Friday, 29 May 2009

“Cia' cumpà!”


Uao! Sono le 13.30, quindi quasi ora di pranzo e vi scrivo dal salone di casa di mio padre.
Non voglio star qui a rincarare la dose, descrivendo ancora il paesaggio di cui posso godere – e di cui non mi stanco mai - flettendo appena il collo verso il terrazzino a destra. Vero è che, se anche lancio lo sguardo dritto davanti a me, attraverso la finestra di fronte...
Oddio, non è che sarebbe molto diverso se mi voltassi leggermente a sinistra…
Comunque, ho detto che non voglio farlo e non lo farò – rischiare di rendervi invidiosi.

Sul tavolo della cucina sono esibiti un bel vassoio di caprese: pomodori cuori di bue, mozzarella di bufala e basilico – o vasilicòlo, come lo chiamiamo in terronia; olive verdi ripiene di pecorino fresco e una forma intera, di pecorino accompagnata da “un’imposta di sozizza”; funghi “pinnicoli”; “pisci salati” e pane fresco di Forello odoroso di farina, quello con la crosta marrone e croccante maculata da pezzetti di carbone, residui del forno a legna e, in fine, vino rosso a volontà.
Casa di mio padre era la casa di suo nonno, lo scienziato – non pazzo, ma molto originale, quello che inventò l’antimalarina – di cui porta anche il nome. Ha le pareti azzurrine e i pavimenti di mattonelle esagonali rosso-bordeaux come si usava a fine Ottocento. È una chiusa che sorge a 300 metri dal mare e per arrivare qui da casa mia ho bisogno di percorrere 5 minuti di strada in macchina.
Oggi l’aria è gravida dell’odore del sale marino più di ieri. È più fresca e gli aghi dei pini marittimi e dei pioppi si muovono lievemente, sospinti dalla brezza che soffia da est. I fiori gialli dei fichi d’india, o “ficupallete”, o “fichiniani” torreggiano sul rosso dei papaveri.

Che bello guidare a Rossano. È un paese di creativi. L’estemporaneità è una caratteristica della nostra gente, soprattutto al volante. Ricordo la prima volta che installarono un semaforo all’incrocio del passaggio a livello. Così colorato! Così alto! Non poterono resistere e il giorno dopo era già scomparso. Troppo forte la tentazione di rubarlo. Oggi invece ne abbiamo almeno 5, di semafori. Funzionanti, certo. Siamo cresciuti.
Poi, da qualche anno a questa parte, anche a Rossano è giunta la moda delle rotonde, dei “rondò”, come ho sentito chiamarli a Milano. All’inizio il nome non era sufficiente a rendere l’idea alla nostra gente di come ci si approccia a queste strane strutture, che ci si gira intorno intendo. Infatti alcuni ci passavano attraverso, le cavalcavano come dossi enormi. Ma oggi ho constatato che anche questi funzionano benissimo. Solo, è ancora difficile far allignare il principio per cui NON è possibile parcheggiare ovunque e, soprattutto, all’improvviso, così, nello stesso istante in cui sovviene tale impellente necessità. So che ad alcuni può sembrare strano, ma NON si può parcheggiare neppure sulle rotonde, o intorno a esse, né solo sostarvi per scambiare quattro chiacchiere.
Venendo qui stamattina, ho cercato di fare intuire questo principio a un “bel signore”, bello nel senso di ben piazzato – sapete già che il concetto di bellezza e salute qui coincide con quattro, o cinque, o anche sette chili in più rispetto al peso forma, no?
Già, dicevo che questo “bel signore” ha tirato il freno a mano in mezzo all’incrocio, per fortuna dopo essersi accostato alla rotonda – cioè quasi sopra - per fare un salto al bar all’angolo. Ne è conseguita la mia frenata brusca. “Ma guarda questo!”, ho considerato ingenuamente fra me e ho schiacciato la mano sul clacson a dire, invece: “Deficiente! Ma che cazzo fai?”. E quello in tutta risposta che fa? Alza il braccio e mi sorride, mi saluta calorosamente: “Cia' cumpà! U’n tavìa canusciutu!”.
Ops... avevo dimenticato: a cosa serve il clacson, in fondo, se non per salutare i compaesani? I miei compaesani, quelli che si curano con gli “antibiotti”; che lamentano il fatto che i figli crescano un poco “cagnottelli” (“criscianu in larghezza, no in altizza!”); che chiedono al farmacista le calze “elasticheggianti” per problemi di circolazione.

Non fraintendetemi: io li adoro.

4 comments:

vic said...

Un po' a sud di sove stai tu ora il guidatore medio appartiene a due possibili categorie. Quella dell'inchiappato: velocità media di crocera 30Km/h, in qualunque condizione di trafico e anche su rettilinei deserti.
Oppure quella dell'esaltato: 80km/h anche dentro il centro abitato o sui tornanti con il richio di acchiapparsi davanti una mucca al pascolo!
Le due categorie hanno una sola cosa in comune: disconoscono l'uso delle frecce. Per cui se ti capita di guidarci dietro devi allenare le tue doti telepatiche per intuire cosa abbiano intenzione di fare ;-)

vic said...

Gesù..vado di fretta! Quanti errori! PERDONO! Sembro dislessico! SIGH

Anonymous said...

Ciao Raff
che bello quando tu parlidel tuo Rossano. Anche io sono nata in Buenos Aires, mi piace parlare di Gesuiti e San Fili. In Gesuiti ci sono più case che abitanti (400 ab) perche, ci sono tanti che non abitano li. Abitano nel nord o pure altre nazioni, per essempio Canada, Germania, Svizzera...e ritornano a Gesuiti per l´estate. La "mozzarella di bufala" è lo stesso della mozzarella all´acqua? E la fresa? Mi piace più fichi "neguredde", Sai che abbiamo portato pianti dell´Italia? Anche ricordo le castagne nella "Grageria" la campagna che aveva mio padre con mio zio Domenico, che li ha lasciato il mio nonno.
Per fortuna tutto questo con l´auto non lo ha fatto una donna, la risposta sarebbe "vai a lavare i piatti" hehehehehe (cosi si dice in Argentina, un pensiero maschilista quando la donna non guida bene l´auto).
La parola "Cumpa", mi fa ricordare anche quando andava e qualcuno domandava a miei zii "A chi è figlia chisa" "a cumpa Francisco" a "cuma Carmelina..." Ok, belli ricordi. Spero un giorno ritornare a vedere miei zii. Vi faccio ricordare "Torna a Surrento"?
A voi "Fratelli d´Italia": vi auguro un bel 2 di Giugno "Giorno della Repubblica".
A Vic, non ti preocupare. Ricorda che io sono la Regina dell´errori. Il primo posto lo ho io. Non lamentare, Ciao Ciao Silvia Bruno

Anonymous said...

Silvia ha detto: Ci sono di più ma lo ho visto dopo d´inviare sono la "Regina degl´errori"
Ciao Ciao´. Ok non vedo più errori perche ho sogno, me ne vado a dormire, già è tarde. Ma prima mi mangero un dolce: cioccolata+dulce de leche+ron (ti ha parlato Dario, dulce de leche mmmmm Mermellata argentina). Tu bevi il mojito (ron) ed io mi mangio questo dolce, hehehehehe
Raff, la tua bella e cattiva nipotina mi ha muzzicato la mano. gggrrr e non li ho fatto niente.... nnnneeegggrrriiittttttaaaaa!
Sirviuzza