Monday, 27 July 2009

Quando ce l’hai dentro (When you’ve got it inside you).


È proprio vero che ci sono persone che ti restano dentro e non se ne vanno più.

Immagino come le battute si sprecheranno al di là del video. Chi da solo, chi in compagnia, comunque ve la state ridendo, siate sinceri. Eppure l’argomento è serio.
Ci sono persone, in cui ci imbattiamo nel corso della vita che a distanza di tempo ci portano a chiederci: “Come sarebbe stato se non l’avessi conosciuto?”.

Ci rifletto ora guardando la mia maglietta rosa frocia e sudata da far schifo. C’è scritto su «Un baiser légal ne vaut jamais un baiser vole». Una frase che capisco solo stanotte, dopo aver ballato come un matto, in parte per dimenticare. Son riuscito a ballare anche la sigla de "L'incantevole Creamy", e figurarsi che non ero neppure ubriaco come al mio solito.

Ci penso dopo essere rincasato. A una telefonata ricevuta poco tempo fa, così piacevole come da tanto non me ne capitavano (ci penso ora dato che non ho un cazzo da fare e che, sì gente, il sonno continua a evitarmi, come se fossi l’incarnazione di un’amina simpaticomimetica... e domani è pure lavorativo!).

Sto parlando di quelle persone con cui avete vissuto un lungo periodo della vostra vita, che bastava guardarvi nelle palle degli occhi per capire cosa pensavate, volevate, rimpiangevate, detestavate finché poi, puff!, è arrivata una folata di vento di dubbia natura che vi ha separato e fatto scivolare via lievemente, lontano l’uno dall’altra, inesorabilmente, come due bioccoli di polvere su un pavimento di marmo di pregiata fattura carrarese e che, pur non sentendovi più se non una volta ogni tre anni, è come se non vi foste mai staccati, come se gli eventi intercorsi non fossero mai stati e quando capita di ritrovarvi tutto è come prima.
Sono queste le persone che possiamo dire di avere “dentro di noi”, come un tratto del nostro carattere inciso con un curculione rovente, di quelli duri a sparire e che infatti hanno prodotto nel mondo la necessità di un modo di dire come: “Se nasci rotondo non puoi morire quadrato”.

Mi sono chiesto: “Quante persone possiamo portarci dentro? Quante ce ne stanno veramente?”. Per quanto mi riguarda - una soltanto. Al massimo due. Per quanto mi dispiaccia affermare una cosa del genere.
È incredibile, poi, quando colui o colei che ci sta dentro è la persona con cui abbiamo vissuto La Storia d’Amore, quella perfetta, ma che perfetta non era se poi s’è conclusa con pianti, scene d’isterismo, sensi di colpa, macumbe e primi esperimenti reciproci di affascinatura. Chi avrebbe mai potuto credere che, a distanza di anni, le maledizioni sarebbero state sciolte per lasciar posto a un bellissimo incantesimo qual è la comunanza, anzi coincidenza completa di stati d’animo? Be’, non di certo io che avevo già comprato l’ultimissimo modello di cilicio, quello che davano in regalo anche un bellissimo flagello di cuoio marocchino per farsi ancora più male, perché mi ero accorto in retrospettiva che se ai tempi non c’era stata perfezione era stato a causa mia.
Può suonare banale lo so, ma di sicuro vale la pena ricordare che il compiersi di certe magie fa parte di quegli argomenti da tirare in ballo nei momenti in cui ci guardiamo intorno per scovare qualcosa di davvero meraviglioso, quando ci prende la tentazione ‘e ni jettari ‘ntra na jumara per trasformarci in romantiche rusalke e giocare a spaventare, o fare innamorare gli umani che pur di averci sono pronti a morire anche loro.

Ora, io ho scritto come se avere una persona dentro sia cosa del tutto comune, ma può darsi che ci siano uomini che non hanno nessuno dentro di sé?
Chissà. Posso solo dire che quando ce la si ha ci se ne accorge; e come! È allora che capiamo come tutto possa essere splendido. Quando ce l'abbiamo dentro lo sentiamo, anche se non si tratta del nostro fidanzato, di nostro marito, o chessò io… Semplicemente una persona che ci vuole bene, per cui siamo davvero importanti.
Ed è per questo motivo che fra poche ore partirò più sereno.

