Tuesday, 29 June 2010

Ex amici e amici Ex

Tanto per non perdere l’abitudine di riaprire i nostri Ex-Files; tanto per mantenere la consuetudine di martellarmi (e martellarvi) le palle... Lo spunto deriva sia dall'articolo apparso oggi sul "Daily" dal titolo "The joy of ex: Breaking up is hard to do, but it doesn't have to mean the end of your friendship", sia dal fatto che, beh ragazzi miei, ci risiamo. Si riparte. Diciamo che fra partenze e ritorni mi aspetteranno quindici giorni intensi. Ne sono felicissimo e spero che riuscirò a tenervi aggiornati. Magari nei prossimi giorni avremo qualche pìttulo “Made in Antwerp” di cui discutere.
Come ho ricordato qualche giorno fa, l’anno scorso di questi tempi vivevo il mio viaggio di lavoro (allora verso gli USA) come una fuga. La fuga dall’ “Ignoto”. Il mio “Ignoto”. Non nascondo che mi dà noia il fatto di ammettere che ancora oggi, ogni tanto, io pensi a lui, finendo così per riconoscergli, forse, quella sorta per così dire d’eccezionalità, o quanto meno di specificità di cui già s’era vantato con me raccontandomi delle sue passate avventure sentimentali. Tant’è… ‘Sticazzi, no. Forse davvero esistono persone a cui non si può dire di no, e altre che, come me, non possono capacitarsene se non quando le incontrano, le persone che "ce l'hanno solo loro".
Da allora l’ho rivisto, l' "Ignoto". Solo una volta e poi è sparito ancora. Di certo in veste d’ “amico” e presentandomi al suo cospetto del tutto a mio agio; anzi, profondamente immerso nel brodo amaro in cui cuocevo e senza alcuna voglia d’emergerne. Il sapore amarognolo del consommé in cui sguazzavo era dato dal rimorso sapientemente mescolato a un pizzico di dubbio d’aver fatto male a non aver insistito nella sua frequentazione in veste d'amante, che magari davvero le cose sarebbero cambiate in mio favore.
A ogni modo, quel ch’è fatto è fatto. E ancora una volta mi ritrovo a chiedermi se siamo individui che si identificano di più con il Tutto, o di più con il Nulla. Insomma: ‘800, o ‘900? Quale il nostro, il vostro sentire?
E così, anche con l’ “Ignoto” (e benché mi fossi riproposto che con lui proprio non sarebbe capitato) tutto è andato a morire nella solita serie vista e rivista: “Finchè-dura-è-sempre-un-piacere-parlare-con-te-in-virtù-di-quanto-sono-stato-bene…”.
Se non fosse per l’ “Ignoto”, oggi potrei affermare che anche per me, come per la giornalista Linda Kelsey, la formula “Amico dell’ EX” funziona. Infatti anche io mi “trascino” appresso almeno due EX con cui ho tutt'ora un’amicizia rispettosa e senza pretese, due persone senza le quali la mia vita sarebbe molto più misera.

Sapete già che mi riferisco a Mr. T-Fish, di cui vi ho parlato spesso, e a Stella – la stella più luminosa del mio cielo – prima di lui. Entrambi oggi frequentano qualcun altro, e quando me l’hanno detto (o son venuto a saperlo per vie traverse) non nascondo che in principio ho provato un moto di nostalgia, se non d’invidia per essere, io, ancora qui a scrivere un blog piuttosto che andarmene al giro a godermi escursioni romantiche alle cinque terre, o in Versilia. Certo, il fatto che loro siano felici mi riempie di gioia, ma direi una bugia se negassi che vedermi rimpiazzato stabilmente non mi abbia fatto rimanere un po’ con la faccia di legno. Allo stesso modo sarei falso se non dicessi che l’impatto sarebbe stato molto meno doloroso (ummìnni fricàja nénti è meglio?) se fossi riuscito a persuadere l’ “Ignoto” (o chi per lui) a fare lo stesso con il proprio partner scegliendo me.
Giustamente, guardando Simon Cowell con le sue ex, Sinitta e Jackie St Claire; prendendo a esempio il sorriso di Demi Moore e dei suoi ex partner, Ashton Kutcher e Bruce Willis, tutti e tre stretti in un forte abbraccio, e calandosi ancora nei panni di Meryl Streep e Alec Baldwin nel loro ultimo film “It's complicated”, oggi Linda Kelsey ha scritto: «Quelli trascorsi sono stati anni in cui [io e i miei ex] eravamo davvero molto amici. Non voglio buttare via un pezzo della mia vita».

Forse è così. Dall’amicizia con gli EX può venir fuori un sacco di gioia. Basta lasciar raffreddare i sentimenti quanto basta, né troppo e né troppo poco; parlando, applicare i cerotti e gli unguenti necessari per eliminare le ferite risanabili. Non bisognerebbe mai chiudere col passato, quand’è stato un “bel” passato. Già, quando è davvero un “bel” passato.
Più difficile è chiudere col passato quando bello proprio non lo è, eppure si pensa che poteva esserlo.
Strano il mondo: a volte il tuo EX diventa uno dei tuoi migliori amici, altre volte un tuo amico è destinato a diventare presto un tuo EX.
Buon viaggio a chi, come me, è in partenza. Buona permanenza a chi resta.

1 comment:

Anonymous said...

Querido Raff, estimo no cerrarlo para que queden bellos recuerdos pero si no hay que "nadar en el pasado".
Pues si lo cerramos definitivamente, nos queda que hemos desperdiciado años de nuestra vida,y los años perdidos no retornan, en español hay una palabra muy grosera y no me atrevo en el blog.
Tampoco seguir "nadando en el océano del pasado", recuerda que hay una parte de la Biblia que uno de los personajes se transformó en estatua de sal. Es decir que el tiempo pasa y mirar atrás también nos quedamos firmes, mientras pasan personas y oportunidades nuevas. Te mando un superbeso y espero que nos encontremos pronto, ya tengo el tkt. slb