Tuesday, 3 November 2009

Poniamoci tre domande.

Stasera, prima di dirigermi verso Brera per farmi leggere i tarocchi, volevo riflettere su quanto segue.
«Scegli una carta»; «Smazza il mazzo – No, stupido! Con la sinistra!»; «Pensa un colore»; «Dici la prima cosa che ti viene in mente...». Sembra che qualcuno abbia sempre e comunque la risposta giusta per noi e, cosa prodigiosa, la trova sempre dentro di noi (dove esattamente dipende dalla persona). Ma come si fa? Io che a quindici anni mi davo alle sedute spiritiche con Vinz, Diego & Co., che so dare libera interpretazione alle carte (rigorosamente napoletane) non riesco a tirarmela via, la mia risposta? Per questo fra poco vado.
Inoltre stamani mi sono svegliato di nuovo con un prurito fortissimo sul palmo della mano, proprio sotto il pollice… Panico! Perché panico? Be', perché l’ultima volta che mi è capitato ho pensato subito (illuso!): “O soldi, o palate! Che bello mi stanno arrivando soldi…”. E poi, la sera successiva, a seguito di una buona cena, mentr’ero a caccia dell’ammmore e del relativo pisello fantasma e tutto sembrava procedere per il meglio – Sbam!, ho fatto il mio primo incidente stradale. Per questo la domanda propedeutica alla gioia eventuale di un improbabile e inaspettato, quanto ingiustificato bottino di stamani è stata: “Cosa mi sta per capitare? Domani sera devo uscire in auto - sarà meglio andare a piedi, o magari se esco a piedi mi stirano? Mi chiudo in casa?”. E ancora: “Oddio! Chi sono, dove vado, cosa faccio??”. Esagerato, dite? Forse. Comunque la zingara che mi farà le carte stasera (“La luna ne-e-ra! Ta-tà!”) mi saprà dire.
Poi mi è venuto in mente che, quando Deda vide la piccola Tatjana Medanova depressa e confusa – l'ha scritto Paullina Simmons – le chiese: «Se vuoi sapere chi sei, poniti tre domande […]. In cosa credi? In cosa speri? E, cosa più importante: che cosa ami?».
Bene. Tanja si rispose semplicemente così: "Aleksandr'!". Carina!, no? Poverella, era innamorata...
Ma è possibile credere, sperare e amare un’unica cosa, o meglio un’unica persona? Se sì, quanto è da giudicarsi sana questa condotta?
Secondo me, esiste un momento nella vita di ognuno di noi in cui inevitabilmente si verifica tale coincidenza. Eppure – mirabilia – sappiamo già che non potrà mai essere così per sempre. Allora, quando quel giorno arriverà a chiedercene conto, sarà possibile credere e sperare in un’unica persona, ma senza amarla? E se così sarà, sapremo pur sempre chi siamo noi, oppure tutte e tre le condizioni sono necessarie per potere conoscere noi stessi? E se a ciò si dovesse aggiungere anche il prurito delle mani... Che fare?
Gli uomini di chiesa credono e sperano in Dio con la stessa intensità con cui lo amano. Ma tutti noialtri?
Domande. Ancora domande da porsi. M-mh... Vabbè proviamo anche noi.
Io ci ho provato, a rispondere alle tre domande sopra. Le risposte?
1. Credo nella magia; 2. Spero nella fortuna; 3. In ultimo - amo i dolci.
Che vorrà dire? Forse, ch'è per questo che mi hanno prescritto tutti questi esami per vedere se ho il diabete?
No... Devo andarci, dalla zingara.
E voi? Che avete risposto?

3 comments:

vic said...

Bè ma poi la zingara che ti ha detto? Facci sapere...
Io dal canto mio evito di farmi troppe domande. Navigo a vista. La vita è cambiamento,le risposte di oggi domani potrebbero essere già sorpassate,quindi meglio lasciare perdere.
Vigliacco?Si,decisamente!
ciao ciao :-)

Anonymous said...

Vic caro, non ci stai dicendo la verità...
Io, "al contrario" del Prof, di domande me ne faccio moltissime: le risposte? Non sempre le trovo...e ancor meno di frequente trovo quelle giuste, o meglio quelle che credo di aver trovato provo a interpretarle e così ottengo altre risposte ed è un vortice senza fine, ma che è necessario, assolutamente necessario.
Raf, la zingara???? con carte napoletane???? mmm, giocaci e leggigliele tu le carte, vedrai che c'azzecchi pure tu!

Credo nella mia Famiglia, spero nei Rapporti umani, amo i miei Piedi e le mie Mani.

BACIO

Fabio

Anonymous said...

Ciao Raff, sicuro che la zingara divina il tuo futuro e la fortuna. Divina come ti ruba :D.
Lo dicono le "escuelas científicas", è parte della "pseudociencia". Ti dicono quello che tu voi ascoltare.
Ancora voglio trovare quelli che mi hanno detto 19 anni fa che io trovava un bravo uomo e aveva 3 figli. Voglio prendere per il collo e appicare come una "sazzizza".
Bacio - slb
P.D: C´e un gioco che si gioca in Argentina s´usano le carte, si chiama "Truco" Dire bugie mentre si gioca, anche i preti lo giocano. L´unico che coincido con te è il Nro 3). Ma sai cosa sto mangiando adesso un uovo grande di Pasqua di cioccolato che non so che facevva nel mobile, m´aspetava. Io lo ho chiamato vieni con me "dolcezza". Stava nascosto. Tu hai Nutella?