Monday, 19 October 2009

"Lascia che rimaniamo al limite".


Da: “Parole che bruciano".
“Scongiuri, 1987”

«Ieri mi sono infilato tra le lenzuola
era un giorno opprimente e freddo, ho chiuso
gli occhi, nebbioline, questi fugaci
e confusi sentimenti, mi ha spezzato il gelido
stagno con gli animali più intuitivi
che guizzavano là sotto – mi sono girato
dalla tua parte scoprendo che mi stavi
fissando, che premevi la lingua contro i denti
e avevi in mano il ramo perduto
- no, non posso alzarmi, non voglio, qua sono al sicuro -
il frastuono dei macchinari, i luoghi lontani
il sole che tramonta, e soprattutto l'oscurità
questa pace, serrare gli occhi e non sentire ciò che esiste».

Ho avuto l’opportunità di conoscere Brane Mozetič (purtroppo non ancora d’incontrarlo personalmente) un paio di anni fa circa. Nato nel 1958 a Ljubljana, è poeta, scrittore, traduttore nonché editore di una piccola casa editrice. Mozetič ha tradotto numerosi autori francesi del calibro di Rimbaud, Genet, Foucault, Maalouf e altri poeti contemporanei. Ha pubblicato un’antologia di poesie omoerotiche del XX sec. a dir poco favolose un’antologia di opere omoerotiche slovene. Finalmente le sue opere iniziano a circolare con più facilità anche in Italia.
Ricordo la prima volta che lessi “Passion” edito dalla ZOE edizioni. Le sue parole bruciano. Lacerano, ma allo stesso tempo prendono il lettore per mano e lo conducono fra gli umori rintanati in una sofferenza ch’è tutta individuale e speciale, quanto universale. Incarnare il sentire comune – la regola rimane invariata per i grandi autori e vale anche per Mr. Mozetič. «Tutto accadeva troppo velocemente. E così velocemente sparì, e fu altrettanto difficile scoprire qualcosa di lui […]». O ancora (Vd. Cit. in “175 (Viaggio in stanze chiuse di Epifanio Finamore)”): «Se all’inizio mi piaceva stare abbracciato a te, contorcermi nel letto, godere quando venivo o quando venivi, col tempo stetti sempre più alla larga. Cercavo di arrivare tardi, non ti incoraggiavo più, non prendevo l’iniziativa, non ingoiavo il tuo membro, non stavo disteso sotto di te. non hai mai saputo come prendermi». Oppure eccolo parlare di P.: «Doveva piacersi molto. La questione era se gli fosse mai capitato di accorgersi del prossimo». Quali parole più dirette? Il pensiero è palese. Tutto è chiaro in poche righe e… meravigliosamente rabbioso e pungente.

Ho fatto mia, durante quest’ultimo mese, la sua “Contatti azzurri, 1986” che trovo a dir poco toccante e che ripropongo di seguito (solo, avrei tradotto diversamente alcuni versi), nella speranza di sentire parlare ancora di lui molto presto.

«Davvero ti ammiro appassionatamente,
ma non voglio venire a letto con te,
lascia che rimaniamo qua, al limite,
dove la costante voluttà ci infiamma
e da noi due allontana il tempo passato –
basta, fa' ciò che vuoi, disperazione, tristezza
pianto, sembra che non ne sia capace non mi riesce proprio, ma per ora mi è
indifferente, anche s’è infantile».
Come vorrei poter credere in queste parole! Il fatto è che non ne ho la forza, nè la voglia.
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I had the occasion to know Brane Mozetič (unfortunately not to meet him personally yet) approximately a couple of years ago. He was born in 1958 in Ljubljana, he’s a poet, a writer, a translator and also editor of a small publishing house. Mozetič translated several French authors like Rimbaud, Genet, Foucault, Maalouf and other contemporary poets. He edited an anthology of homoerotic poetries of the XX sec. And a fantastic anthology of Slovenian homoerotic works. At last, his works begin to be edited also in Italy. I remember of the first time I read “Passion” edited by ZOE Edizioni. His words burn. They tear, but at the same time they take the reader by hand and lead him through humors hidden in his personal sufferance, insomuch totally special and individual as universal. He presents common feelings - the basic rule to be a great author remains unchanged, so that it is valid also for Mr. Mozetič. During last month, I took possession of his “Blue Contacts, 1986”, which I find really moving. I just propose it to you providing directly with his link and hoping to hear something new about this fantastic author soon.

3 comments:

Vic said...

Qui mi sa che tra un po' toccherà esorcizzarti: esci da questo corpo..esci da questo corpo! ;-)

Madavieč'77 said...

Vic!
Uf-f-f-f-f-f-f… il fatto è che già mi hanno esorcizzato una volta, tanto tempo fa.
Secondo te è arrivato il momento di farmi battezzare?
Mizzichina, pensavo di poter tirare a campare ancora un po’. E chi glielo dice a mio padre ora?

Rf

vic said...

:-)))) Battestimo-comunione-cresima, in formula ALL INCLUSIVE!;-)

Già che ci sono ne approfitto: bella la lettera aperta a BEA, l'hai spedita davvero? Se te la pubblicano dimmelo!