buca con la loro bella paletta di plastica. Se uno scavava ecco che, appena si voltava, l'altro di nascosto gli riempiva da capo la buca. Se scavava il secondo potevi star certo che il primo non sarebbe riuscito a trattenersi dal ricoprirgliela a sua volta, vanificandone lo sforzo. Io butto fuori e tu ributti dentro, e viceversa. Perché?
Non c'è perché. O forse sì. Perché la mia buca deve essere più bella e profonda della tua. Perché non è giusto che tu abbia una bella buca, che sia riuscito a fartela e io no. Ed ecco che, così, tutto è più difficile da accettare.
Non è l'amore che fa girare il mondo. O meglio: è l'amore, ma per lo più quello per se stessi.
Credete che il sentimento che ci spinge a inviare il nostro aiuto ai terremotati dell'Abruzzo sia di empatia? Sì, certo. E gli italiani si dimostrano sempre più uniti nelle situazioni difficoltose. Ma quanti aiutano perché non è escluso che un domani lo stesso possa capitare a loro e, allora, anche loro vorrebbero essere aiutati, perché li terrorizza che possano non aiutarli domani? E quanti costruttori, domani, saranno pronti a non ricostruire con materiali scadenti palazzi che dovrebbero resistere il più possibile ai terremoti?
Vivere per una persona, per la persona che decidiamo di portare all'altare? Lo facciamo per soddisfare il nostro bisogno di essere amati, per soddisfare la nostra maledetta eccentricità. Sposandoci, qualcuno ci ha scelto come centro del proprio mondo affettivo.
Continuiamo a considerarci il centro dell'universo perché non sopportiamo l'idea di non essere un cazzo, che non gliene fotte niente a nessuno di noi, in tutte le galassie, gnote e ignote.
È difficile da accettare ma è così.
Prima avveleniamo il pianeta, avviamo processi di autodistruzione con le invenzioni più incredibili, con la scusa di migliorare la qualità della vita - soprattutto la nostra propria - e poi ci mettiamo a ripulire le spiagge dalle bottiglie di plastica. Certo che lo facciamo; solo perché anche noi siamo fatti di carne e sangue e abbiamo capito che rischiamo di morire. Altro che qualità della vita! A chi cazzo gliene frega veramente del pianeta o di chi verrà dopo?
Gli scienziati che ricercano nuovi vaccini e medicine miracolose? Certo, salveranno (spero) anche la mia, di vita, quando scoprirò di essere mortalmente malato anche per via delle sigarette che spippo ogni giorno, ma loro tutti avranno guadagnato la propria fetta di notorietà, i soldini derivanti dal brevetto del medicinale, e le case farmaceutiche avranno il loro tornaconto, etc... e quindi ancora una volta la vanità di altre migliaia di persone sarà appagata e ridimensionata. Ma solo finché non tornerà a essere insoddisfatta e quindi di nuovo infelice. C'è chi dice peggio. Che questi s'inventano nuove malattie per invenatare nuove medicine.. Mah! Non saprei. Mi sembra troppo.
Ma cosa c'è di morale in tutto ciò? Nulla.
Ma che, sono passato dal commentare una direttiva comunitaria a una sottospecie di obiezione all'etica eudemonistica, alla maniera kantiana?
Magari... Se solo avessi il potere di apprendere!, qualsiasi cosa intendo, allora sì avrei potuto farlo. Ma non è appunto questo il caso.
Ora, dicevo, io non ne capisco una cippalippa anche di filosofia, ma forse davvero, e senza accorgercene perché accade spontaneamente, abbiamo stabilito che un comportamento sia etico e corretto solo quando l'etica coincide con la felicità (o la ricerca di essa). E se anche io non fossi il solo a sentire ogni tanto la necesssità che il comportamento etico si faccia coincidere con un comportamento conforme al dovere, un dovere che possa implicare anche la nostra insoddisfazione, a sentire la necessità di far coincidere la felicità dei più con la propria infelicità - forse per via di un aspetto masochistico della personalità? - beh, di certo le cose non cambierebbero lo stesso. Non può essere.
Dico non cambierebbero, e non lo dico con rammarico. Soprattutto non intendo che non sia giusto vivere per cercare di essere felici - e se no che ci rimane?
Dico solo che alla fine è così . Punto. Ognuno pensa al suo e cerca il suo.
«Ma sei fuori? Allora secondo te perché esistono leggi, limiti di ogni sorta posti super partes? Se fosse davvero così, ognuno farebbe quel cavolo che ne ha voglia» mi suggerisce la voce con lieve accento milanese.
«E no!» replico. «No, perché all'atto pratico nessuna legge o semplice regola è mai super partes. Sembrano, sì, studiate per tutti, per il bene di tutti, ma il fatto che (a volte) siano favorevoli alla maggioranza è solo incidentale. In realtà sono pensate e applicate da uno, o due, o un gruppetto - per sé soltanto. Sarebbe più giusto dire che ci va a tutti di culo. Cioé che, siccome non siamo un solo individuo che vive - e nemmeno potrebbe vivere - da solo sulla faccia terra, allora se uno insegue la propria felicità certo può raggiungerla a scapito di un altro, ma per fortuna anche a vantaggio di un terzo, che potrei essere io, potresti essere tu, o non tu, ma tua madre. Chiaro?».
Questo è il tipo di amore che muove il mondo. Chi non ama in questo modo - e non credo che esista qualcuno che non lo faccia, perché anche se si fa male va a finire che lo fa perché è masochista e quindi questo lo rende felice, mentre se non lo è lo fa perché lo rende comunque felice l'idea di accontentare il prossimo suo; gira e volta è sempre felice -, è solo un mezzo amante.
Come ha scritto A. Busi nel suo a parer mio magnifico "Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo": «[..] nell'amore non puoi fare anche l'altro, ognuno deve pensare e godere per sé, anche a costo del danno dell'altro se da lì cavi il tuo piacere più intenso, e il danno in amore è sempre mutuo, è un male fra sodali [grassetto mio], ma io sono lo Scrittore e quindi l'altro per eccellenza, non potevo che tendere a un bene equo e, poiché soffrire mi disgusta quanto far soffrire e rubare quanto farmi derubare, non potevo non essere che un amante parziale, mediocre, né io né tu, cioé entrambi, vale a dire un amante mancato [...]».
Eh sì, anche stasera mi sento come il celeberrimo scopritore dell'acqua calda. Ma tutto solo perché stasera sono più amareggiato del solito, don't worry. Non la penso così per davvero.
«Questa è la vita. Succedono cose. Si va avanti» ha scritto Bernard Cooper, riportando le parole di suo padre che non ha esitato, prima di morire, a presentargli il proprio conto, nel senso di una vera fattura con cui esigeva di avere indietro da suo figlio tutti i soldi spesi per poter mandarlo al giro vestito dignitosamente, nutrirlo, farlo studiare. Vedete voi...

