Friday, 30 April 2010

La BBC: "Molto meno grave di quanto s'era previsto"...









Sappiamo tutti del disastro in corso nel Golfo del Messico.
Oggi sul "Corriere" gli ultimi aggiornamenti: «“Quello che si temeva è avvenuto: le prime smagliature della marea nera, fuoriuscita dalla piattaforma della Bp Deepwater Horizon, sprofondata nel Golfo del Messico lo scorso 22 aprile, hanno raggiunto le coste della Louisiana e negli Stati uniti è stato decretato lo stato di «catastrofe nazionale» [ cfr. “Louisiana, l'onda nera tocca le coste. E Obama chiama l'esercito”, in “Corriere della sera”, Redazione online 30 aprile 2010].

Ci sono ancora 11 uomini dispersi e le speranze di ritrovarli sono davvero poche. L'impianto di perforazione Transocean appartiene alla più grande impresa di perforazione offshore del mondo. I costi dell’impianto ammontano a circa 500 mila dollari al giorno. “L'impianto di perforazione rappresenta la punta di diamante della tecnologia di perforazione. Si tratta di un impianto mobile, in grado di lavorare in profondità fino a 10.000 metri d'acqua. L'impianto di perforazione è “non-ormeggiato”, cioè non fa uso di ancore perché sarebbe troppo costoso e il carico troppo pesante. Pare che le fiamme abbiano raggiunto un’altezza di 200-300 metri. Si sta cercando di risolvere la situazione con comandi a distanza (ROV), che sono essenzialmente sottomarini in miniatura con braccia manipolatrici e altre apparecchiature in grado di muoversi sott'acqua mentre l'operatore siede a bordo nave. Si tratta degli stessi macchinari utilizzati per esplorare il Titanic, tanto per capirci. Navi speciali antinquinamento sono state inviate per lavorare alla fuoriuscita di petrolio, trasportate da speciali imbarcazioni cargo, arrivando a sfiorare la macchia nera.
Le foto che avete visto le ho ricevute da alcuni colleghi al porto di Corpus Christi, Texas, gli stessi mi hanno ospitato lo scorso anno, ricordate? Che stupido... Allora i miei pensieri erano rivolti a tutt’altro. E oggi, quasi me ne vergogno.
Le foto sopra sono solo alcune fra quelle che ho ricevuto e che mostrano la successione degli eventi a 36 ore dallo scoppio, illustrando anche il principio dell’affondamento.

L’ennesimo disastro, anche se la BBC non la pensa così e riporta la notizia secondo cui è molto meno grave di quanto s'era previsto. Inutile, se non a farci esclamare “Madò!”. Perché tanto, appena chiusa la pagina web, o la TV, continueremo a fregarcene, come se la cosa non ci riguardasse.

2 comments:

dario said...

!brucia terra, brucia!

Madavieč'77 said...

Già, anche se qui brucia l'acqua...
Rf