Sunday, 16 August 2009

Adesso tocca a me

Il profumo pungente dei peperoni arrostiti alle 7.30 del mattino era una cosa di cui non m’ero accorto di sentire la mancanza, finché non ho messo piede nella cucina di mia madre.
Sembra strano no? Da quanto manco qui, cinque mesi? Forse meno. Boh, mi sembra tanto. Forse è comunque troppo. In effetti avevo bisogno di staccare. Stavolta nemmeno le dodici ore di pullman mi hanno scoraggiato. Neppure le relative scorregge che ho dovuto respirare nottetempo, o la fragranza di calze, sudore e All-Star dei passeggeri che hanno viaggiato con me, o, in ultimo, il vomito della bambina che alle due ci ha obbligato a una breve sosta in una piazzola dove la madre l’ha amorevolmente spogliata dei pantaloni ridotti a uno strano colore giallastro.
Peccato che la piccola posseduta abbia continuato a recere sulle scarpe e sulla maglietta, rimanendo praticamente in mutande.
Ma chi se ne fotte! Vi saluto e, asciugamano in spalla e slippino bianco con paillettes, me ne vado al mare, ragazzi. Adesso tocca a me: cercare di non pensare più a... - lasciamo perdere. Inizio a non pensarci da ora, forse è meglio -, ma ancora, sfuggendo alle ambasciate commissionate dai genitori, prevedo di continuare a lavorare in pace al nuovo libro, leggere, bere con gli amici.
Be', tocca a me. Punto.

1 comment:

Anonymous said...

SìSìSì...ora tocca proprio a te: ora GODI, per favore! Mi fa piacere tu sia riuscito a sbarcare nella tua terra per fruire finalmente della tua bella famiglia!
Sono un pò perplesso sul costumino bianco con paiettes, ma 'sto giro te lo passo con mezzo sorriso sulla bocca, heheh...
Salutami il tuo nonnino saggio e simpatico...e GODITELA!
Un abbraccio stretto
A presto,
fabio