Monday, 4 May 2009

A proposito di “Tra realtà e fantasia” / With regard to the idiom “Between fiction & reality”

Come è possibile commentare una notizia come quella apparsa oggi su Corriere.it [titolo: «Le donne che vivono in una Smart “Dopo lo sfratto è la nostra casa”, Loredana, 47 anni, e Valentina, 20: avevamo un box, ci hanno tolto anche quello», a cura di Cesare Giuzzi] che racconta la storia della signora Loredana e di sua figlia, costrette ormai da un mese a vivere in una Smart?
Alla faccia di chi continua a sostenere che «la crisi non c’è», alla faccia mia che continuo a pubblicare online un romanzo a puntate come Booksharing, scritto già un anno fa e che non vuol essere in alcun modo offensivo nei confronti di chi vive in situazioni simili a quella della signora Minopoli.
La prima cosa che viene da domandarsi è cosa possiamo fare noi per quelle persone, ma la seconda considerazione che sorge dalla latebra della nostra mente è che dobbiamo baciare in terra perché la maggior parte di noi sta di sicuro meglio. E quelle parole «Ci hanno abbandonato» bruciano fra le pieghe torte raccolte nei nostri crani, ancora assopite dalla sensazione di ristoro di cui abbiamo goduto durante lo scorso ponte del 1° maggio, che siamo andati al mare oppure no, che siamo semplicemente rimasti in casa a oziare, perché noi un tetto sopra la testa ce l’abbiamo ancora.
Non c’è nulla di nuovo oggi, dunque, da leggere, no? Tutto procede come il solito.
Questa è la vita. “Accadono cose”. Qualcuno lavora di fantasia, qualcun altro vive quelle finzioni. Funziona così?
_________________________________________________
How is it possible today to comment on an article edited by "Corriere.it" [title: “The women who lives in a Smart “After the eviction, it is our house”, Loredana, 47 years old, and Valentina, 20 years old: we had a box, but they took also it out”, by Cesar Giuzzi] describing the story of Mrs. Loredana and her daughter, forced already since one month to live in a Smart car?
In spite of those people keeping to affirm “it does not exist any crisis”, in spite of my online novel "Booksharing", written one year ago, which does not want to be offensive towards people living in such situations, very similar to the one lived by Mrs. Minopoli.
First of all we’re wondering about what we can do for them, but our second consideration rising from the hiding places of our mind concerns the fact that we must be wholly thankful because, for sure, we are living in better conditions. And those words: “They’d abandoned us”, still burn between the folds assembled in our skulls. We’re still full of the relax feeling we have just enjoyed during last holidays, either we’ve gone to the sea or not, or we simply stayed at home, because anyway we have got a roof over our head.
Nothing new today, right? All is going on as usual.
That’s life. “Things happen”. Someone daydreams, someone else lives that fiction making it real. Does it work like this?

2 comments:

vic said...

L'ho appena letto. Da brivido! E' vero..certe volte diamo tutto per scontato e sottovalutiamo la nostra fortuna...
v.

Madaviec'77 said...

...
Rf