Thursday, 6 May 2010

«Per me doppio, grazie»

Ieri il mio caro amico Ohibò (lo chiamiamo così perché, a sentir lui, tutto ciò che gli capita è inaspettato) mi ha messo in difficoltà chiedendomi un consiglio in merito a una faccenda ingarbugliata (e naturalmente imprevista) in cui è coinvolto.
«Ti è mai capitato di essere attratto da un uomo, di uscire con lui, di accorgerti che ti rende felice trascorrere del tempo con lui, di sentirti soddisfatto come da tanto non ti capitava… finché non hai incontrato una persona del tutto diversa, ma che ti ha coinvolto e sconvolto esattamente allo stesso modo?».
M-mh… Provatevi voi, a rispondere a questa domanda (prima di confessare se avete già iniziato a uscire con due persone contemporaneamente come ha fatto lui).

Beh che, secondo Shawn Conner «la maggior parte di noi ha un ideale [di compagno] in mente, un elenco di qualità che desideriamo in una persona e che portiamo sempre in giro con noi». Tali qualità sarebbero riconducibili alle più disparate esperienze formative (come il nostro vissuto infantile, per esempio), e che potrebbero riguardare a un livello più superficiale il colore dei capelli, la complessione, o l’accento della persona che vorremmo frequentare; a un livello più profondo, invece, le nostre preferenze potrebbero riguardare i suoi interessi e i suoi principii.

Com’è possibile uscire una sera con un uomo più grande di noi, barba e capelli neri, pacato, muscoloso e affascinante per questa sua pacatezza e il senso di sicurezza e saggezza che ci trasmette, e la sera seguente andare a bere con un ragazzino esile, biondino e tutto pepe che ci dà l’idea del giovane inesperto da guidare e proteggere?
Quello che ho detto a Ohibò è ciò che mia madre ha sempre ripetuto a me, e cioè che i gusti cambiano in continuazione e che chi non cambia mai idea è uno stupido. Ma possibile cambiare idea così in fretta, se non addirittura avere due idee diverse in mente, contemporaneamente?

A pensarci bene, però, forse la questione è un’altra.
Non escludo che la stessa cosa possa capitare anche a me. E se mi capitasse credo che potrebbe dipendere dalla condizione prolungata di bisogno di affetto.
Forse ciò ch’è più probabile, è arrivare a un punto in cui sentiamo così tanto il bisogno di qualcuno al nostro fianco che non appena incontriamo chi è disposto ad accordarci un po’ del suo affetto (sincero o falso che sia), ecco che siamo disposti a stracciare qualsiasi elenco di qualità che ci piacerebbe riscontrare in lui, magari falsandone addirittura la percezione.

Meglio andarci piano, riflettere, chiedere un appuntamento per volta e lasciarsi andare solo dopo aver conquistato la certezza che lui sia quello giusto, o, nel dubbio, per non perdere del tempo prezioso, è meglio chiederne uno doppio?

2 comments:

Anonymous said...

Ciao Raffaello,
Scrivero in spagnolo, penso che tu mi capirai meglio.
Lo físico importa hasta cierto punto pero cada persona tiene su carisma o su "angel", su personalidad atrae más que su físico.
De nada sirve salir con alguién sólo por su físico, sería frívolo. Es como salir con un maniquí de un negocio de moda (los encuentras rubios, morochos, etc etc).
Sigo con la idea del amor por siempre. El amor es un desafío cada día, sino nuestra vida cae en saco roto. No puedo pensar premeditadamente, en un amor que quiero que se termine pronto. Sino que sentido querer en mi vida un amor termine rápido? Sería desestimar mi vida, mi tiempo.
Volviendo si es morocho o rubio, lindo o feo, alto o bajo, etc, etc.
¿Por que Al Pacino es tan atractivo para tanta gente? En la actualidad tiene 70 o casi, no es alto, no es lindo. Estimo que es por su carisma.
(La buena suerte de la fea la bonita lo desea)
Bacetti, mi capisci?
Sirviuzza desde mi "bunker"

Madavieč'77 said...

Hola querida, muy senora mia,
seguro que no se puede renunciar.. a la vida. Estoy de acuerdo. Tu eres la sabia, te lo habia dicho el marzo pasado.
Y si tenemos dos hombres, podemos vivir hasta 200 anos?