Monday, 8 February 2010

A. Lonquich alla Scala.


La preparazione per una serata alla Scala per me ha sempre un che di ieratico. Mi diverte e mi esalta al tempo stesso. Star di fronte all’armadio spalancato, in camicia, mutande e calzini, ad annusare l’antitarme che avvolge quei pochi abiti che ho (vecchia abitudine ereditata dal nonno, quella dell'antitarme) e a scegliere la giacca, o la cravatta più adatta per poi finire col ripulire il cappotto buono dai pelucchi. Mi piace soffrire quel minimo di freddo sulle cosce e i polpacci, quanto basta ppì mi far’ arrizzar’i carni.

Ieri sera i velluti rossi della Scala mi hanno riscaldato più del solito, forse perché intrisi delle note romantiche di Schumann. E poi vedere M al violoncello, in quella sua posa plastica con la gamba sinistra leggermente protesa in avanti a sorreggere lo strumento, la schiena ritta e le code del tight pencolanti morbidamente dallo sgabello, rosso anch’esso.
Che invidia! Saper suonare così, far l’amore con la musica…
Non glielo ho mai detto, ma vederlo suonare me lo fa apparire completamente diverso da quando parliamo sul divano di casa, o a tavola di fronte a una pizza insieme ad A, E e C.
Diverso nel senso che mi dà l’idea di essere una persona completamente diversa. Cioè, so che è lui, sempre con la sua mente, il suo modo di pensare e rapportarsi al mondo – una Mente, certo, come lo è anche il suo A. Due Menti, in effetti. Eppure quando lo scorgo abbracciato al violoncello, fra tutti gli altri archi… non è lui. Diventa una silhouette, solo una di quelle silhouette su cartoncino di un artista di strada francese. Si trasforma.

La serata di ieri è stata patrocinata dalla Fondazione Bracco.
La signora Bracco era lì nel foyer, nel suo abito viola (a teatro!) ad accogliere il ministro Maroni e compagnia bella. Dicono che la Bracco abbia messo in cassa integrazione buona parte dei dipendenti. Non so se sia vero o meno. Certo, ieri sera alcun segno di tensione o preoccupazione traspariva dallo sguardo della madrina della serata. Possibile?
Lonquiche è stato impeccabile.

3 comments:

dario said...

ma che tutti alla scala vanno? mi sento escluso..

Anonymous said...

Recuerdo que la sobrina de una amiga es bailarina della Scala.
bacio Silvia

Madavieč'77 said...

¿Qué estás esperando para hacerme conocerla?
Rf