Wednesday, 14 April 2010

Fashion Guide - Spring-Summer 2010: braghe a Zumpafosso

Ho finito di studiare in vista della prossima stagione e ho capito una cosa molto importante: è giunto finalmente il momento della rivincita!!
Sia per me, il solito lungagnone che va al giro vestito come un vaccaro; sia per il Boss che evidentemente è un precursore (inconsapevole) delle mode e fino a ieri era soggetto ai risolini soffocati di chi lo vedeva sfilare in corridoio ; sia per tutti quelli che si ritrovano un bel pantalone all’ultimo grido ridotto ad abitino per Ken, perché lasciano fare la lavatrice alla nonna ch’è solita buttar dentro tutto insieme e girare la manopola a 90°.
Tutti i cataloghi e le guide di moda maschile per la primavera-estate 2010 sono d’accordo. Anche quelli che pesano 100 kg e costano € 55.00: i pantaloni in generale,ma i blue-jeans in particolare, vanno indossati “come seconda pelle da portare sempre e comunque con piccolo risvolto alla caviglia”!
Sì, amici, avete capito bene – alla “ZUMPAFOSSO”! O “acqua in casa”, come dicono i milanès.
Io, ripeto, sono felicissimo. Finalmente potrò tirar fuori tutti i pantaloni del liceo che mi vanno ancora di trippa, cioè, scusate, in vita e che sono oramai stretti al punto giusto, ma pur sempre corti quanto basta per risvoltarli, lasciando credere che non mi siano mai andati corti.
A questo punto non mi rimane che inchinarmi (…?...) davanti al mio amato Mr. Ignoto, my first, real Fly-fish (piscivrachetta) che, quella sera che c’incontrammo per la prima volta per bere una (ma anche due) “Guinness” su Corso Lodi si presentò proprio come uno dei modelli che oggi sembrano voler saltar fuori dai cataloghi: braghe a zumpafosso ed espadrillas ai piedi (adoro anche le espadrillas quando sono a Rossano d’estate!).
«Guarda e impara» mi disse mentre lo mangiavo con gli occhi – in effetti, è strano che mi siano rimaste impresse proprio queste parole, dato ch’ero preso da tutt’altri pensieri. «Questa è la moda del prossimo anno» aggiunse con tono profetico.
In effetti lui ci vive a mollo, nella moda. Lui che di cognome fa… fa… Forrester.
Ma c’è di più.
Per chi non ha mai sopportato quella striscia di stoffa colorata che si annoda intorno al collo, la “puddicata” (cappio) come la chiama mio padre e meglio conosciuta al popolo italiano come cravatta:
«La cravatta, ormai, è quasi assente: il rigore di un colletto perfettamente chiuso è più moderno e rende ancor più impeccabili».
Che dire? A me le cravatte piacciono molto, così come i papillon da annodare a mano. Ma da molti anni a questa parte è divenuto questo il bello della moda – a ognuno il suo.
Quindi, forza!, fate la vostra scelta.

6 comments:

Anonymous said...

Ciao bello, non buttare i costumi, stipali, perche la moda sempre ritorna, jajaja bacio Sirviuzza

dario said...

se poi accompagni ai pantaloni accorciati dal risvolto un mocassino senza calzino, una maglia extralarge e sopra una giacca destrutturata con tagli in diagonale, sei pronto per andare al prossimo raduno degli ex studenti della marangoni. ma scordati di venire così sabato all'idroscalo o resto a casa.

Madavieč'77 said...

Preferisco sandalo nero con calzino bianco fino al ginocchio.

Rf

dario said...

almeno il calzino arriva al ginocchio...

Anonymous said...

ci mancava solo questo.....preferisco il classico a questo punto, piuttosto che andare in giro con i pantaloni alla pescatora..........
ciao
lucasr

Madavieč'77 said...

Io invece mi sa che aderirò alla tendenza in corso
=)

Rf