Friday, 25 September 2009

Il mondo tradito - Betrayed World

(L'immagine sopra è di Harold Pinter - Picture here above by Harold Pinter).

On last Sep. 13th journalist A. Muglia'd written a very interesting article, “Life in one word”, about a new "Corriere"’s own initiative.
“Corriere della Sera” noticed the success of the cultural initiative by Mr. Giuseppe Antonelli, Italian language historian, on the occasion of the Mantova’s Literary Festival. Mr. Antonelli asked some Italian and foreign writers attending the festival to “tell the world in one word, the one telling in the best way our contemporary time”. Direction of such initiative is setting down the new “European Dictionary”.
“Corriere della Sera” extended this invitation to six foreign writers more, asking them for providing with “genuine headwords”. It’s been very interesting to read suggestions by Indian Amitav Ghosh (his term was “Tamasha” = “Celebration”), or Alicia Giménez Barlett’s choise (“Perro” = “Dog”), or the one choosen by Silva Peréz Vitoria (“campesinos” = “Peasants”), etc… etc…
But the most interesting suggestion in my opinion has come from Russian writer Vicktor Erofeev (Виктор Владимирович Ерофеев, one among my favorite contemporary writers), whose hand’d produced, f.i., the beautiful “The Good Stalin”, or “Russian Beauty” and “The Last Judgement”.
For those people, who don’t know V. Erofeev: in the past he contributed to several Regime’s literary magazines, then to several Samizdats; he studied works of Vasilij Pavlovič Aksënov and of several contemporary authors, but as he’d co-operated with Russian dissidents, he’d been pushed from Soviet Writers Union out and his pieces of writing, novels and short sories had been proscribed till 1988, when Gorbacev become the President.
I totally agree with Eraveev’s choise of the word “predatelstvo”. He said: “All we are betrayers. Consciously or not, all we are used to betray, even though we like to call our betrayals with other definitions. Growing up we betray our childwood and our youthful believes. We betray our lovers, friends and we say we’re simply changed. […] Faster gears of intellectual and technological progress roll, more increase betrayals”.
It couldn’t be there a definition matching with my own actual status better than this.
I’ve been plaguing myself already since 4 years maybe, believing I was changed, because I can’t recognize myself anymore from when I’d lost my empathy power, my faculty to understand and help other people, friends or not; on the other hand I notice today I’d gained a cold frightening uncaring attitude and the vocation to be egomaniac. I was used to tell me I was changed, you know?, and now… now, at last, it’s clear that there’d been no changes in me. This is always me. I’m betrayer like anybody, just like the last one man I was ready to judge due to his fallacious behavior toward me. I’ve always been a betrayer and such revelation today reassures me about asserted causes of my helplessly change.
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Lo scorso 13 settembre la giornalista A. Muraglia ha scritto un articolo molto interessante in merito a un’iniziativa del Corriere della Sera - "Il mondo in una parola".
Dopo aver notato il successo riscosso dal progetto dello storico della lingua, il Prof. Giuseppe Antonelli, in occasione del festival letterario di Mantova, per cui è stato chiesto agli scrittori partecipanti di definire il mondo con un’unica parola, quella che avessero ritenuto più adatta a dare un’idea dei nostri tempi e che sarebbe poi servita alla stesura del nuovo “Dizionario Europeo”, il Corriere della Sera ha pensato bene di estendere lo stesso invito ad altri sei scrittori fra i più noti del panorama letterario mondiale.
È stato davvero interessante leggere le proposte di autori del calibro dell’indiano Amitav Ghosh (la sua scelta è stata “Tamasha” = “Celebrazione”), o della scrittrice Alicia Giménez Barlett(“Perro” = “Cane”), come anche quella di Silva Peréz Vitoria (“Campesinos” = “Contadini”), etc… etc…
Eppure secondo me la scelta più interessante è stata quella dello scrittore russo Vicktor Erofeev (Виктор Владимирович Ерофеев, uno dei miei favoriti fra gli scrittori contemporanei), la cui mano ha dato vita al bellissimo “Il buon Stalin”.
Per chi non lo conoscesse, V. Erofeev in passato ha collaborato con molte riviste russe e, successivamente, con altrettanti samizdat; studioso dei lavori di scrittori contemporanei come
V. P. Aksënov, fu espulso dall’Unione degli scrittori Sovietici in seguito all’interazione coi dissidenti e i suoi romanzi e i suoi racconti furono banditi dal panorama letterario fino all’88, quando Gorbacev divenne presidente della Federazione Russa.
Sono completamente d’accordo con la scelta di Eraveev - “predatelstvo”.
Ha detto Eraveev: «In ultima analisi siamo tutti traditori. Coscientemente o no, commettiamo tutti una serie di tradimenti anche se preferiamo definirli in un altro modo. Diventando adulti tradiamo la nostra infanzia e le nostre convinzioni giovanili. Tradiamo gli amori, gli amici e diciamo che siamo cambiati. Attraversiamo la nostra vita immersi nello strano aroma del tradimento. Più veloci girano le ruote del progresso intellettuale e tecnologico, più aumentano i tradimenti». [Cf. articolo linkato sopra].
Davvero non poteva proporre termine migliore, vale a dire che combaciasse meglio col mio attuale stato d’animo. Non so il vostro...
Ho passato gli ultimi quattro anni a tormentarmi perchè – ne ho discusso giustappunto ieri col Prof, e ancora due giorni fa con Clema – credevo di essere cambiato, perché non mi riconosco più da quando ho perso qualsiasi facoltà empatica, qualsiasi capacità di ascoltare e aiutare gli altri, amici e non, e, in compenso, ho guadagnato un’attitudine fredda, spaventevole alla noncuranza e la vocazione all’egomania. Capite?, pensavo di essere cambiato! Ma ora… ora è chiaro finalmente che non c’è stato nessun cambiamento in me. Sono sempre io. Sono un traditore come tutti, proprio come l’ultimo uomo che fino a ieri ero pronto a giudicare per il suo comportamento capzioso nei miei confronti. Sono sempre stato un traditore e questa rivelazione oggi mi rassicura circa le cause inspiegabili del mio preteso cambiamento di fronte al quale mi sentivo impotente.

