Tuesday, 20 April 2010

Le regole non scritte del cielo stellato

Lo scorso mese Claudio Magris ha scritto l’articolo “Non esiste libertà senza regole. È lecito cambiarle, non ignorarle”.
Il titolo di per sé acclara l’argomento fino in fondo. L’inalienabilità del principio di libertà correlata all’altrettanto indiscussa necessità delle regole. Oddio che, “indiscussa” è un termine azzardato dato il bisogno sorto negli animi di molti in quest’ultimo periodo di storia italiana. Se la regola è imprescindibile nella gestione della cosa pubblica (nello specifico era riferita da Magris alle vicende delle liste presentate dal PDL in occasione delle scorse elezioni), non bisogna credere però – ricorda lo stesso Professore - che essa perda questa sua peculiarità quando applicata a “l’amicizia, l’amore, la contemplazione del cielo stellato”.
Ha scritto Magris: «Ma codici, giudici, avvocati e prigioni diventano necessari quando qualcuno impedisce con la forza a un altro di amare o di contemplare il cielo stellato».
Quante volte ne ho scritto in questi ultimi due anni? La prima regola impartitami fra le mura domestiche: non ledere la libertà degli altri.
Magris è andato a fondo, inoltre, specificando: «E anche di regole nei rapporti umani; regole, in questo caso, non certo codificate o imposte né rigide, ma tacitamente presenti nel tono, nella modalità, nella musica ossia nella sostanza umana di ogni relazione, anche di amicizia e di amore. Pure il quotidiano vivere civile ha bisogno di regole non scritte, ma fondanti, che esprimano il rispetto dell’altro; un senso immediato e spontaneo che nasce dall’osservanza di regole intimamente accettate e divenute naturale modo di essere».
Quanti sono davvero d’accordo con questa osservazione? E quanti sarebbero disposti ad attestare di credere in questo principio adducendo esempi concreti e ablasi alla propria vita quotidiana, proprio come farebbe in una favola fantascientifica un chirurgo che volesse trapiantare il cuore di un uomo buono nel petto di uno cattivo, con la speranza che questi al suo risveglio potrà essere un uomo migliore?
Il fatto è che, per via della nostra natura umana corrotta e corruttibile, tutti almeno una volta nella vita abbiamo finito con il ledere la libertà del prossimo. Non ci vuol mica tanto! A volte basta una parola, il tono di un’osservazione. Esagerato? Forse sì. A volte è sufficiente il non riuscire a resistere alle tentazioni… essere volubili. Proprio come me.
Avete mai riflettuto sulla possibilità di aver limitato una persona in amore, cioè di averle impedito di amare?
Quando una persona sposata ne incontra un’altra libera da legami affettivi e prova attrazione per lei, succede spesso che le chieda di essere amata per un tempo limitato, quanto basta per soddisfare il proprio (inatteso?) narcisismo. Quello a cui non pensa è che l’altra, cioè chi non ha legami affettivi, potrebbe invece non resistere, infrangere la supposta regola dettata dalla parte generalmente più forte (che di solito si chiama “una botta e via”) e, dopo l’ennesimo incontro, lasciarsi coinvolgere dalla nuova esperienza affettiva, vivendola in maniera del tutto differente. Spesso accade che chi è libero precipiti inevitabilmente in una partecipazione insperata e, quindi, rischi di sviluppare un’emozione difficile da controllare e a dispetto della consapevolezza ch’essa è del tutto sconveniente e chimerica. Chi è libero in realtà cerca quasi sempre qualcosa di più che un amore limitato nel tempo e nell’intensità, anche se lo attinge da una persona già impegnata. È per questo che, indirettamente, chi ha già un proprio cielo stellato da contemplare dovrebbe accorgersi quando impedisce al suo prossimo di trovare e contemplare il suo.
Tutto chiaro?

4 comments:

dario said...

mumble mumble..

Madavieč'77 said...

Beh, sì... it's complicated, direbbe la Streep

=)

Se vuoi cerco di rispiegarlo, ma non ne vale la pena. Meglio aspettare il prossimo post.

Mi sembra strano che Luca Sr non si sia fatto sentire per pungermi sul vivo!

Rf

Anonymous said...

Sono qua sono qua!!!....meditavo su come "pungerti" eheheh......
1. potevi esprimerti in modo più chiaro senza tanti sillogismi o vocaboli "preziosi" anche se credo di aver capito il tuo concetto
2. ricordati che ledere la libertà altrui anche involontariamente quasi sempre nasce da un sano egoismo, ovvero dalla speranza di avere tutto sotto controllo o soddisfare un bisogno istantaneo illudendosi di prolungarlo nel tempo.
3. credo però sia necessario vivere cercando un proprio equilibrio ( non sempre però è facile da raggiungere)lasciare liberi/e chi ci sta accanto e sperare che anche l'altra persona ti faccia capire quanto tiene a te anche con un piccolo gesto senza limitarlo nella sua libertà?
chiaro????
ciao ciao
lucasr

Madavieč'77 said...

Oooh! Mi stavo preoccupando...
Chiaro. Siamo d’accordo, in fondo, su questa sega mentale.

Riguardo al linguaggio usato - incasso.

Ciao,
Rf