3 comments:

Anonymous said...

Vedi...caro raffaello, non ho perso tempo e già mi sto dedicando a te, come peromesso! In questo tuo scritto hai messo chiaramente in evidenza quella che è la nostra vera natura, quella che tutti i giorni proviamo a nascondere in qualche modo: siamo esseri umani, quindi inevitabilmente Egoisti e pertanto non facciamo mai nulla per nulla...eh sì, proprio l'acqua calda abbiamo scoperto!!!? :O) Ma se ognuno di noi riconoscesse con fermezza e consapevolezza di essere tale (in quanto essere umano), il mondo funzionerebbe un poco meglio...e qualche cosa per migliorarlo si può fare, sai??!! Ognuno di noi nel proprio umile giardino...

Fumi????????????????? Bravo, bravo, bravo! Hehheeheh

Fabio

Madavieč'77 said...

E quanto c'hai ragione! Aspetta, adesso la spengo. Ci vediamo per la pizza.
Ciao,
Rf

Anonymous said...

Hola Raff
Si recuerdo las bolsitas antimufa, sabemos que son nocivas. ¿Por qué se reciben juguetes con PVC o con pilas? Las mismas son nocivas y quienes lo producen no saben que hacer con ellas. Estimo que son dañinas para cualquier niño de cada país.
Recuerdo hace muchos años trabajaba para las expediciones de semillas. Las mismas eran transgénicas para enfrentar los insecticidas. Estas semillas transgénicas, tienen componentes de origen animal.
China prohíbe la importación de cerdo irlandés y brandy italiano por excusas higiénicas (¿?) Corriere Della Sera 5-4-09 Focus.
Y el virus de la gripe que vive mutándose a raíz del cambio ecológico (aviar, porcina, etc):
A pesar de todo esto, seguimos luchando por una vida mejor y viviendo en un mundo envenenado.
Besos
SLB