Friday, 4 December 2009

Fuori il culo, fuori le tette (la moda maschile è sempre più nudista).

(Apparso su: http://beta.gay.tv/articolo/3/9001/La-moda-maschile-va-presa-di-petto--Nudo-)
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Ricordo quando a quindici anni trascorrevo le mie giornate in spiaggia con gli amici, a giocare a beach volley. Si prendeva servizio al mattino, già alle 9.30, e si staccava la sera alle 20.00 passate, quando calava il sole e non si vedeva più la palla volteggiare per aria. Noi ci confondevamo con le ombre incalzanti, tanto eravamo neri. Questo uno dei vantaggi di crescere nelle località di mare, certo.Si sudava da schifo e poi ci si tuffava senza pietà e rispetto per noi stessi, che l’acqua fosse calda o gelida, senza timori per eventuali sincopi. Si giocava sotto la pioggia e sotto il sole, e sotto la pioggia si tornava a casa, in motorino. Quando c'era il sole si andava senza casco e i capelli s’asciugavano al vento, come puri i costumi da bagno ancora umidi che poi con la salsedine seccavano e crepavano la plasticaccia dei sedili dei “Sì”. Appena arrivati, le nostre mamme non potevano non rimbrottarci con un velo leggero di rassegnazione nella voce:«Ti prenderà un malanno! Magari adesso non te ne accorgi, ma vedrai fra qualche anno i reumatismi… Allora dirai: “mamma aveva ragione”!».Cara mamma, nel mio caso avevi ragione!Oggi, gli stessi moniti delle nostre mamme vorrei rivolgerli alle nuove generazioni.Non bastava la moda oramai consolidata e, pare, dura a morire, di andare al giro coi pantaloni calati e “il culo da fuori”. Adesso ‘sti giovinastri – sì, soprattutto i maschietti - vanno al giro anche con le tettine al vento. Ne ho visto uno proprio stamattina in métro. In piedi uno di fianco all’altro, acciaccati dal popolo dei pendolari. Io diretto al lavoro, lui – di sicuro - a scuola. Io – intabarrato nel mio giubbotto chiuso fin sotto al mento. Lui – con un giubbottino sfacciatamente lucido, di vera-finta piuma, aperto sul petto e che lasciava intravedere una magliettina di cotone scollata fino all’ombelico e due capezzoli minuscoli e glabri, tesi come chiodi.Appena visto ciò, ho aperto il giaccone e mi son cacciato istintivamente la mano sotto il maglione per assicurarmi che i miei peli, irsuti e oramai brizzolati, fossero ancora lì, al sicuro sotto la benedetta “Liabel” lana fuori-cotone sulla pelle.
Ed ecco che scopro come la moda dei baldi giovini di oggi, quella di sfoggiare le tette anche quando fuori c’è solo 1°c, sia diffusa anche oltreoceano. Se ne lamenta il “New York Magazine” con l’articolo di Amy Odell dal titolo: “Hey, Men, Get Your Boobs Out!”, datato 03/12/2009.«Pare che gli uomini muoiano dal desiderio di sbatterci in faccia le loro tette», recita l’articolo che si rifà ad altri interventi simili del “Telegraph” per la penna di Hilary Alexander e del “Wall Street Journal”.Dai ragazzi comuni alle giovani star cinematografiche, la moda di sfoggiare le “T” (tette) ritorna dal passato, dai lontani anni settanta, quando John Travolta in “La febbre del sabato sera” ci faceva intravedere le sue dietro la cortina di una camicia bianca attillata.«Michael Bastian dice che questa moda sta tornando perché sono cambiati i modelli maschili. Basta con gli uomini simil-ramoscelli. Gli uomini di oggi devono esibire i loro fusti massicci, virili» recita l’articolo del “NYM” «Ma è altrettanto vero che sono gli stilisti a proporre sempre più “vestiti-non vestiti”. Durante l’ultima primavera le passerelle sono state riempite di modelli in mutande anziché in pantaloni, in reggiseno anziché in camicia […] ci avviciniamo sempre più a uno stile di vita “nudista” [virgolette mie]».La Odell rincara la dose, notando tutta ripiccata che se anche gli uomini oggi scelgono di andarsene in giro nudi, di certo le donne non stanno lì ad aspettarli, a fissarli in modo sfacciato, come invece spesso accade al contrario.Certo, penso, loro non li guarderanno mica, ma io, anche se preferisco non staccarmi di dosso la mia maglia della salute, un occhio continuo a buttarlo.

2 comments:

Anonymous said...

noi che siamo coetanei praticamente, ma non ti fa un certo che realizzare che sempre più spesso diciamo cose che pensavamo solo i nostri genitori potessero dire? a me questa cosa angoscia sempre più..
dario

Anonymous said...

=)
Rf