Sunday, 24 May 2009

"Limerence" e scrittura.

Qualcosa che di solito cerco di evitare è il fornire un'interpretazione - che sia unica e univoca, la mia - a ciò che scrivo. Mi riferisco, certo, ai miei racconti, oppure ai romanzi, brevi o lunghi che siano. Voglio che l'unica chiave di lettura del mio lavoro sia l'usuale epigrafe - solitamente non dev'essere più d'una, sebbene io sia istintivamente portato a riempirne una pagina intera. Questo perché mi piace l'idea che il lettore incappato nel mio contributo si serva dell'indizio iniziale soltanto per riempire di un significato altro ciò che s'accinge a leggiucchiare. Questo anche per verificare l'effettiva universalità di quanto ho scritto, cioé se si tratta di un prodotto derivato da un sentire comune, come spero - per non sentirmi solo.


E' anche vero che, come dicevo, se il primo impulso è quello di rifornire il pubblico di più epigrafi ne deriva che la paura d'essere frainteso c'è e come! L'ho realizzato, la prima volta in pieno, dopo la pubblicazione de "La mangiatrice di unghie (io, il terzo Finamore)", quando alcuni lettori mi hanno contattato per chiedere conferma del senso ultimo colto dal romanzo. Se da un lato mi divertiva constatare come ognuno di loro avesse letto un significato implicito cui io non avevo minimamente creduto di alludere, dall'altro mi stupivo riconoscendo l'abilità di chi la mia "visione delle cose" l'aveva colta, e anche in pieno. Era la chiave di lettura ad aver funzionato, a girare nel senso giusto una volta conficcata nell'animo del lettore, oppure si trattava semplicemente di un caso di affinità elettiva?, mi chiedo ancor oggi. Davvero l'epigrafe aveva permesso di cogliere il mio pensiero, la mia considerazione sulla vita ch'era celata dietro un gesto narrato - per esempio il mangiare le unghie - oppure dietro un personaggio, o solo dietro il suo nome - mai casuale?


Ecco che ieri, lavorando al riadattamento per la pubblicazione su questo blog del prossimo capitolo di “Booksharing”© che leggerete - spero - martedì, dicevo che ieri mi sono reso conto di aver omesso da “Booksharing”© tutta questa parte introduttiva di cui vi ho appena scritto. Un'indicazione di ciò a cui “Booksharing”© fa riferimento - secondo la mia mente malata - l'avrete già colta dalle immagini che selgo e che accompagnano ogni capitolo (i quadri di Troilo). Ma ecco che nel prossimo, il 6° mi pare, vi sarà finalmente fornita anche l'epigrafe. La chiave della storia tutta. Si tratta della citazione di un articolo che lessi sul "Times Magazine", una lettera a opera di una certa signora Wanda e diretta a un suo spasimante di nome Ralph. Nell'epigrafe è chiaro il riferimento al fenomeno del "Limerence".


Di questa patologia venni a conoscenza quando ancora vivevo a Roma. Le mie riflessioni sul "Limerence" hanno pur contribuito alla stesura di alcuni capitoli de "La mangiatrice" - anche se solo in minima parte -, di "175 (viaggio in stanze chiuse di Epifanio Finamore)"© che solo in pochissimi conoscono, e in minimissima parte anche di "Che tempo fa lassù (estinzione della stirpe)"© che è ancora preda di un lungo processo ricreativo, per scatenarsi pienamente, invece, in “Booksharing”© che di certo non potrete leggere nella sua versione originale in questa sede.


Come se ciò non bastasse, ecco che ieri mi son reso di nuovo loro prigioniero per decidere, oggi, di invitare voi invece a una riflessione preventiva che accompagni le vostre letture future e le considerazioni su quelle passate, se mai se ne sono manifastate.


