Thursday, 20 May 2010

Con questo nome io t'invoco

Qualche giorno fa mi è stato chiesto un parere riguardo a una faccenda piuttosto spinosa.
Non si tratta della crisi economica e della possibile svalutazione interna ai paesi UE, se è a questo che stavate pensando. Piuttosto, mi è stato chiesto cosa farei se il mio partner mi chiamasse col nome di un altro mentre si fa l’amore. Pfiu-u! Lasciando stare che non ho un partner (ma poco ve ne cale), voi che fareste? Cosa pensereste? Al tradimento, è logico, no? Credo sia il primo pensiero a venire a galla, intrappolato in una bolla di rabbia mista a fastidio e sconcerto.
Lo penserei anche io, benché non mi sia mai capitato di trovarmi in una situazione simile, bensì in quella opposta. E posso affermare che non sempre dietro un simile errore, tanto grossolano quanto imbarazzante, si nasconde una relazione clandestina.
Mike Bongiorno bon’anima era un maestro nello sbagliare i nomi, no? Non potrebbe funzionare allo stesso modo? Oppure non ci sono scusanti che reggano in certi frangenti?

Ricordo la lettera di un lettore del “Times” – credo, non sono sicuro che fosse proprio quel giornale - che se non sbaglio s’intitolava “My wife calls boss's name during sex”. Il poveretto scriveva che non solo la moglie faceva sesso con lui soltanto quand’era mezzo addormentata, ma quando lo faceva, al momento dell’orgasmo chiamava il marito puntualmente con il nome del suo capo d'ufficio.
Ancora non so se ricordate il caso dell’anno scorso, in Inghilterra, del marito che strangolò la moglie che l'aveva chiamato col nome di un altro uomo mentre facevano l’amore.
In effetti, è già molto fastidioso sentirsi chiamare con un altro nome da una persona con cui non si ha confidenza – io lo odio! -, figurarsi quando a farlo è la persona con cui si sta facendo l’amore!
Quando, ai tempi, capitò a me ricordo che fui il primo a rimanerci di stucco sentendomi pronunciare quel nome. Ero totalmente coinvolto dalla persona che avevo… vicino, non so davvero spiegarmi tutt’oggi com’è che successe. Semplicemente, ero sconvolto dal piacere, ebbro e gasato e volevo che il mio partner lo sapesse. Chiamai il suo nome, ma invece di dire X dissi Y… dove Y stava per una persona conosciuta un anno prima e che avevo frequentato per non più di quattro giorni.
Probabilmente lo sussurrai appena, dato che non ci furono reazioni dall’altra parte, eppure io per primo mi sentii fetente e cattivo, tanto che m’interrogai, iniziai a ragionarci su (troppo) e finii col distrarmi.
Di questo calo di tensione sì che se ne rese conto.

2 comments:

dario said...

io mi limito ad ansimare.

Madavieč'77 said...

L'ho sempre pensato che sei il più furbo!

Rf