Saturday, 17 April 2010

Rammstein… “Das tut mir gut”

E ti pareva che me li dovevo perdere! Io sarò via dall’Italia e i Rammstein si esibiranno, il prossimo primo di luglio, al Castello Scaligero di Villafranca, in provincia di Verona, e sarà l'unica data italiana! Quella che chiamano la "Tanz-metal Band" berlinese proporrà alcune delle canzoni dell’ultimo album, "Liebe Ist Für Alle Da". Già il titolo vi fa capire perché li adoro… È dal 2000 che li seguo. Me li fece conoscere Benedikta, una ragazza bavarese con cui facevo tandem fra una lezione universitaria e l’altra. I Rammstein sono uno dei pochi gruppi cui mi interesso con costanza, dico il vero. I loro concerti sono fenomenali. Chi li conosce sa che lo spettacolo è sempre accompagnato da scenografie imponenti. Ricordate quelle fiamme che a Berlino passarono sulle teste del pubblico in delirio? E tutte le volte che quel pazzo di Till si è incendiato sul palco?
La musica dei Rammstein viene indicata spesso come "industrial metal" ma, pur non capendoci una mazza, non so quanto sia giusto definirla tale. Uno dei motivi per cui l’adoro è che, come buona parte della letteratura che mi affascina, risulta dalle influenze di generi differenti, auto-affermandosi in tutta la sua originalità. È ciò che la rende anche… bislacca. Forse è per questo che la musica e gli stessi componenti del gruppo spesso sono stati oggetto di critiche molto negative. Si prestano facilmente a fraintendimenti. Più volte accusati di propaganda nazista per il modo di uno dei componenti di pronunciare la "r", o per la scelta di adottare un film della regista nazista Leni Riefenstahl per il video di "Stripped". Addirittura la copertina del primo album, “Herzeleid”, che vede i sei musicisti a torso nudo con un fiore sullo sfondo, fu letta come la volontà dei sei di simboleggiare la purezza della razza ariana. Secondo me si esagera…
Ricordiamo innanzi tutto che «il nome Ramstein - a cui è stato aggiunta una m per suggerire un'analogia col verbo rammen ("urtare con violenza"), mentre Stein significa "pietra" - si riferisce a una base aerea situata in Germania che fu luogo di un incidente aereo nel 1988, che ha coinvolto le Frecce Tricolori italiane e in cui oltre 70 persone persero la vita e circa 1000 furono ferite». E poi prendiamo alcune canzoni come "Amerika". Qui i Rammstein fanno una satira molto pungente sulla globalizzazione e la “supremazia” americana nel mondo - atteggiamento, questo, tipicamente di sinistra, o no? E la canzone dedicata alla città di Mosca? Insomma che è sufficiente leggere i loro testi (invidiabile il coraggio con cui hanno scelto di continuare a cantare in tedesco) per capire il messaggio che vogliono lanciare. Ed ecco alcuni dei miei preferiti.
Da “Ohne dich”:
«Andrò tra gli abeti/ Là dove l’ho vista per l’ultima volta/ Ma la sera getta un velo sulla terra/ e sui sentieri dietro il ciglio del bosco/ E il bosco è così nero e vuoto/ Ahimé, ahimé/ E gli uccelli non cantano più/ Senza te non posso stare/ Senza te/ Anche con te sono solo/ Senza te/ Senza te conto le ore senza te/ Con te si fermano i secondi/ Non hanno valore…».
Da “Stein um Stein”:
« Ho dei piani, grandi piani/ Ti costruirò una casa/ Ogni pietra è una lacrima/ E tu non ne uscirai mai più/ Sì, ti costruirò una casetta/ Senza finestre senza porta/ Dentro sarà buio/ La luce non entrerà affatto/ Si ti farò una casa/ E tu dovrai far parte del tutto/ Pietra su pietra ti murerò dentro/ Pietra su pietra/ Io sarò sempre con te/ Senza vestiti senza scarpe/ Mi guarderai lavorare/ Con i piedi piantati nel cemento/ Abbellirai le fondamenta/ Fuori ci sarà un giardino/ E nessuno ti sentirà gridare…».
Esiste amore più grande di quello descritto in questo testo, un amore così grande da spingerti a murare una persona in una casa senza porte e finestre, anzi cui costruisci una casa intorno, appositamente per lei?

Ed ecco parte del testo della canzone che dà il titolo all’ultimo album, “Liebe ist fuer alle da”:
«Acqua calda/ Bei corpi/ Come brillano/ Al sole/ Mi insinuo/ parlo finemente/ Chi vuole scopare/ Deve essere gentile/ L'amore è qui, per tutti/ Chiudo gli occhi/ Allora la vedo/ La rinchiudo nella mia fantasia/ Chiudo gli occhi/ […]Le forme più belle/ Ben modellate/ Bocca carnosa/ Pelle così abbronzata/ L'amore è qui per tutti/ L'amore è qui per tutti/ L'amore è qui per tutti - anche per me…».

Naturalmente, con mia grande invidia, il mitico Gian (quello dei "Seven Gods") e sua moglie ci saranno al concerto del primo luglio, al castello. Non se ne perdono uno, quando c’è la possibilità. E fanno bene. Gian, mi raccomando prendimi la T-shirt! Io mi accontenterò di ballare “Du hast” all’ “HD”, quando sarò tornato.

Ancora una e poi basta, dai. Da “Ich tu dir weh”:
«Tu vivi solo per me/ Ti appunto le medaglie sulla faccia/ Sei completamente dedicata a me/ Mi ami, poiché io non ti amo/ Sanguini per salvare la mia anima/ Un piccolo taglio e ti ecciti/ Il corpo già completamente sfigurato/ È consentito indifferentemente, ciò che piace/ Ti faccio male/ Non mi dispiace/ ti fa bene/ Senti come grida…»

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