Friday, 26 March 2010

Sogno o son desto?


L’essere umano… Il solito animale! Sempliciotto più di quanto si creda. Non dico antalgico, ma quasi. Banale forse? No, neppure. Sarebbe ingiusto ed esagerato. Potremmo invece definirlo, in maniera scontata, complesso nella sua genuinità. Lo aveva capito Artemidoro qualche tempo fa, esattamente nel 200 d.c., milleottocentodieci anni addietro.
Come me, un mattino anche Artemidoro evidentemente si svegliò in preda a uno scombussolamento interiore a seguito di un qualche sogno conturbante. La differenza è che lui finì con lo scrivere un trattato scientifico che, ripeto, ancora milleottocentodieci anni dopo è un punto di riferimento per molti.
“Oneirokritikaé” è il titolo, ossia “Onirocritica” – un’opera composta da cinque libri tutti dedicati ai sogni che l’autore distinse in: sogni legati al passato, al presente e al futuro, gettando così le basi della psicologia dell’inconscio.
Artemidoro raccolse oltre 3.000 sogni. Sogni intesi come specchio delle nostre esperienze passate, a volte mal digerite, o quasi del tutto rimosse; specchio dei nostri problemi attuali; e in fine i sogni premonitori. Già, di questi ultimi Artemidoro ne raccolse diversi che poi finirono con l’avverarsi (dicitur).
Ma cosa aveva sognato ‘sto gran pezzo di greco? Beh che, se potessi raccontargli i mei, di sogni! Spero solo non si tratti, anche nel mio caso, di sogni premonitori…
Sembra che tutti almeno una volta nella vita ci siamo svegliati di soprassalto in preda a brividi derivanti da sogni per tanti versi “sconvolgenti, a tratti allucinanti”. "I sogni sono messaggi provenienti dall’inconscio che rivela i nostri sentimenti più profondi[…]", afferma Craig Hamilton-Parker in “Fantasy Dreaming”. "In particolare essi possono portare alla luce molti desideri sessuali repressi, i nostri sensi di colpa o le nostre paure inespresse in fatto di sesso". Si dice che sognare di far sesso con uno sconosciuto significhi che il nostro subconscio vuol darci un messaggio riguardo al rapporto che abbiamo con noi stessi; sognare genitali altrui in genere suggerirebbe, invece, preoccupazioni circa la sessualità della persona in questione, o altri problemi personali; sognare che il proprio uomo abbia un amante sarebbe indice di preoccupazioni e incertezze sulla relazione in corso, come se avvertissimo che alla nostra storia manchi qualcosa…; sognare situazioni sessualmente scioccanti e imbarazzanti è indice del fatto che attraversiamo un periodo ricco di ansie e paure, mentre sognare di farlo con un familiare è indice che abbiamo dei problemi nel rapporto con quella persona, e non che siamo deviati; sognare un rapporto sessuale in cui il nostro partner è aggressivo indica che la nostra relazione è sbilanciata, o che l’altro ha più successo di noi ai nostri occhi; etc… etc…
Ma al di là dei sogni a sfondo sessuale, volete una confidenza che davvero non ho mai fatto a nessuno?
All’età di nove anni circa mi ritrovai in uno strano sogno. Il protagonista era un uomo vestito di nero, con bastone e cilindro, alto ed emaciato; il topos era una landa desolata, qui e lì stamberghe in pietra. L’uomo nero correva, correva e io l’inseguivo. Poi la situazione si capovolgeva ed era lui a inseguire me. E poi… poi mi svegliai con la sensazione di qualcosa di incompiuto.
Da allora lo sogno regolarmente. Ogni volta che lo incontro è sempre più vecchio. Col passare del tempo siamo cresciuti entrambi e il nostro rapporto è mutato. Non lo definirei un amico. In realtà non saprei come definirlo. In quel mondo io sono cosciente di essere un assassino. Di aver ucciso qualcuno, ma non ricordo come, e ogni volta che ritorno lì trovo un indizio che mi riporta alla memoria lo svolgersi dei fatti. E lui, quando le autorità di quello strano mondo mi danno la caccia, a volte mi mette in salvo, a volte li mette sulle mie tracce. Nemico/amico.
Sette anni fa (vivevo a Roma), al ritorno da una lezione all’università chissà perché mi fermai in cartoleria per comprare un carboncino. “Mi sa che ricomincio a disegnare” pensai. La stessa notte sognai di nuovo un’avventura al fianco dell’uomo vestito di nero. Prima di svegliarmi si mise a sedere su un rudere, come in posa. Mi guardò fisso alcuni istanti finché non mi svegliai e disegnai il suo volto (erano le 2.30 del mattino).
Ho ancora quel disegno. Lo conservo nel garage di casa. Ogni volta che osservo quello sguardo che io stesso ho ritratto rivivo il sogno di quella notte. Era ancora giovane, l’uomo nero. E quegli occhi racchiudono il messaggio che lui ha sempre cercato di passarmi, nonostante sia muto, ma che io non ho ancora colto. Non sono ancora riuscito a interpretarlo.
Vorrei poter tornare indietro nel tempo per discuterne con Artemidoro. Vorrei sapere se lui ha mai creduto in vita sua che un sogno possa non diventare, bensì essere la realtà stessa.
Chissà come finirà quest'avventura. Ogni tanto cerco di immaginarlo, sono curioso e un po' spaventato, ma so già che nel prossimo sogno non succederà mai ciò di cui ho fantasticato. Come se non fossi io il padrone del mio sogno. E' una continua sorpresa.

4 comments:

dario said...

dici che è un po' troppo sempliciotto ricondurre tutto alla cena?

Madavieč'77 said...

Allora ho sempre mangiato da schifo in vita mia??

Rf

dario said...

la cucina calabra non è proprio il massimo della leggerezza. credo...

T said...

..chi te lo ha detto che qualche sogno non sia realtà..la prossima volta che lo incontri usa la testa e modifica il sogno (io l'ho fatto tante volte)ricordati nel sogno dell'uomo che già conosci, e chiedigli quello che vuoi sapere ma non in modo diretto..non scherzo..baci ;)