"Limerence" è un aspetto poco sano, diciamo così, dell'amore. Gli studi su questa patologia sono stati condotti da una psicologa americana, Doroty Tennov - classe '28 - che ne scrisse in alcuni studi negli anni '60 e ne scrisse ben bene la prima volta alla fine degli anni '70 in "Love and Limerence – the Experience of Being in Love ".


Descrivendo una relatà che di primo acchito potrebbe definirsi del tipo "Sex and the city", la Dott.ssa Tennov ha riferito anche di amori non corrisposti, giungendo alla conclusione che innamorarsi di una persona sbagliata, anzi il continuo innamorarsi delle persone sbagliate, diciamo il non poter farne a meno, o il non riuscire a fare diversamente sia una malattia che genera in chi ne soffre una costante sensazione di ansia e tormento, cosa ancor peggiore - il sentirsi inutili e superflui. Per cui ha coniato questo termine.


Sentirsi inutili. Io sono inutile.


Terribile, no?
Ma non è tutto. Spesso questa condizione rivela non tanto l'effettivo innamoramento del partner che magari si è riusciti a conquistare, bensì dell'idea dell'amore in sé, condannando a morte la relazione ancor prima che essa cominci. Pare che la condizione di "Limerence" implichi uno stato mentale non dissimile da quello del DOC (disturbo ossessivo compulsivo).


Questa patologia, mi chiedo, (conosciuta anche come "Verliebtheit", o in russo "влюблённость"), potrebbe davvero derivare da disturbi infantili come alcuni sostengono e come - pare - succede con altre analoghe? Davvero un'esperienza fanciullesca può condizionare a tal punto la nostra vita, anche quando ormai siamo dei "pilloscioni di un metro e novatesette centimetri" - come direbbe qualcuno di mia conoscenza?


Beh, per quanto mi riguarda, a questo punto ho riferito anche troppo. Mi sembra di aver fornito oltre che la chiave di lettura, anche il codice segreto a quattordici cifre dell'allarme, l'impronta digitale e quant'altro possa esistere per sbloccare l'accesso alle latebre di “Booksharing”©, sperando di non avervi rovinato la sorpresa e rassicurandovi che si tratta solo dell'accesso, del primo passo. Il resto del lavoro, se volete andare oltre, spetta a voi.
Inoltre ricordo che, se indubbiamente ogni contributo riporta parte delle esperienze di chi li scrive, tutto il resto è fantasia, puro astrologare intorno al nucleo centrale.


Io personalmente, dopo aver messo la parola FINE a “Booksharing”©, sono giunto alla conclusione di essere affetto da "Limerence", anche se - a essere sincero - è un mio vizio quello di avvertire i sintomi precisi di ogni patologia su cui m'informo prima di scrivere una storia; come quando credevo di essere stato lobotomizzato a mia insaputa, oppure quando credevo di essere schizofrenico - convizione in parte ancora allignata in me.


Molti potrebbero farsi etichettare come "Limerencesi" perché credo che molti accusino, anche se solo sommariamente, i sintomi descritti da D. Tennov. Non è forse così? Chi di voi potrebbe esserlo?

7 comments:

Anonymous said...

Allora stai bene, raffaello...cominciavo a preoccuparmi!
Cmq sia, buon ritorno nella tua calabria...
:o)
Ciau, Fabio

vic said...

AVVISO: Questo commento sarà un po' lungo...
Quella che tu chiami "Limerence" è ciò che ho chiamato a lungo "dipendenza emotiva" e di cui ti ho già accennato altrove(star bene o male a seconda delle risposte che un altro dà ai miei imput"). Chiamala come vuoi..ma da quella cosa lì bisogna fuggire a gambe levate!!
E così ecco due terapie rigorosamete sperimentali/sperimentate:il primo è un libro di uno psicologo genovese (Giulio Cesare Giacobbe), più serio di quanto il titolo e il retro di copertina lascino intendere. Il secondo è il trailer di un film visto ieri sera e che cade a fagiolo!

