Monday, 21 September 2009

Quando si vola con la fantasia (c'avete rotto il cazzo!) - English version included.


Tempo fa approfittai del racconto lungo “Torna da me” scritto per la XXVI edizione del Concorso Letterario Cava De' Tirreni per trattare, anche se solo marginalmente, un argomento che ancora due anni fa aveva il potere di farmi attorcigliare le budella per la rabbia, cosa di alcun aiuto per la mia ulcera nervosa. Mi riferisco al progetto e allo stanziamento di fondi destinati alla costruzione dell’aeroporto di Sibari. In “Torna da me” il mio Gianni, il protagonista che si cimenta nella redazione di una lettera all’editore di un giornale locale calabrese, asserisce:

«[…]Ancora in merito all’aeroporto: da anni si discute della possibilità di costruire un nuovo scalo nei pressi di Sibari, utile per noi cittadini del cosentino, ma mi pare davvero di assistere alla replica della triste storia della “A3”, nota come “Salerno-Reggio Calabria”. Ne avete già sentito parlare, nevvero?

«[…] Sette anni fa si parlava dell’Aeroporto di Sibari come di un sogno che stava divenendo realtà e tutti noi quasi non svenivamo di gioia. Anche perché finalmente - si pensava - i tedeschi, gl’inglesi, i francesi e chiunque altro avesse voluto avrebbe potuto raggiungere il nostro paese e noi avremmo potuto condividere con loro le nostre ricchezze, diventare più facoltosi nel panorama europeo per qualcosa di buono per giunta, forse anche più di loro – i turisti –, o almeno al pari loro.

«[…] Sette anni fa pareva concretarsi un’idea che in verità era nata ben ventiquattro anni fa! Era tornata alla ribalta, in apparenza, vigorosa. Poi ancora, cinque anni fa, il nostro assessore ai trasporti fece un comunicato stampa per farci sapere che finalmente s’era cominciato a discutere dell'aeroporto della sibaritide ch’era da ritenersi sempre più indispensabile per lo sviluppo del territorio. Facendo un rapido calcolo ho capito che ci sono voluti 2 anni, quindi, solo perché si decidessero a iniziare a discuterne. Come se sette anni prima non si fosse toccato per nulla l’argomento! Eppure il comunicato continuò ad accendere in me la solita gioia per la realizzazione che sentivo “imminente”, del progetto. Gioia che andò scemando sempre più, fino a scomparire del tutto quando la questione sembrò di nuovo dimenticata per sempre.

«Capii che forse avevo sbagliato a crederci. Forse più nessuno era interessato ad avere un altro scalo aereo in Calabria e, a dire il vero, avanzò in me anche il dubbio che davvero non fosse necessario, come già molti sostenevano, anche se ciò sarebbe andato a discapito delle mie ginocchia intrappolate fra i sedili dei pullman che mi aspettavano.

«Poi due anni fa ecco che è stato stanziato un ottavo della cifra necessaria alla realizzazione dell’aeroporto (siamo ancora in attesa che la differenza sia riempita da fondi comunitari). «Quindi, il programma che conta di raggiungere 2.980 voli nel 2016 e un movimento passeggeri pari a 158.777 unità ha preso piede e io mi sono esaltato per l’ennesima volta. Inutilmente. Tre mesi fa un nuovo assessore regionale di non so bene cosa se n’è uscito dicendo che in realtà un aeroporto così non servirebbe a nulla… «

Ora: la mia intenzione primaria scrivendo questa lettera non è quella di giudicare nessuno. Vorrei però contribuire a rendere nota una situazione che il sud dell’Italia sta vivendo non senza timori e che abbraccia il settore dei trasporti, cui ho accennato sopra, con l’ennesima storia all’apparenza infinita di un nuovo progetto infrastrutturale. […] Le informazioni relative allo svolgersi di qualsivoglia vicenda, oggi come oggi, sono reperibili ovunque – tramite il web, come le trasmissioni televisive – eppure nulla sembra aggiustarsi, si ha l’impressione che il malcontento cresca a dismisura, atteggiamenti fatui o quantomeno inservibili come il mio, di kafkiana “passività contemplativa” – per dirla con le parole dello scrittore P. Citati – prendono piede, a parte rare eccezioni […]».

