Sunday, 4 April 2010

Ferirsi con l'amore. Il bisogno di un'alternativa all'autodistruzione

Si dice che “chi ha paura di essere ferito dall’amore finisce per distruggersi con le proprie mani”.
Credo che si tratti proprio di ciò che sto facendo io. Distruggermi con le mie mani. In effetti, se guardo alle mie relazioni passate, sia affettive che lavorative, beh che, posso affermare di aver capito appieno che appena me ne capita l’opportunità posso rovinare qualsiasi cosa.
Ma non credo di essere soltanto io a farlo. A comportarmi così, intendo.
A volte ho l’impressione, al contrario, di procedere di pari passo con la società che mi circonda. Certo, ci sono le eccezioni – per fortuna. Ma guardando più in generale, risalendo in alto fin nello spazio più buio e remoto e volgendo lo sguardo giù alla popolazione umana tutta, secondo voi dov’è che stiamo andando davvero? Non stiamo forse distruggendo tutto ciò che c’è di vecchio intorno a noi, pur non proponendo una valida alternativa per stare meglio?

Lo pensavo ieri leggendo la spalla di M. Travaglio su “Il fatto quotidiano”. In “Angelino papalino” Travaglio dà la sua opinione circa l’affaire Alfano-Forno scoppiato nei giorni scorsi, precisando che «resta da capire chi sia mai il diffamato, visto che Forno non ha mai fatto nomi, né poteva farne perché dice di non aver mai incontrato un prete o un vescovo in veste di denunciante» e che forse Alfano ha esagerato nell’inviare la sua squadra di ispettori, dimostrandosi più zelante «dei vari Cota e Zaia al servizio del Vaticano», sbagliando decisamente bersaglio «visto che proprio sulla pedofilia la Chiesa sta compiendo un’ampia autocritica». Alfano “più papista del Papa”, dice Travaglio.

Ora, chi mi conosce sa perfettamente che sono ateo, sa quanto io non condivida l’operato del Vaticano e quanto mi stia sul cazzo Ratzinger, nello specifico. Sa benissimo anche che non potrei mai avere la benché minima pretesa di giudicare ingiusta la volontà di andare a fondo in questioni inerenti la pedofilia. No. Non è questo che discuto. Bensì di quanto ci stiamo, appunto, autodistruggendo senza avere idea di che fine faremo.
Leggendo l’articolo di Marco Travaglio mi sono ritornate alla mente la famosa premonizione di Malachia sui Papi, il discorso di Giovanni Paolo II del 1981 sullo smarrimento e la delusione di molti cristiani, il terzo segreto di Fatima interpretato nei modi più disparati da diversi studiosi vaticanisti, e non.
Ogni volta che il Vaticano è stato minato alle basi, ogni volta che qualcuno, o qualcosa ne ha evidenziato certi aspetti falsamente moralisti, ipocriti, io ho gioito.
Non trovavo giusto ritenere la Chiesa unica detentrice di certi principi morali ch’ero sicuro fossero laici e universali, indipendenti dalla religione; come l’essere corretti, amare incondizionatamente e saper lasciarsi amare. Ma sbagliavo di grosso. Universali una minchia!
Il fatto è che la Chiesa è fatta di uomini. Uomini che sbagliano, che soffrono, che amano… e che sono malati. Proprio come tutti noi. E oggi credo che stiamo sbagliando a generalizzare in questo modo, punendoli con lo stesso desiderio di pochi anni fa di metterli alla gogna. Tutti e indistintamente, checché resti il sogno di uno stato laico per davvero.
Vale a dire che, anche se la Chiesa mi odia, anche se il mio desiderio più grande sia sempre stato quello di un’Italia libera dal giogo di scarpette rosse, ostensori, e gingilli vari, la cosa strana è che ora che finalmente la Chiesa sta crollando, adesso che finalmente sta perdendo la sua supremazia indiscussa, noi ci dimostriamo non ancora pronti. Di tutti quei laici principi che dovrebbero rimanere alla base del Sistema sembra non stia rimanendo nulla.
Forse è solo una mia impressione?
Me lo auguro di cuore. Spero che sia tutto frutto di quella mia innata capacità - cui mi riferivo sopra - di distruggere tutto il bello che c’è, appena ne ho l’opportunità. Ma ciò che vedo starmi intorno sembra voler contraddirmi.
Aumentano i genitori idioti incapaci di educare figli sempre più tamarri e arroganti, irrispettosi e inetti; peggiora il sistema scolastico che fa acqua da tutte le parti, anzi che è già affondato da tempo; domina una classe dirigente che può essere d’esempio solo a una ciurma di pirati, o, al meglio, a un branco di coglioni; si nutrono le fila del branco di coglioni, cioè del popolo, noi che gli andiamo appresso senza avere la minima idea di quali principi proporre in alternativa alle ladrate e allo schifo che borboglia come lava bollente sul fondo di un vulcano sul punto di esplodere.
Io per primo, che me ne sto qui, di fronte al mio PC fra i cirri di fumo della mia Camel Light, non so più cosa farmene. Di tutto. Ho tutto e niente. Credo, ma non ho più voglia di credere, e me ne sto seduto in un’aula in cui Anna Karenina mi fa da maestra di vita. Il che è tutto dire. E aspetto.

Oramai ho una paura fottuta. Paura di essere ferito dall’amore e, così, non posso fare a meno di schiacciare quel pulsante e… autodistruggermi. Pian piano sparisco. Scappo fra i segni delle parole. Continuo a scrivere storie che saranno solo mie e di cui sono sempre più geloso perché, sono certo, se anche qualcuno ci entrasse, avrebbe l’impressione di trovarsi nel mezzo del Niente. Perché è il mio mondo, fatto a gusto mio. E il mio gusto non è quello che si riflette fuori dei confini di questo foglio bianco.
Ancora un po’ e sarà passata anche questa. Martedì si torna al lavoro e tutto mi apparirà di nuovo sotto la solita luce di una “normalità” a dir poco discutibile.

4 comments:

Anonymous said...

troppo comodo sarebbe premere quel tasto...combattere è più eccitante....;-)
Luca Sr

Madavieč'77 said...

Non credo.
Non più.
Non per me, almeno.

Ma non ci abbattiamo mica per questo, no?

=)
Rf

Anonymous said...

ma smettilaaaaaa......non hai mica 90anni...tira fuori le palle!!! ;-). il tempo migliore deve ancora arrivare....
lucasr

Madavieč'77 said...

Ti rispondo col post di domani, caro lucasr.

Ciao,
Rf