Sunday, 11 April 2010

Le piante, li fiori!

Devo dire la verità che sono particolarmente orgoglioso dei miei balconcini.
In foto non sembreranno nulla di speciale - anche perché non si sono ripresi ancora del tutto -, ma ciò che dovete chiedervi è: come hanno fatto le tue piante a sopravvivere ai -7°c che hanno attanagliato Milano durante l’inverno appena (forse) trascorso? Come mai le gerbere sembrano voler rinascere dalle loro ceneri – e ci riusciranno -, i bulbi di "fiore parlante" che ti ha regalato Fabius non sono rimasti sotto terra, ma soprattutto come mai non hai trovato il gelsomino e la camelia morti congelati, addosso alla portafinestra mentre bussavano sui vetri, li graffiavano coi loro rametti scongiurandoti di lasciarli entrare?
Beh che, la risposta è: non lo so. Non so se sia merito del fatto che spesso parlo con le mie piante – a volte mi rivolgo a loro anche solo mentalmente -, come molti consigliano di fare; e non so se sia merito del concime (lo confesso... a volte sì, lo uso. Le chiamo: «Ragazze-e-e! Oggi vi dò la ddroga... Vi piace-e eh?, care le mie puttanelle…»). In realtà credo che sia semplicemente merito di Madre Natura, ai miei occhi ancora così misteriosa nei suoi piani.
I piani della Natura sono antidiluviani. Si tratta di tecniche e processi in parte spiegati dagli scienziati, ma che ancora nessuno è riuscito a imitare alla perfezione. Si tratta di un’organizzazione, una programmazione che, forse, andrebbe aggiornata, messa alla pari con la stronzaggine dell’uomo in modo da poter difendersi dai suoi mille irriguardevoli abusi, senza dover per forza distruggerlo e distruggersi, bensì facendo in modo che almeno essa possa sopravvivere. Invece è buona, la Natura. Sono sicuro che il giorno che si sarà rivoltata e ci avrà eliminato dalla faccia della terra, si suiciderà. Una strana relazione di odio-amore, la nostra.
Lo so, straparlo… è che sono ancora ciucco da ieri sera, ma è anche che ieri… ecco... ho dato una craniata che penso mi rimarrà il segno in fronte per un mese.
Colpa dei miei balconcini. Non è la prima volta che mi capita, che resto chinato sulle margheritine per cambiare loro la terra e poi, girando su me stesso per rientrare in cucina, SDENGH!, rimango piantato con la fronte sullo spigolo dello stipite della portafinestra, o del tetto spiovente.
Ma ieri, davvero, c'ho minato con tutta la ciotia.
Le piante richiedono sacrifici, sì… ma non credevo sacrifici umani.

5 comments:

dario said...

forse devi limitare tutte le energie solo sulle piante.

Madavieč'77 said...

Abra, non ho capito...
=)
Rf

dario said...

nulla.
pippe mentali..

Anonymous said...

Perchè non ci dovrebbere essere, oltre le anime che camminano, gridano, mangiano, dormono, anche anime che silenziosamente fioriscono e spandono odori? In fondo, se ci pensi, noi abbiamo bisogno di loro, come loro di noi: esse si nutrono di noi uomini e degli animali, ovvero dell'anidride carbonica prodotta ai nostri polmoni e degli effetti della nostra decomposizione: tutto torna no?!! Parlaci e fai per loro qualche piccolo sacrificio, non sentirti un "essere superiore" a loro: ecco svelato il nobile segreto!

:O)

Fabio

Madavieč'77 said...

Detto da te è un grande insegnamento.
Thanx
Rf