Tuesday, 27 April 2010

Felici di perdere l’amore


(Cont’d)
Una volta ho amato per davvero.
Ma se avessi avuto un figlio che, come in ogni sit-com che si rispetti, mi avesse chiesto “Cos’è l’amore?”, mi domando cosa avrei mai potuto rispondergli.
È poi vero il proverbio che recita “A chini un tena né soldi né figghi u’li chiedere cunsigli”?
Faccio uno sforzo e provo a immaginare una definizione d'amore che possa dirsi tale e ciò che mi sovviene è solo una lunga serie di ricordi e di emozioni vissute quell’unica volta, oramai anni orsono.
«Papà, cos’è l’amore?».
Come renderlo a parole, figlio mio? Come è possibile riprodurre la mistura delle musiche più belle che si siano mai ascoltate con la vista di paesaggi meravigliosi, senza eguali, con i profumi più dolci e i sapori più piccanti e salati che non è stato mai possibile gustare in vita addentando del semplice cibo, o succhiandolo, o leccandolo, o anche solo annusandolo; il tutto unito al contatto con il velluto più morbido e con la roccia adamantina, con le spine delle piante più velenose, con la superficie dei ghiacci artici e delle dune sabbiose del deserto?
Nemmeno “I still haven't found what I'm looking for” degli U2 riesce a trasmettere quest’emozione, perché ne costituisce solo una parte infinitesimale.
«[…]Ho baciato labbra al miele/Trovato una panacea sulla punta delle sue dita/Bruciava come il fuoco/Questo desiderio ardente/Ho parlato la lingua degli angeli/Ho tenuto per mano un diavolo/Era calda nella notte/Io ero freddo come una pietra […]».
Per quanto mi riguarda neppure Neruda ci è riuscito, con la sua “Voglio che tu sappia una cosa” (ch’è quanto di più romantico e commovente abbia mai letto in vita mia). Anch’essa è solo un’altra parte minuscola del tutto.
Ciò che risponderei, forse, è: «Mi spiace, non posso dirtelo. Augurati solo di amare almeno per un giorno, anche solo per un’ora nella vita».
Vi dirò di più, mi darebbe fastidio anche solo tentare di definire la mia esperienza d’amore, a chiunque, perché avrei paura che venisse fraintesa, giudicata, insozzata dagli occhi e dalla bocca del mio interlocutore che, di sicuro, avrebbe di già una sua propria idea a riguardo.
L’unica cosa che mi sentirei di fare potrebbe essere raccontarla.
A ogni modo, questo sentimento che alcuni hanno in sorte di provare è qualcosa di talmente enorme da non poter essere concepito a priori dal cervello umano che può figurarselo solo dopo averlo esperito. Proprio come accade con la morte.
All’inizio anch’io non lo capivo e non riuscivo a figurarmelo.
Ma è proprio per questo che anche quando lo perdiamo, l’amore, quando veniamo lasciati, o quando siamo noi a lasciare perché ci disamoriamo, non possiamo che essere felici. Felici di averlo vissuto, di averlo portato dentro di noi e di averlo nutrito finché è stato possibile.
Magari non cogliamo subito l'importanza di ciò, ma siccome “il tempo è un galantuomo” (come diceva mio nonno, l'Avucàt') questa è - e sarà sempre - una delle poche verità che ci è dato di toccare con mano.
Non si tratta di un alibi e non è dato mistificare parole d’amore attribuendo loro un valore di rinuncia, di disfatta, o anche di vendetta nei confronti del presente.
Fino a qualche giorno fa era (per me) una faccenda di nostalgia acuta, questo sì.
Mi rendo conto che non è semplice volgere la nosomania, questa sorta di rimpianto ardente in un’emozione nuova. Quindi, a chi si trova oggi nella condizione che è stata anche mia, auguro di ricevere un insegnamento uguale, di arrivare a sentirsi finalmente felice d'aver perso l'amore e di gioire per il solo fatto di aver amato davvero.

4 comments:

dario said...

magari semplicemente l'amore non esiste e questi sentimenti così profondi e indescrivibili altro non sono che una illusione.

Madavieč'77 said...

Vedi che sei distratto?
Sei molto intelligente, ma non ti applichi:

"il prodotto dell’immaginazione non è bastevole di per sé a spezzare un cuore e che anzi, se fa così male, è proprio perché non esiste nulla di più vero e concreto dell’amore – che sia corrisposto o meno."

=)
Rf

dario said...

ma quello è il tuo pensiero, non è il mio... secondo me il prodotto dell'immaginazione è bastevole eccome per spezzare un cuore....

Anonymous said...

questa foto mi fa davvero impressione...bleeeeeee
lucasr