Thursday, 16 April 2009

Kia-ai-i!!

Di là c'è Maria con i suoi "amici" e la sua nuova stella galatina canterina. Sono contento che il sud abbia trionfato, e poi l'è brava, ne?, direbbero da queste parti.
Qui in cucina sono incartato nella puzza della feijoada che ho fatto fuggire dal frigorifero dov'era prigioniera e andata a male (da quando è tornato dal Brasile, mio fratello si ostina a cucinarne litri e litri - è molto acquosa - e poi finisce che rimane lì a fare la muffa, soprattutto se lui prende e parte per star via a lungo - per carità, è ottima 'sta cazzo di feijoada, ma perché ne cucina tanta, mi chiedo, se prima neppure li sopportava, i legumi, adducendo la scusa che lo facevano piritiàre?). E intanto ripenso a oggi pomeriggio, in ufficio, quando per ben due volte sono rimasto lì, con la cornetta in mano e la faccia di legno. Per ben due volte mi sono vergognato come un ladro. Perché? Beh, vi racconto ora solo la prima delle due figuracce che ho fatto con me stesso - con voi, a breve.
Ore 17.00: ricordo improvvisamente - illuminazione provvidenziale del pomeriggio! - di aver lasciato in sospeso la definizione dei dettagli di una spedizione via aerea in arrivo dagli USA. Ieri avevo inoltrato un kindly reminder alla collega d'oltreoceano, sollecitando informazioni importanti mai pervenute. Non c'è più tempo quindi. Non posso limitarmi a inviare un altro promemoria sperando di trovare domani la risposta. Urge la telefonata.
In realtà ne temevo già solo l'idea. Da quando la società nostra corrispondente ha installato quella sorta di centralino telefonico automatico, che è soprattutto diabolico e... e... mizzichina, lo odio!

"Thank you for calling XYX Logistics. You have reached our Chicago station..." parte subito. Okay, non ho difficoltà nella comprensione della lingua. Mi dice che posso digitare da subito l'interno della persona che sto cercando, oppure, quando voglio, pronunciarne il nome e la mia telefonata sarà debitamente trasferita. Uao, great!, penso. Quindi faccio la mia scelta: visto che sono uno che per natura parla solo se costretto da calci nei fianchi, digito l'interno e "I am sorry, I can't recognize your voice. Please say it again, or say 'Help!' for assistance".

La mia voce?, mi chiedo. Ma io ho solo digitato l'interno, non ho fiatato. O forse c'entra la collega di fronte che urla contro l'autista che da un mese a questa parte sembra diventato sordo copano? Comunque non ho altra scelta: "Help!" grido nel microfono. "Okay, please repeat your choice...". E io: "Patriscia L." (Patricia).
"Okay, so you're looking for our perishable department. If it is correct, please say yes...".

Yatha-a! Un colpo di karate sulla nuca, ecco cosa è stato. No, mi sono detto che di sicuro c'era qualcosa di sbagliato in quel sistema di risposta automatico americano. Non poteva essere certo colpa della mia splendida pronuncia anglo-calabrese, vi pare?
"No!" strillo. La collega di fronte a me sospende i berci contro il duro d'orecchi dall'altra parte del suo filo per lanciarmi un'occhiata fugace. Tutto ok?, chiedono i suoi occhi, mentre il mio amato centralino continua: "You said 'No', so please repeat your choice...". Sorrido per significare che va tutto bene e: "Patriscia" ripeto con calma. Silenzio. Attendo il final responce.
"Okay, so you're looking for our international department. If it's correct, please say yes...".
Pala in mano, mi sarei scavato una fossa sotto la scrivania.
"Yes" scandisco rassegnato. L'importante era raggiungere l'obiettivo - e 'sta cavola di Patriscia - e finalmente mi risponde una collega di lei che "Chi cercava, scusi?", mi domanda. Cercavo la tua collega Patricia, le dico, e quella cretina ancora "No, non facciamo perishable in questo ufficio. Un attimo e trasferisco la sua chiamata all'interno giusto".
No-o-o-o-o-o-o-o-o!!
Non lo raccontate a nessuno, mi raccomando... Game over...

2 comments:

Anonymous said...

aclaro es muy común que los "anglo" confunden cajones con cojones. Hasta luego, Silvia

Madavieč'77 said...

=)
Saludos a la mi sobrina Negrita.

Besos,
Rf