Wednesday, 5 August 2009

Giochi di ruolo.


Qualche giorno fa ascoltavo le notizie di SkyTG24, quand’è partito un servizio che s’è rivelato tanto stimolante, se non altro perché incentrato su un tema attuale molto discusso, quanto divertente: l’iniziativa promossa dalle istituzioni pubbliche dedita a contrastare gli abusi di alcol nell’ambito della lotta al disagio giovanile e sociale.
“Tolleranza zero” è la formula magica, dicono.
Cosa ci può essere di divertente in un servizio dedicato a un problema tanto serio quale il disagio sociale?
Be’, è solo che, a un certo punto, il giornalista in questione che non ricordo chi fosse – non ricordo neppure se fosse una donna o un uomo – andando al giro per locali ha avuto l’ardire di domandare a un pubblico esercente, a un barista insomma: «Ma è vero che è difficile chiedere la carta d’identità ai clienti?», riferendosi al fatto che presto sarà vietata la vendita di alcolici ai minori (in realtà gli articoli 689 e 691 proibiscono “la somministrazione di bevande alcoliche a minori o ad infermi di mente [e] a persone in stato di manifesta ubriachezza”, ma comunque sono quasi certo che l’infermità mentale e lo stato d’ebbrezza non siano desumibili dal documento d’identità).
A ogni modo, che l’iniziativa in questione sia giusta o meno – credo non si possa affatto discuterne l’eticità – mi sono calato spontaneamente nei panni dell’intervistato e, spontaneamente, alla Lubrano per così dire, mi è sorta una domanda: «In che senso?».
Già. Di fronte alla formula “tolleranza zero”, quanto può essere difficile per un banconiere chiedere il documento d’identità al proprio avventore?
A questo punto ho proseguito con questa sorta di role-play.
Ho pensato: immaginiamo ch’io ritorni sedicenne e che non riesca a escogitare un modo migliore per procurarmi dell’alcol, se non entrando in un bar, o in pub e chiedendo che me ne sia gentilmente venduta una bottiglia. Dunque entro… e mi ritrovo vis a vis con un cartello tipo quello che ho fotografato in America qualche giorno fa (vedi sopra), dove il divieto è applicato ai minori di 21 anni e che non solo recita: «È proibito acquistare bevande alcoliche ai minori di ventun’anni», dove con "acquistare" che pare si voglia responsabilizzare anche l’eventuale incauto pischelletto, ma continua con «[È proibito anche solo] tentare di acquistare bevande alcoliche se hai meno di ventun’anni; presentare un documento d’identità falso così che tu possa comprare bevande alcoliche; acquistare bevande alcoliche per conto di un minore di ventun’anni che non sia tuo figlio o un tuo consorte... Preparati a mostrare la tua carta d'identità!» (e se per il nonno?).
Bene. A questo punto, non essendo un amante del rischio e soprattutto avendo ormai intuito la forma mentis americana, personalmente girerei i tacchi e tornerei in strada nella speranza di imbattermi in un gruppo di violenti ubriaconi, malati di mente, se non dopo essermi cagato nelle mutande, piuttosto che azzardarmi a chiedere una bottiglia di vodka, o di scotch per poi vedermi assaltare da un poliziotto di centocinquanta kili fra hamburger e bollicine di Diet-Coke e quindi di vedermi sbattuto in gattabuia senza che si valuti due volte la possibilità di avere pietà di me.
Vedete, alla fin fine credo che sia sempre una questione di ruoli. Ognuno dovrebbe interpretare il proprio al meglio, come se stesse calcando le scene del teatro di Broadway, o del Bolšoj, o del Nazionale che più vi piaccia. Ognuno col suo copione in mano: il legislatore, il barista, il sedicenne… e il giornalista. Certo anche io potrei evitare di scrivere certe troiate, ma questa è un’altra storia.

5 comments:

Anonymous said...

E andiamo col copione... devo ancora capire, però, quale sia la mia parte! vabbè, prima o poi mi verrà assegnata... Nel frattempo continuerò ad improvvisare. ;) Ciao amico! Buone vacanze e salutami la tua Rossano... vediamo se mi riconosci...ehehehe :)

Madavieč'77 said...

Stefanuccio bello?

Madavieč'77 said...

Ah no, sei il caro vecchio Fabio!
Il tuo copione? Le parti non sempre vengono assegnate dagli altri, Fabiuccio.

Anonymous said...

ma chi è fabio??? diciamo che è la prima risposta quella che conta! :) ciaooo

Anonymous said...

Che sei Stefano non ci credo manco morto. Stefano non mi legge mai. Mi odia, piuttosto.
Rf