Ed è proprio così. Il materiale reperito per la stesura di questo breve capitolo l’avevo reperito sul web, sui quotidiani. Intendo dire che si tratta di informazioni alla portata di tutti e che, quindi, tutti siamo informati sulla sconfortante situazione del nostro sud. È per questo che oggi, leggendo questo comunicato stampa edito da sibarinet.it sono scoppiato una grassa risata, ma come da tanto non me ne facevo!, per poi accorgermi della mia totale empatia con quel lettore che nel commento no. 3 dal titolo “Il sogno” ha scritto:

«Le elezioni regionali si avvicinano e l'aeroporto di Sibari viene discusso come argomento per attirare l'attenzione... ormai non ci crede più nessuno a questo progetto, tranne i clan della zona». Davvero non esiste più il senso della misura, né quello della vergogna. Davvero credono che siamo tutti una manica di deficienti e non si accorgono, piuttosto, che siamo oramai tutti disillusi e che abbiamo perso la qualsiasi voglia di opporci, di controbattere, perché tanto…

Ma quando scoppierà finelamente questa benedetta guerra civile che voglio prenderci parte?

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Sometimes ago I played on my long story “Back to me”, written on the occasion of the XXIV edition of the Cava De’ Tirreni’s Literary Prize, in order to examine – even though still marginally – a special subject, which still two years ago was able to make me angry and let my gut twist. And this was not good for my gastric ulcer at all.I refer to the project of the new airport in Sibari's area and the appropriation of public money designated to set it up (Sibari is a southern Italian area facing the Jonio sea). In “Back to me” my dear Gianni, the protagonist trying to write a letter to the editor of a local newspaper, states:

«[…] They have been still debating on the chance to set up a new airport near Sibari City since many years. This could be very useful to all the people living in Cosenza’s province, but it seems to me we are attending to the reproduction of the sad story of the "A3 Highway", already well known as “Salerno-Reggio calabria”. Maybe you already heard about this, didn’t you?

«This is how it works in Italy: SEVEN YEARS AGO they said that Sibari’s airport was a dream coming true and all we almost fainted due to the big happiness. At last – we thought – Germans, English and French people and anybody else can visit our country. We can share our riches with them, come wealthy and well known not only for mafia or ‘ndrangheta, but also for something good.

«SEVEN YEARS AGO it seemed it was coming true this dream, which was already discussed 24 YEARS AGO, actually. And more: FIVE YEARS AGO our councilor for transportation released a press release in order to let us know that they started to speak about the project of the Sibari’s airport, which was to be considered again essential for the development of our territory. So I noticed that it took TWO YEARS just to decide to start discussing this project. As if SEVEN YEARS AGO nobody spoke about it! And yet, the press release kept burning my usual happiness for the forthcoming fulfillment. This same happiness disappeared when all our politicians forgot the airport’s project again.«I realized I was wrong in believing in it. Maybe anybody else was interested in having one more airport in Calabria, and I become strongly confident that it was really unnecessary, even if this’d have been to the detriment of my long legs entrapped between the seats of the bus all the people from south take to go back home. This certainty made its way in my soul.«And then, TWO YEARS AGO it’s been allocated 1/8 fo the total amount needed to get real the airport in Sibari’s area (we’re still waiting for shortage to be balanced by communitarian funds - that is your money as well).

«So, the project planning to gain 2.980 flights within 2016 and a passengers traffic counting 158.777 unities seemed to come true one more time and one more time I, all we elated. Without any reason, actually. In fact, THREE MONTHS AGO a new councilor said that actually this new airport were totally unuseless…

«Now, writing such letter I won’t judge anybody, but I would like to let you know just the catastrophic status of the transportation sector in the south of Italy and the umpteenth endless story of a new infrastructural project. All infos related to whatever today can be collected surfing on websites, hearing from TV, you can find them everywhere, and yet nothing seems to set right. On the other hand discontent increases excessively, and fatuous mental attitudes gain ground, like my kafkanian attitude of “contemplative passiveness” (using Citati’s words). Except of rare exceptions».

Today I repeat that it’s really like this: I mean, I collected all infos necessary to write this little piece of writing surfing on the web, reading newspapers. They are informations accessible to all, all we know the discouraging status of the south Italy. This is why today I bursted into a big laugh reading a new press release on "sibari.net" saying that politicians started to discuss the "new project" of the airport in Sibari area. I laughed a laugh like I don’t know from how many time I had to. And then I realized I totally agreed with that reader commenting that «Elections’ period is coming and this is why Sibari’s airport project raised again… By now, nobody believes in it anymore, except of mafia clans of that area…».
Actually, there is no limit for shame. Politicians really believe we are a crowd of stupid people, rather they don’t understand we’re bored, without any will to fight, because it’s no good anymore… When will a good civil revolution burst, at last? I’m raring to take part in it. I would like to have you by our side.

2 comments:

vic said...

Purtroppo l'italiano medio ha una memoria pessima, non riesce a ricordare neppure che è stato imbrogliato N volte con le stesse false promesse e puntualmente ci ricasca. Al sud poi (e mi dispiace dirlo viste le mie origini) la situazione diventa davvero paradossale. Vedrai che anche stavolta un sacco di gente abboccherà...

Madavieč'77 said...

Naturalmente...
Rf