Sunday, 19 July 2009

L’importanza di chiamarlo per cognome (The Importance of saying his Family Name).

Devo riconoscere (e non ci vuole un genio) che una domenica mattina a Milano, chiuso in casa a stirare asciugamani e indumenti rimasti accatastati nell’armadio da oltre tre settimane non assomiglia neanche lontanamente a una domenica mattina a Rossano, in spiaggia sotto il sole, ad ascoltare le confidenze che borbotta il mare.
È un mio limite e non ho ancora ben capito da cosa abbia origine, ma ogni volta che lavo le stoviglie, rinvaso o innaffio le piante, oppure, come oggi, mi dedico alla stiratura mi accorgo che in realtà sto facendo molto di più. Si tratta di un’attività molto più pericolosa e di cui in molti, forse, credono io non sia capace: riflettere.
Mi accorgo che solitamente principio da un ricordo per poi finire, immancabilmente, col meditare; nel senso che lego il ricordo a quel frangente di realtà quotidiana, o di poco più recente.
Vorrei che questo fosse solo un piccolo excursus, evitando – come mi ha rimproverato una persona che stimo molto – di rendere questo spazio una “pozzanghera di Narciso” troppo profonda, o qualcosa del genere. Quindi sarò breve, ma… Uffa, al diavolo!


Sotto le mani, anzi sotto il ferro da stiro oggi sono passate in sequenza: la t-shirt di Granada comprata con lui durante la vacanza sulla Costa della Luz e oltre – oddio, avevo appena 27 anni! …e non l’ho ancora buttata -, la sua felpa nera che mi aveva regalato perché, diceva, a me stava meglio, così come la camicia azzurra a righe.
Forse nelle relazioni gay la possibilità di potersi scambiare gli abiti, e quando si sta troppo tempo insieme anche la possibilità che si confondano fino al punto da non distinguere più il mio dal suo, tutto ciò dicevo che, forse, è un punto a sfavore quando si rompe e si ha voglia di voltare pagina, non credete?
Be’ che io, comunque, me lo ricordo bene ciò ch’era suo ed è semplicemente rimasto in mezzo alla mia roba.
Ma non è su questo che mi sono fermato a riflettere. Ormai sono nove mesi che le prendo, le ripiego e le metto da parte nel cassetto, senza più scompormi. Pensavo piuttosto la fatto che quando mi viene in mente lui penso al suo cognome.
Del tipo: «Ecco la maglietta di “Mr. Tiger-fish”» mi sono detto (dove “Tiger-fish” è lui).
Ma lo stesso accade quando ripenso alle persone a cui, prima di lui e dopo di lui, ho voluto molto bene, magari che ho amato, o a cui voglio bene tutt’oggi. Isomma mi sono accorto che quando penso a una persona importante per me viene prima il suo cognome e poi il nome.
Se ci faccio caso, anche nella rubrica del telefonino tutte le stelle brillanti del mio cielo sono registrate sotto il nome di famiglia. A partire dalle amiche con cui sono cresciuto a Rossano, fino agli amici e amiche con cui ho condiviso gli anni romani e di cui serbo ricordi così dolci e divertenti. Fondamentali.
Sul telefonino non ho cognomi di persone conosciute a Milano. A parte Mr. T-Fish, certo.
Eppure ne ho conosciute che per me oggi contano (e dico meno male visto che ci vivo oramai da sei anni).
Però… però non ho ancora un cognome da registrare nonostante la voglia pazza di farlo. Non so perché. Anzi, ultimamente stanno aumentando i nick-name e non so se questo è un segno positivo. Mi dico che non è importante, ma che lo è solo la persona.
La questione si complica –guarda caso - quando abbandono l’ambito amicizie e mi addentro nella chiostra degli affetti, delle tenerezze, di quelle che potrebbero, si spera, sbocciare in amore. O anche spegnersi come banali luci improvvise, quelle tipiche da abbaglio come credo di averne viste ultimamente. Da una parte mi ripeto che è già di per sé un segno positivo (ri)avere la voglia di un cognome da segnare, anzi da pronunciare. Il problema è che quest'ultimo in questione non lo conosco, anzi non lo ricordo!
…A dire il vero non sono neppure sicuro del nome, malgrado abbia vividi molti particolari del suo corpo. Avrei potuto domandarlo di nuovo, richiamare per chiederlo. Ma il problema è: come faccio a chiamarlo se non so come chiamarlo, cioè come rivolgermi a lui?
Quindi, mentre rimango qui ancora un po’ a tormentarmi sul classico dubbio amletico “richiamarlo, o non richiamarlo?”, prendo coscienza di tale importanza del cognome che, per me, sta appunto nel potere pronunciarlo.


