Sunday, 25 October 2009

What?

Raga', non è colpa mia. Sono un terronaccio, ma che ci posso fare?
Ricordo la mia prima pausa pranzo a Milano. Lavoravo in un ufficio in pieno centro, a piazza San Babila. Alle 13.00 in punto, a parte quei due o tre poveri cristi ch'erano guardati sempre malissimo perché si portavano da casa la "schiscetta" (la "schiscetta"??), tutti gli altri presero il via e, mano ai borsellini, sparirono per andare ad assaltare la... tavola fredda:
- Vieni con noi, dai! Vieni con noi!
"E jamu" pensai, e poi "Ma che minchia è la tavola fredda? Esiste pure fredda?" mi domandai. Ma scoprii presto che non ero l'unico a essermi meravigliato. Trilly mi spiegò presto che anche lei (ch'era a Milano da più anni di me) e la sua amica di Catania se l'erano chiesto i primi tempi ch'erano arrivate al nord.
Vabbuò. Comunque trasii... Seguii la mandria insomma, no?, e mi ritrovai in una specie di bar, di fronte a una serie di panini scialbi e tramezzini pali-i-i-di, ma sempre da 5 euro (che io immancabilmente osservavo fra me: "Lo sai qui 'Matarazzo' ci suoi panini quanto ci farebbe? Oppure 'Capochiatto' con le sue pizzette calde!").
- Dica? - mi fece il ragazzo dietro il bancone (volesse Dio che mi si rivolgesse col "tu"... A essere sincero, c'ho messo un po' ad abituarmi anche a questo).
Da terrone, appunto, ricordo che gli feci, leggendo il cartellino piantato sul dorso paninozzo:
- Speck e... briE, grazie.
- E brì? - fa il pappagallo quello.
"E mo che vuole questo?" mi chiesi, quindi insistetti - No, non col brì, col briE!
- Sì, col brì!
"Ma il caciocavallo non ce l'avete? 'Cazz'è 'sto brì?!" avrei voluto chiedergli.
Questa fu la mia prima.
Poi dopo qualche tempo venne la volta del "deca". Mizzichina! Potevo sapere che il "caffè Hag" qui lo chiamano "deca"? Per me "deca" indicava ancora la diecimila lire, o sbagliavo?
Ma per la serie: "Non si finisce mai d'imparare", ecco che ancora, dopo sei anni, continuo a fare le mie figuracce.
Stanotte: disco-pub, penombra, interno.
Io e i miei amici siamo concentrati di fronte a una tavola da surf piantata in terra e di fianco al bancone, tutta imbrattata con un pennarello, insomma una specie di menù gigante dei drink.
Tra i soliti "Mojito", "Caipiroska" e compagnia bella, leggo: "Anal"!
- Minchia ragà, e chi se lo perde l' "Anal"?
Chissà che mi pensavo, io poverino! Allamato come sto, co' sta fame e 'ste delusioni continue per non essere riuscito a fare mio, e solo mio, l'uomo che negli ultimi mesi m'aveva fatto perdere la testa come un cazzone americano, io che ormai una sera sì e una no mi sto riducendo una pezza e non riesco più a bere acqua senza sentirmi male, be', in quel misterioso "Anal" dal suono evocativo e allettante ci avevo visto... chissà cosa! E poi voi, dai... Ma che cazzo vuol dire "Anal" secondo voi? Non sta per (scusate tanto) b... di c... ? Certo, non è che ne volessi uno con cannuccia e ombrellino, però...
E insomma che, per farla corta, vado al banco e, mentre il mio amico (nordico!) ascoltava anche lui curioso, faccio al barman:
- Io vorrei assolutamente un anal, grazie! Ma dentro che c'è, rum?
- No, se è un anal... - osserva quello con l'aria che già fu del banconista che ai tempi mi servì il paninozzo con lo speck e quel cazzo di brie maledetto (e 'fanculo pure ai tomini, che ho scoperto non essere una specie particolare di canarini), e che sta a significare: "Ma da dove cazzo viene 'sto terrone?".
- What? - continuo io - Cioè? Che c'è dentro, eh? Che c'è? - chiedo sempre più invasato.
- Frutta - risponde quello incurante - "Anal" è l'analcolico, no? Non mi hai chiesto l'analcolico?
Ja-a-a-a-aramari-i-i-ina-a-a-, oh! Volevo morire!
Ma forse è il caso d'iniziare a esclamare in gergo - "Che sbatti!".

7 comments:

vic said...

:-))))) fantastico!!!
Io facevo parte del club della schiscetta nei 6 mesi di ditta, un po' per risparmio, un po' per salutismo, un po' perchè trovavo più simpatici gli operai col pranzo al sacco che i colleghi boriosi che andavano al baretto a mangiare i panini con briE!
Quanto all'anal..bè..un po' di colpa loro ce l'hanno. Minchia chiamalo analcolico no?? Va bè che siamo deviati, però....
"Non è che ne volessi uno con cannuccia e ombrellino...": perchè no? Potrebbe essere un diversivo divertente ;-)

Madavieč'77 said...

Oddio... ma te l'immagini?
Ascolta Vic, ma si scrive "schiscetta", oppure "schisciaetta"?
Io non ho mai avuto la pazienza di prepararla...

Rf

Madavieč'77 said...

P.S.
Viiiiiiiiic! Ma lo stai vedendo il prete che canta alla messa su Rai 1?
Corri, va'. Oggi messa-a-a-a!
Rf

Anonymous said...

Ciao,
c´e una canzone che canta Os Paralamas do Suceso (brasiliani). Os Margaritas.
Quando m´arrabiava nel lavoro cantaba questa canzone. Ed una collega, "ma Silvia perche ti contenti con eil fiore", Rispondo io "Margherita per bere". Adesso sai che mi piace la Margherita, Daiquirri, (hic... hic...) gia mi sento ubriaca.
Cosa faceva il prete? ballava capoeira come il mio prete?
bacio Silvia
(Cosi è Os Margaritas in spagnolo: Dos margartias me harian feliz, dos margaritas me harian feliz. Pero nada me hará tan feliz como dos margaritas.)
Perche questa fotografia, sei negativo come i film di fotografie?

Anonymous said...

ahahah raffa!!! vabbè ma questa non è stata una questione di incomprensione "linguisica"... ma di abbreviazione inconsueta... anche se però ci ha fatto ridere molto! ;) e io poi lo ho anche preso... l'anal intendo... o mamma, vabbè... eheheh

Anonymous said...

Ciao Silvia,
allora bevicchi anche tu?!

Ma un "Anal" Italiano, anzi milanese, lo devi provare anche tu, come ha fatto il mio amico qui che "lo ha preso"!
Vero-o-o??
Rf

Anonymous said...

Noooo... che cretini quelli del disco-pub... se lo scrivi così chiunque può cadere in errore... lasciali perdere... con queste magre... ogni parola ci riporta al sesso... quindi anche io avrei chiesto un bell' ANAL... un bacio a presto Mark