Friday, 26 February 2010

Stili e sfizi sessuali. Il desiderio fra le lenzuola (ma anche fuori) passando per la letteratura – II parte


(cont’d) L’ultima volta si parlava dei gusti sessuali e delle perversioni di ognuno di noi (andare a puttane, maltrattare e farsi maltrattare, etc..), ponendo l’accento sull’inutilità e la sconvenienza di giudicare ognuno il modo di condurre la vita sessuale dell’altro in quanto tutti, ma proprio tutti, siamo – per così dire - “malati di sesso” allo stesso modo.
Ci si era interrogati, alla fine, su cosa c’infiamma davvero; su cosa, cioè, accende il nostro desiderio, e avevamo accennato a come, poco tempo fa, John Walsh e Catherine Townsend avessero cercato di scoprire la verità in merito.


Sulle colonne del “The Indipendent”, il britannico John Walsh ha analizzato la libido maschile, la «lussuria accecante, la passione struggente della gelosia e il tradimento, il tumulto degli organi genitali in stato d’eccitazione e ciò che Samuel Beckett chiamò ‘the cloaca of colonic gratification’ ” (frase che per via della natura scatologica preferirei vi traduceste da soli).
Walsh dice che i sessuologi moderni stanno esplorando territori del mondo del desiderio femminile mai visitati prima, cercando di coglierne la complessità. L'esperimento più strano è forse quello condotto dalla Professoressa Meredith Chivers della “Queen's University” in Ontario e riportato di recente sul “New York Times”.
«Nel suo laboratorio, presso il “Centre for Addiction and Mental Health”, la Chivers ha mostrato a un gruppo di uomini e donne spezzoni di filmati porno etero, porno gay maschile e femminile, di masturbazione maschile e femminile, di una donna nuda che fa ginnastica e di un uomo nudo che cammina su una spiaggia. In ultimo un filmato di scimmie bonobo che si accoppiano e che ha collezionato una serie di fischi d’apprezzamento e grida varie. Gli spettatori di sesso maschile» continua Walsh nel suo reportage «avevano un macchinario collegato al pene utile a valutare eventuali tracce “d’ingorgo” [del canale spermatico], alle donne invece era stata applicata una sonda di plastica atta a misurare la "trasudazione vaginale". Inoltre, tutti erano stati forniti di una specie di “sessuometro elettronico”, un “pad”, con cui registrare i momenti in cui non si sentivano “accesi” da ciò che veniva loro mostrato».


Beh che, personalmente, a questo punto dell’articolo ho iniziato io a farmeli i film. Ma certi film! Avete presente “Solaris”, il romanzo fantascientifico dello scrittore polacco Stanisłw Lem nonché il film omonimo del 1972 del regista sovietico Andrej Tarkosvkij? Già - qualcosa del genere, ma solo in versione hard… Ancora, per via di questa pretesa di controllare matematicamente e con precisione quasi industriale la vita e il funzionamento di noi uomini e donne, di individuare ad ogni costo una conformità nel nostro modo di eccitarci, tutto ciò mi ha lasciato immaginare, forse in maniera un po’ azzardata, scene alla “Noi”, il romanzo distopico di Zamjatin del 1920; un romanzo satirico ambientato nel futuro, i cui temi centrali sono il totalirismo e il conformisomo caratteristici dell' Unione Sovietica del primo Novecento.
A ogni modo, anche i risultati di questo ennesimo esperimento su noi umani sono stati sorprendenti.


«Tra i partecipanti di sesso maschile l’indice di gradimento trasmesso dagli stessi attraverso i “pad”/tastiere elettroniche ha trovato riscontro nelle risposte effettivamente registrate dalle macchine che avevano applicate al loro pene: vale a dire che erano molto interessati tanto alle scene di sesso etero che a quelle di sesso gay fra donne […]. Con le donne le cose sono andate diversamente. Non importa quanto avessero pigiato sui loro telecomandi per dire che non erano interessate alle scene trasmesse, perché comunque i monitor collegati alle sonde vaginali hanno mostrato che erano effettivamente interessate sia al sesso etero, che a quello gay,che a quello lesbo, che alla ginnasta nuda… che alle scimmie bonobo! […]».


Dice J. Walsh che, se anche molte lettrici del “New York Times” potrebbero essersi sentite offese per il fatto che sia stata svelata l’eccitazione femminile di fronte a scene di accoppiamento fra scimmie, la Chivers è andata ben oltre. Infatti, la risposta del fisico di una donna, ossia della vagina a tali stimoli è cosa ben diversa e lontana dal desiderio.
«La psicologia del desiderio, piuttosto che la meccanica della lussuria, sono veri grattacapi fra le pagine degli “Archives of Sexual Behaviour”, la rivista leader in fatto di ricerca in ambito sessuale. Gli accademici continuano a riflettere sull'importanza, per le donne, del fattore “sentirsi desiderate” nel processo di accensione del desiderio stesso; […] "Il desiderio femminile", ha detto uno scienziato (donna) "non è relazionale, è narcisista". […] Ricordo che una volta, a casa di una mia ex» continua Walsh «ho visto una foto-parodia raffigurante due pannelli di controllo che si suppone spieghi come funzionano gli uomini e le donne. Il pannello contrassegnato con la parola "Donne" appare come la cabina di pilotaggio di un 747, pieno di manopole, valvole e leve. Il pannello contrassegnato con la parola "Uomini" mostra un unico interruttore “On / Off”. È così che le donne vedono noi uomini?».


Le donne, sì, che rimarrebbero sorprese se sapessero davvero cosa desiderano di loro gli uomini.
(Fine seconda parte – To be cont’d)

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