Tuesday, 7 July 2009

Milano, o i tropici?

Ore sei: suona la sveglia che sento a malapena – il trillo è sovrastato da un tuono dal timbro subtropicale. Apro gli occhi: “Sono a Milano, oppure non me lo ricordo e il capo mi ha rispedito a Hong Kong e io ho perso la memoria?”. Realizzo, in effetti, di essere a casa, a Milano. “Forse è meglio chiudere le portefinestre” mi dico. Poi mi dirigo in cucina e riempio una tazza di caffè. Non c’è luce. Il cielo nero.
Di bello e buono… Vro-o-am! Il secondo tuono. Subito rimango a bocca aperta, osservando al di là del vetro le cascate del Niagara. Proprio nessuna differenza, se non fosse che l’acqua precipita dal cielo e non dalla cima di un monte. “Poco male” continuo fra me. “Un altro giorno che mi viene risparmiato il rito dell’annaffiamento delle piante” e me la rido.
Forse è stata colpa di questa risata auto compiaciuta e beffarda; forse “Qualcuno” s’è ricordato all’improvviso dei vari “porcoddio” e “madonnaputtana” formulati lo scorso sabato mentr’ero prigioniero delle mani purpuree e corpose del vino camuno e ha voluto punirmi; forse si è trattato semplicemente di un test tardivo – molto tardivo - d’agibilità dell’abitazione in corso Lodi… Insomma che me ne vado al cesso, faccio appena in tempo a calarmi la mia bella mutanda rigata dai mille colori che:
«Ra-a-a-a-a-a!» sento la voce di mio fratello chiamare dall’altra stanza. Tutto ciò è davvero preoccupante, dev’essere successo qualcosa in quella frazione di secondo e anche di molto urgente; non solo perché mio fratello è miracolosamente sveglio prima delle sette, ma il suo tono è effettivamente allarmato. Mi levo con il bigolo al vento per correre ad assistere l’acqua piovana sgorgare e procedere agevolmente dagli infissi lungo tutto il pavimento della cucina, della sala e della camera da letto. Tre dita di acqua in casa nell’arco di due-minuti-due! Facendo finta di non soffrire per la leggera protusione del disco S4-L5, coi secchi e gli stracci in mano io e il dott. Fontanella Junior iniziamo a giocare alle allegre mondine. Resisto alla tentazione d’indossare il cappello di paglia a falda larga e mi limito a bestemmiare ancora e ancora, sperando di non essere l’unico minchione a Milano cui si è allagata la casa (e in effetti più tardi molti clienti e colleghi mi hanno risollevato il morale non facendomi sentire solo).
Ore 7.15: la casa inizia a profumare di legno – segnatamente del legno del parquet che ha assorbito quant’acqua non abbiamo fatto in tempo ad asciugare pur avendo gettato in terra tutti gli asciugamani e lenzuola che avevamo a portata di mano. Il tappeto nella sala sembra gioire. I colori brillano di una nuova luce. Le mattonelle di cotto sotto la cucina sono esaltate perché finalmente ci siamo decisi a smontare il mobile e a presentare loro lo straccio giallo della Vileda. Loro, in cambio, ci regalano strane misture di polvere e sporcizia che nella forma ricordano cuccioli morti di alieni.
Ore 8.00: mi decido a uscire di casa per andare in ufficio. L’ombrello mi è servito anche in metropolitana, dove sembrava di camminare a cielo aperto tanto pioveva.
Per favore: se un essere superiore ha davvero deciso di ucciderci tutti entro il 2012 e simili fenomeni sono un assaggio allora chiederei cortesemente una morte improvvisa. Non vorranno mica farmi spezzare la schiena a raccogliere acqua ogni due per tre? Ho una certa età, io!

3 comments:

VIC said...

Partiti all'avventura per donare il sangue alle 8.40 siamo tornati alle 12.45. Ci sono volute 1h e 15 ad andare e lo stesso a tornare. Se andavamo a donare a Torino ci voleva meno! Mezzi pubblici in tilt, il 14 che già non passa di solito oggi ha proprio dato forfait. Idem la 50. Il delirio. E io che dopo la donazione esco con la pressione a 100!! Adesso pranzo con polpette ecco..me lo sono meritato!

Anonymous said...

Madre Natura che si ribella per compensare lo scempio causato da noi (poco furbi) esseri umani...e ho come l'impressione sia solo l'inizio!?! Piccole ragioni per riflettere un pò...e lo sapete qual'è l'unico modo per convincerci tutti ad assumere un atteggiamento più rispettoso verso il mondo che ci ospita??? Le nostre tasche...l'uomo "economico" per sua natura lo si convince solo pizzicando la sua pecunia...e così ci salveremo!
Fabio

Anonymous said...

Ciao
Se io aveva una possibilita di sceglere "divertente" "eccezionale" aggiungo "paura". Perche lo stesso m´aveva succeso nell´estate cui in Buenos Aires tutto il pavimento pieno d´acqua. Ho paura dell´elletricittà+acqua. Asciugare il pavimento sola e mia cagna no mi lasciava in pace. Per fortuna, doppo ho pensato ho lei. La ho abbraciata, per quello che ho detto prima. Per fortuna ti accompagnava tuo fratello. Mi dispiace a voi e il pavimento di legno.
Raffaello ti chiedo un favore, per cortesìa si puoi quando scrivi in ruso puoi mettere le parole in italiano in parentesi? Baci Silvia