Infatti oltre a fornirmi innumerevoli informazioni sulla persona con cui vado a letto o che incontro per la via, è innegabile come il cognome abbia un valore intrinseco.
Se per molti chiamare per cognome indica distacco, quasi estraneità com’è giusto che sia, purtroppo per me, invece, è il massimo dell’amorevolezza e dell’espansività.
Intendo che ogni persona al mio fianco a letto, in cucina o nel cesso, fra quelle che ho amato o, spero, amerò ha capito che sono stato bene con lei, che mi sono dato davvero a lei solo dal momento in cui ho preso a chiamarla per cognome (o da quando prenderò a farlo).
E, di solito, se e quando lo faccio accadde dopo due secondi. Vale a dire che lo capisco subito quando sono fregato e ho bisogno di chiamare il mio amore per cognome.
La mia fortuna è che sono gli altri a non saperlo e a non capirlo, così non si spaventano sentendosi soffocare da me dopo pochi istanti da che ci siamo conosciuti.

7 comments:

vic said...

Bella cosa i voli pindarici: stiri una maglietta e la testa associa una cosa all'altra e di colpo ti ritrovi catapultato in una dimensione lontana. Capita anche a me a volte.

E' positiva la voglia di riavere un cognome da pronunciare. Certo,poi tu resti ben contorto:non ho mai conosciuto prima uno che associ il chiamare per cognome ad un maggior livello di intimità. Boh! Comunque poco importa,sono solo lettere dell'alfabeto che indicano una persona:e quella conta.

La faccenda del surplus di nick nella rubrica invece lo capisco che possa portare a farsi qualche domanda, ma probabilmente sappiamo entrambi da dove e perchè siano stati presi. Non esagerare però, progressivamente cambiali in nomi..e chissà magari anche in cognomi: fai loro risalire la graduatoria della tua confidenza. Chissà che non ne derivi qualche sorpresa. Offrigli(offriti) qualche opportunità.

Ah, i vestiti di "lui" se ti turbano e non li senti tuoi dalli alla caritas: è più sano! Per il tuo umore.

Ps.Anyway il tuo alone di "mistero" resta,e prova a negarlo!!Chi sarebbe il soggetto protagonista di questa "luce improvvisa" già spenta?O di cui hai "vividi molti ricordi del suo corpo"? BOH!
Domande a cui non avrò risposta (neppure in presenza) perchè io sto nella terza fascia della confidenza con forse un'unghia nella seconda,non di più:sono ancora un nick, forse appena l'iniziale di un nome. Insomma di cognome neppure a parlarne!;-)
Ciao ciao Fontanella!

Madavieč'77 said...

Caro il mio Vic,
il fatto che io non stia qui a elencare "tutte le persone" che mi porto a letto non vuol mica dire che sono misterioso, ti pare? Non potrebbe essere riservatezza?
Ahi, ahi... E poi sto ancora metabolizzando, dato che ancora una volta sono stato abbandonato lungo una "rasa di via".
Cosa pensi, che a me non mi mandino a fare in culo dopo una scopata, come tutti i comuni mortali?
Mannaggia, mannaggia... è così purtroppo. Ognuno smaltisce i propri rifiuti incassati.
Ci vuole solo un po' di tempo e tutto passa, no?
Ciao ciao tresor,
Rf

vic said...

Potrei rispondere con un copia-incolla della frase che campeggia da un po' di giorni sul mio msn ma evito.
Copio-incollo questo link invece:

http://www.youtube.com/watch?v=VW1ddPJK85c

tutta questa facenda di nomi e cognomi mi ha riportato in testa questa canzoncina (meno scema di quanto sembrerebbe). Ed è tutta la mattina che canticchio. Me ne vado in palestra "ca è megghiu va!" :-)

Madavieč'77 said...

VIC,
TI CHIEDO SCUSA.
E' LA LUNA DEL LUNEDì.

LO SO, TROPPE LUNE IN QUESTO PERIODO...
STAMMI BENE E BUON INIZIO SETTIMANA.
Rf

Anonymous said...

Ehi voi!?! Non fate così dai....ehhehe..da che pulpito?!!!! :OP
So che avete conosciuto la mia LISA ieri sera al Banghra Bar... proprio piccina Milano, vero?!
Raff, tenendo conto della tua lunaticità del luned' mattina, potrei almeno sapere quanti sono i Fabio che fanno parte della tua lunga rubrica? è un nome piuttosto comune, sai.. Oppure, se preferisci, sotto quale nome o nick mi ci si può trovare? Heheh, che burlone! :O)

Mao,

Fabio Guidotti

Mao

Madavieč'77 said...

Ecco l'altra vittima della mia pazzia!
Caro, adesso sei sotto F.G., come scritto da te sopra.
Ciao,
Rf

Anonymous said...

Non sei così pazzo, chetticredi?!!! E di conseguenza noi non così "vittime"...

F.G. (per fortuna non GF!!!)

Sorrisi! :O))))))