Friday, 5 June 2009

Magia dello sport


“Ragazzi, qui forza! Tutti in cerchio… uniti, ché la pallavolo è una caetena!”.
Diceva proprio così uno dei miei mister ai tempi dell’under 18. “La pallavolo è una caetena”, che non si legge alla latina “cetena”, ma proprio così com’è scritto “Kaetena”, causa pronuncia del quartiere “Prainetti” (alias Piragineti) di Rossano.
E poi ne sono venuti altri, mister, e altre partite, eccitazioni sempre nuove.

Come dicevo ieri alla mia sorellina durante il secondo set della semifinale di pallavolo Bocconi Vs Bicocca, la pallavolo secondo me è più un insieme di fragili equilibri, e neppure tanto imprevedibili, aggiungerei ora.
Mentre Chicca e io ci attrezzavamo per un tifo degno di una squadra vincente (leggi: voce quanto più profonda possibile, fiato per farla sentire fino all’altra parte del campo e battito di mani a coppetta, oppure battito di mani contro le porte in simil-plastica delle uscite di emergenza del Palacus), la squadra Bocconi entrava in campo forse un po’ scoraggiata.
Commenti esterni la davano già per spacciata. Vincente la Bicocca e senza ombra di dubbio, dicevano.

Risultato? A eccezione di due-tre giocatori, il primo set della Bocconi Volley è finito malamente per via di gambe piombate (nel senso di fuse con il piombo) al fondo gommoso del campo, sguardi persi nei fasci luminosi e trapezoidali versati sulla rete dai fanali montati al soffitto, braccia che si dimenavano come le alette di uccellini alla prima lezione di volo piuttosto che congiungersi e battere con precisione la palla che scrosciava loro addosso - neppure con troppo vigore - con l’intenzione di rispedirla al mittente, possibilmente segnando un punto.

Però i Fontanella brothers da bordo campo non si son dati per vinti:
“Boc-co-ni! Boc-co-ni! Boc-co-ni!” prima.
“Alè, alè, alè Bocconi alè!” poi.
“Fo-orza Bo-occoni-i!” e “Quarttordici – detto alla rossanese perché era lui, Dario – sei bono!”, o ancora “Manona sei mitico! Grande, Mano!”, oppure “Bo-bo-bo-bo-Bocconi-i!” e così via. Due voci da sole hanno spento il coro avversario di almeno sei anime.

Come volevasi dimostrare: dal secondo set in poi i bocconiani si sono ripresi, dando mostra di un bel gioco davvero. Gioco d’astuzia, quanto di potenza. A partire dal numero 3, all’11, al 15, al 17 e il 14 in campo ce l’hanno messa tutta.
La gomma delle suole Asics (Ashish, come le chiamano alcuni) - oggi in concorrenza con le Mizuno - hanno fischiato contro il suolo del campo e generato brividi sottopelle tali che ti veniva voglia di correre in campo anche tu. Fare quei famosi tre passi prima di piegarti sulle ginocchia e… saltare, volare… la palla – poesia.
“Batti, ricevi, alza schiaccia copri e mura” cantava Lucky (per i più giovani: l’ex della Nazionale Italiana di Volley, nonché centrale della Mediolanum, Andrea Lucchetta).

Ho detto, a quel punto, a Chicca: “Mera mò, il secondo set lo vince di sicuro la Bocconi. Il terzo sarà il più combattuto e, se la Bocconi lo perde, allora si vedrà al quarto set chi è davvero il più forte, anche psicologicamente”. Così è stato.
E… meritata vittoria alla Bocconi.

È vero sì, che la pallavolo è una catena.
Un po’ come tutti i giochi di squadra ti obbliga a misurarti non solo con gli avversari, ma con i tuoi stessi compagni e soprattutto in brevi istanti, anzi brevissimi; di solito istanti che più sono brevi e più, statene certi, consistono di puro stress. Spesso è facile perdere di vista l’obiettivo vero: vincere divertendosi; ed è allora che le altre cinque menti in campo devono essere brave a riportarti giù, fra di loro, con loro, per unire le forze. Per essere una testa sola, ma con dieci occhi.
Nulla di nuovo: in una squadra si vince solo se si è tutti dalla stessa parte, mai se si è da una parte sola – la propria e basta.
Una Caetena, sì. Nel senso d’intreccio di anelli-emozioni, le più disparate: carità, fuoco (sì, perché da oggi il fuoco è anche un’emozione), concentrazione, self-control, grinta… e quando il giocatore che osservate è bravo davvero, allora è come se fosse vostra la mano ben aperta e fluttuante che avvolge il pallone, che vedete al ralenti, e che schiaccia giù, nei tre metri - che si tratti di un primo tempo, o meno. È come se fossero vostri gli avambracci uniti a mo’ di chiatta con cui il colpo avversario viene assorbito, trattenuto, lavorato e trasformato in punto in vostro favore. Vostro il palleggio che spinge la palla tanto in alto dove solo i più coraggiosi osano.

La pallavolo è emozione. La pallavolo è ricordo, per me – memoria.
L’odore delle mutande e dei calzini sudati a fine allenamento; lo stridìo della scarpa per asciugare la macchia di sudore sul campo di gomma o parquet, per non scivolare. L’eco dei “Mia-a-a!” contro il soffitto del palazzetto, dei “Vaffanculo!”, “Cazzo-cazzo-cazzo!”, dei “Fo-o-o-orza!” rabbiosi ai limiti dell’aneurisma o dell’embolia…

In sostanza, se vi piace il volley – e i giocatori di volley. NON quelli troppo giovani, mi raccomando! Intellegenti pauca… - vi aspettiamo sabato prossimo al Palacus, all’Idroscalo di Milano, per sostenere la giovanissima e frizzante - per nulla sborona, aggiungerei in tono milanese - Bocconi Volley nella partita di finale contro la squadra dell’Università Statale.
Portate le tocte, i turri-turri, i coperchi e i campanacci!

1 comment:

Anonymous said...

Ciao Amiguito!!!
tutto bene? Ho visto i film che mi hai inviato. Sai ballare bene. Io sono un disastre. Percioe solo vado a i concerti di rock perche non ballo. Solo salto e grido. Non ti sei spaventato adesso che ti dico questo, no?
Ecco Raff, ti dico che il "Volley Ball si gioca cui nelle scuole. Anche io giocava questo sport nella scuola. Perche eranno delle discipline in ginastica. Anche si gioca nella spiaggia, perche la sabbia e fina (vedi) questa fotografia che ho trovato sul´internet www.marcadeportiva.com/img/notas/img_6236.jpg
Anche mi ricordo quando era piccola, mio padre mi portava a Piriápolis -Uruguay- (per le vacanze). Questa città esta vicino a Punta del Este. Giocavanno di notte. Come mi piace ascoltare il mare nella notte!!!
Ieri sera Negrita ha fatto ridere a tutta mia famiglia. Mia madre, mia zia, mio fratello e sua famiglia. Come "questo piccolo pezzo di carne ed ossa" si ha fatto amare.
Ti auguro un bel fine di settimana.
Baci