Tuesday, 23 March 2010

Credo che il bianco… ma anche il nero

Michael Pastoreau, l’autore francese del trattato sul colore nero (quasi a rispondere a Leonardo da Vinci che lo chiamava il “non colore” per eccellenza) con cui ha messo “ulteriormente a fuoco l'influenza semiotica dei colori nella coscienza occidentale”, ha scritto ancora in “Il Blu Lentamente” pubblicato su il “Tempo!” che «[…] di fatto l’occhio umano può realmente distinguere con certezza solo un centinaio scarso di sfumature (forse duecento nei soggetti particolarmente dotati) e il lessico non permette di nominarne che poche decine. […] il colore non ha un’esistenza di per sé; se ci si rifiuta di ammettere questo, non si può capire assolutamente nulla nei fenomeni storici, sociali, culturali e simbolici a cui esso si ricollega».
Nulla da ridire, no?
Ecco perché, probabilmente, finisco col non capire mai una beneamata cippa-lippa di ciò che mi circonda.
Mi spiego: stavo confrontandomi con un amico circa una situazione sentimental-sessuale (tanto per cambiare) e, dopo lungo parlare, mi è stata mossa questa osservazione:
«Ma perché devi essere così categorico? Per te è sempre tutto o bianco, o nero. Guarda che esiste anche il grigio! Ma lo sai che l’occhio umano percepisce fino a 11 sfumature di grigio?».
Io??
No, dico, categorico io?
Per anni e anni sono stato rimproverato a causa del mio essere sempre a cavallo della linea di confine, fra il bene e il male, per il mio essere quello che vuol vedere a tutti i costi il buono e il cattivo in tutte le cose e in tutti gli individui, il bianco e il nero in qualsiasi faccenda… e ora? Certo, voler vedere il bianco e il nero non significa ancora riuscire a scorgere il grigio e, forse, è altrettanto vero che se anche in certi frangenti riesco a scorgere il grigio, non ci riesco nelle questioni di cuore.
Non me l’aspettavo.
Tuttavia, non è forse ancor più pericoloso individuare sfumature di grigio in amore?
«Il bianco o il nero», ha scritto qualcuno, «la luce o l’ombra, la verità o la falsità… La vita e la morte». Esiste forse uno stadio intermedio fra vita e morte? Esiste forse un piede che riesce a calzare due scarpe contemporaneamente?
Anche quando ti portano un bicchiere d’acqua pieno esattamente per metà, c’è sempre qualcuno che ti rompe il cazzo chiedendo se lo vedi mezzo-pieno o mezzo-vuoto, per farti prendere una posizione. Per etichettarti come ottimista o pessimista. Perché questo vuol dire vedere solo il bianco e il nero di qualcosa: etichettare.
E poi… Poi ti rimproverano di non vedere il grigio?
Non saprei. In principio credevo di vederlo, e come! Ed ero felice. Credevo di essere per le mezze misure che per me sono sinonimo di tolleranza. Ma da ieri, da quando mi hanno fatto credere di non averlo mai creduto veramente, beh che, ecco, credo d’iniziare a non crederci più. Cioè, credo di doverci riflettere su. Ancora.

2 comments:

Io said...

il grigio penso sia una convenienza..forse alla nostra età si deve imparare a conoscerlo ed ad usarlo, è una questione di essere e se uno ci riesce ben x lui..

Madavieč'77 said...

Una convenienza? ...Mh...
Rf