Già. Anche se per qualcuno rimarremo sempre dei "provincialotti borghesi del cazzo, buoni solo a criticare la città in cui viviamo", in realtà possiamo andare ovunque vogliamo purché prestiamo attenzione a portare con noi questi sentimenti, le telefonate come quella che ho ricevuto io e le persone che ce le fanno (per la cronaca: non vivo nel mio paesino "di merda" ormai da tredici anni, ed è vero che a volte penso: “purtroppo”, e in più critico la città in cui ora vivo. Ma si sa: “chi disprezza compra”. È solo che la mia merda a volte mi manca troppo).
Quindi, ancora una volta buona notte e sogni d'oro.
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I believe it’s true that some people stick around you without moving anymore. They leave inside you.
I’m serious. There are people we meet with in the course of life, who some years later make you wonder: “How it’d been if I’d never met him?”.
I’m thinking about it right now, tonight, after having a pleasant phone call, as from many time it’d happen to me (Morpheus seems to have not the slightest intention to care for me and I can fuck around all night, so that I’ve got a lot of time to think and write. It’s like I were a sympathetic-mimetic amine to him).
I refer to those people with whom you spent a long time of your life, when it was enough looking at each other eyes in order to understand what you’re thinking of, what you’re asking for, or regretting, even detesting, until a puff of a dubious nature wind arrived to separate you, making you lightly slip away, in an inexorably way, like two powder tufts on a valuable Carrarian marble pavement. But even though you hear from each other every three years only, when it happens it’s always like the first time, as if elapsed events have not been at all, so that when you find the other again all is like before to both of you.
That’s the people we can say they’re “inside us”, stuck around us. They’re like one among our own personality aspects, which are engraved on our soul with a scorching hot awl. The same which generated in our society the need of the Italian proverb: “Who’s born round can’t die square”, that is we can’t totally change, but we always get something distinguishing, which never changes.
I’m wondering now: “How many people can we carry ourselves in? How many really fit in?”. To me it’s only one, even if I’m sorry writing this.
Then it’s unbelievable when the one sticking around you is the one you went through your Love Story with, I mean that story you believed being perfect, even if it was not because it swamped with tears, and made you stage your hysteria, even generating guilt-feelings, and got you to try your first evil-spell experiment. Who could believe that evil-spells would have disappeared changing into wonderful magics like community, or total sameness of feelings is? Well, I couldn’t, indeed. In fact at that time I’d already bought the last model of cilice, the one you had for free with a wonderful Moroccan leather scourge. This was why I retrospectively realized that it was my fault if there’s never been nothing perfect in our relationship.
It can sounds trite, but it’s worth remembering that when this magic happens, it’s one among those argument we have to come up with, when we look around us looking for something really wonderful, I mean when we get hung up by temptation to jump into the river to turn ourselves into romantic rusalks and play scaring, or making humans fall in love, those who are ready to jump as well just to possess us.
Now, I’d written as if having somebody inside ourselves would be a common thing to all of us, but maybe there are people having nobody inside themselves? I can’t answer to this question, I can only say that when you have someone stuck around you, you can well know this feeling, indeed. And when it happens to you, you can understand how all around you can be splendid. Even though he’s not your Lover, your husband. Just a person loving you, to whom you’re really important.
This is why within few hours I’m leaving to US much more calm.
Even if to someone we’ll always be a hick bourgeoises, good only to jump on the city we’re leaving in, actually we can go anywhere. We have just to pay attention to bring with us this feeling, maybe generated by a phone call like the one I received tonight - and people making them (and just F.Y.I.: I’ve been not leaving in my little bloody country since about 13 years, and it’s true that sometime I’m sorry about it. I simply miss my bloody country).

4 comments:

Popinga said...

Confermo: è proprio un piacere leggerti. E, tanto per rimanere in tema, si capisce che quello che dici "viene da dentro" (comes from your very inside: si dice così?). Bravo.

vic said...

Io penso che molte persone ce le portiamo dentro anche senza saperlo. I nostri genitori per primi:la mia ex maestra di yoga la chiamava "memoria cellulare" e in effetti se ci pensi c'è sempre un'eco di chi ci ha messo al mondo dentro di noi. La si ritrova nelle scelte che facciamo,nelle reazioni che abbiamo alle diverse situazioni,nelle piccole cose. Poi ci sono quegli amici o quelle persone a cui siamo stati molto legati, e che in qualche modo ci restano dentro anche quando per le più svariate ragioni non ci sono più. Leggendoti mi hai fatto venire in mente subito la scena del film che ti linko qui sotto. "Tutti quelli che se ne vanno ti lasciano sempre addosso un po' di sè, è questo il segreto della memoria".

http://www.youtube.com/watch?v=hhd9XjHn4Fk

Baci e buona giornata!
Ps. Dormi però che a pensare troppo ti cadono i capelli..e se te lo dico io..!!;-)

Madavieč'77 said...

Ciao Popi,
comincio a rendermene conto anche io. Sono troppo incostante, confusionario e pressarulo per i romanzi. E "la gatta pressarula ha fatto i figghi cecati"...

Vic, ti dò credito su tutto. Oggi sono una iena in tutti i sensi. A parte i capelli che sono sempre meno, la mancanza di sonno mi sta rendendo isterico.

Baci a tutti,
Rf

Anonymous said...

Ciao Raffaello, hai arrivato bene a TX?
Nostro cuore è cosi grande che ce spazio per tanti i nostri cari. Ho pensato a tante persone in questi giorni!!
Ma si penso tanto al pessato mi diventero una figura di sale. E il tempo che passa non si "recupera" più. Se io penso il passato perdo di goddere il presente. Vedi gia sono passanti tanti minuti quanto ti ho scrito "hai arrivato bene a TX"? bacio