7 comments:

vic said...

"Cause inspiegabili del mio preteso cambiamento di fronte al quale mi sentivo impotente".

Apparte l'uso dell'aggettivo "inspiegabile" (che mi sembra riduttivo perchè se ci pensi su le cause del cambiamento forse sono spiegabilissime e umane), l'uso dell'indicativo imperfetto del verbo sentire cosa sta a indicare:
a)che non ti senti più impotente di fronte al cambiamento perchè hai deciso di capirlo/affrontarlo in un'ottica di miglioramento?
b)che la lettura da te citata ti serve come alibi (di comodo) per rassegnarti allo stato attuale delle cose senza voler muovere un'unghia?

Io voto accoratamente per la prima ipotesi!!!

Madavieč'77 said...

La seconda che hai detto: b)

Q.: Are you really confident?
A.: Yes.
D.: L'accendiamo davvero?
R.: ...forse...Chiedo l'aiuto del pubblico...?

vic said...

:-)))
Eh no! L'ignavia stavolta non è contemplata, mi dispiace, ci sei troppo dentro ormai. Chiedi l'aiuto del pubblico, il 50 e 50, vai su wikipedia, fai quella minchia che vuoi..ma l'ignavia di comodo che taaanto ti piace (ormai lo so) non è contemplata... :-)
Vedrai che quando sarai sull'altra riva capirai di aver fatto bene ad attraversare il fiume e la nebbia...

Anonymous said...

Sposerei Vic, ora!
Caro mio Raffaello, non ci siamo...geniale intuizione quella di Eraveev ma qualcosa mi dice che questo signore che tu stimi tanto non volesse affatto rivelare ciò che invece t'è piaciuto raccontare a te stesso.
La strada è un'altra, indubbiamente più difficile e tortuosa, ma che porta nel posto giusto! Uno come te, ce la deve fare...non necessariamente da solo! :o)
Un bacio
Fabio

Madavieč'77 said...

Ah, bene bene! Ecco l'altro!
Non fate altro che dare credito a Erafeev voi stessi... Traditori!!

=)
Rf

Anonymous said...

heehhe, cambierai idea un dì...perchè ne sei capace!?! A qs punto, sposo anche Eraveev ( o Erafeev??? )e sarò traditore fino alla fine! :op
L'altro

Anonymous said...

Erafeev.
Vabbane, allora fate un po' come vi pare.
Tradiamoci tutti!
Rf