Friday, 9 October 2009

…ché mamma ha fatto gli gnocchi! - “It's all fun and games until someone loses an eye!”.


Sulla rivista “Prima Comunicazione” di questo mese leggo un contributo di Carlo Rossella che lamenta come «i giornali di 40 anni fa [..] erano molto più divertenti. Erano in tanti a scrivere senza prendersi troppo sul serio». E ancora: «La letteratura italiana è una bonjuour tristesse generalizzata […]. Certi giornali, una massa notevole di intellettuali e di scrittori ci vogliono col muso lungo». Dulcis in fundo: «L’unico politico che ama far sorridere la gente con le sue battute ironiche e autoironiche è Silvio Berlusconi. Ma ogni volta che ne dice una il partito nazionale del bon jour tristesse gli salta addosso».
Avendo sempre ritenuto il sig. Rossella fin troppo intelligente e alla luce di quanto riportato e degli ultimi eventi, quello che mi domando oggi è se non abbia voluto egli stesso far ridere, soprattutto con la sua ultima considerazione che ho citato, ma che non conclude il pezzo che potrebbe considerarsi un esempio perfetto di giornalismo ironico.
Al contrario, gli farei notare che ce ne sono, sì, di penne divertenti (vedi, a mio avviso, Travaglio, o Severgnini e Telese) e chiederei a lui se, forse, non sarebbe anche giusto che la gente inizi a prendersi un po’ più sul serio, che allunghi il muso e cerchi di principiare a far sentire la propria voce. Forse il problema italiano è proprio quello di averla spesso buttata sul ridere. A volte a sproposito (?). Certo, le battute del nostro presidente del consiglio fanno ridere anche me (certi scompisciamenti con mio fratello la sera, a cena davanti al TG!), e uno potrebbe obiettare che è sempre meglio che vedersi davanti quei mort’accisi dell’opposizione. Ma non si dice anche che lo scherzo è bello quando dura poco?
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On “Prima Comunicazione” magazine I’d read a piece of writing by the Italian journlist C. Rossella, who complains: «40 years ago Italian Newspapers […] were much more funny than today. There were a lot of people writing and taking themselves not so seriously». And more: «Italian literature is such “bonjuour tristesse” […]. Some Italian newspapers and many writers and intellectuals would like to get us sad». Dulcis in fundo: «The only politician, who loves get us smiling with his ironic wisecrack is Silvio Berlusconi. But every time he says witticism the “National bon jour tristesse party” has at him».
I always considered Mr. Rossella a kind of even too cleaver man, but after reading what he’d written and what’s happened during these days in Italy, what I’m asking myself is: did Mr. Rossella want to be as nice as Mr. Berlusconi, making us smile with his last statement reported here above? Or maybe he just wants to provide us with a perfect example of ironic literature?
But in case Mr. Rossella was serious while he’s writing such piece, I would like to let him notice that of course there are many funny Italian pens (f.i.: Mr. Travaglio, or Mr. Severgnini and Mr. Telese) and maybe I’d ask him if this is not the right moment to take ourselves seriously starting to talk up and clear. Maybe our problemi s that we did laugh at our misfortunes. Too much. Of coourse wisecracks of our Prime Minister make me laugh as well (I laugh so much, at night, with bro watching at the news on TV!), and someone can object saying that it’s better than hear from such kind of half-alive politicians of the opposition. Maybe this is why someone still says: “It's all fun and games until someone loses an eye!”…

2 comments:

vic said...

Rossella chi, quello velatamente gay che parecipava ai festini a palazzo grazioli con 3 uomini e 20 veline? Ahahahahah..certo, dal giullare del sultano uno cosa si può aspettare se non la totale accondiscendenza?
A me la tristezza la fanno venire loro, e pure un po' di nausea.

Madavieč'77 said...

Ufffff Prof,
vedi gay ovunque!

A proposito: stasera ci andiamo a ballare da Paola & Chiara?
Rf