1)Alla Ricerca delle Coccole Perdute-Una psicologia rivoluzionaria per il single e per la coppia
Vuoi sapere se sei un nevrotico?
E in particolare se appartieni a questa terribile sottospecie dei nevrotici bambini?
Chiediti se soffri di questi stati d'animo:

INSODDISFAZIONE, LAMENTI, PRETESE, INADEGUATEZZA, ACCUSE, PAURE, ANSIA, DEPRESSIONE, POSSESSIVITA'

Se ne soffri, sei un nevrotico "bambino".
Non spararti subito. Aspetta.
Il tuo caso può essere tragico ma non disperato.
Scrivimi.
Vediamo cosa si può fare.

Il bambino ha sempre bisogno di qualcuno che gli faccia le coccole. L'adulto si fa le coccole da solo e non ha bisogno di nessuno. Il genitore è l'unico capace di fare le coccole agli altri.

Sull'equilibrio e lo sviluppo di queste tre personalità, che coesistono in noi, si giocano tutta la nostra vita, il nostro benessere, il nostro rapporto con gli altri, la nostra felicità. In natura, in noi e negli animali, le tre personalità si sviluppano armonicamente e in tempi precisi. Purtroppo però, nelle società industrializzate ricche e iperprotette l'evoluzione naturale non avviene, e noi rimaniamo bambini.
Questa è la base di tutte le nostre nevrosi. Paure, fobie, panico, ansia, depressione sono tutte manifestazioni di una personalità infantile non evoluta, sempre alla ricerca di amore, di sicurezza, di coccole.


3)"La verità è che non gli piaci abbastanza"
http://www.youtube.com/watch?v=lWz3bSS6vyM

Insomma..fore siamo noi che ci complichiamo la vita più del necessario a volte.No?

Madavieč'77 said...

Quasi sempre è così. Che siamo noi a cantarcela e a suonarcela.
;P
Rf

vic said...

..già..La verità è che siamo tutti chi più e chi meno "nevrotici bambini" in attesa di coccole e di conferme. Dovremmo "sbucciarci" da dosso strati e strati di paranoie che ci vengono trasmesse dall'ambiente e che poi si manifestano in 1000 modi: in psicopatologie più o meno gravi, nell'inseguire ciclicamente un amore sbagliato, nell'aspettarsi che gli altri facciano o dicano ciò che vogliamo noi quando lo vogliamo noi.
Io credo (e qui lo dico seriamente) che l'unica soluzione sia la CONSAPEVOLEZZA. Di sè, del proprio corpo,del proprio carattere con pregi e difetti, di ciò che voglio e di ciò che non voglio. Del fatto che solo così l'altro smette di essere "indispensabile" e comincia a diventare una "scelta" quotidiana..Non so se mi spiego.. :-)

Popinga said...

Solo per dirti che sono passato a dare un'occhiata al tuo blog e ci tornerò con più calma, che ti ringrazio per avere inserito il mio tra i tuoi preferiti, e, da milanese, che i leghisti sono l'anello di congiunzione tra l'uomo e la merda. Ciao.

Trufete said...

Mai sentito parlare di Limerence fino ad oggi, ma leggendo, mi sono sentito identificato con alcuni dei sintomi, per fortuna, sintomi che accusavo tanto tempo fa e che da un po' a questa parte ho imparato a gestire diversamente quindi, ecco, posso stare tranquillo. Riguardo Booksharing non ho ancora letto un capitolo (non per niente, è che sono appena arrivato qui!) ma mi hai stuzzicato la curiosità quindi appena avrò del tempo cercherò i vecchi post per leggere sin dall'inizio questa tua opera letteraria... chi sa... magari un giorno ce l'avrò tra gli scaffali della mia biblioteca... ;)

Madavieč'77 said...

Per Popingae Trufete: grazie a voi. Però fatemi avere Vs pareri, ci tengo. Okay?
Ciao e buona giornata,
Rf