Monday, 28 June 2010

Gay oggi - alcolizzati, grafomani & sessuomani... Insomma nulla di nuovo


Secondo Jonathan Huttner, assistente nella gestione sanitaria di Lakeview, con sede a Jacksonville, in Florida, la popolazione mondiale gay ha seri problemi con le droghe e con l’alcol. Ha scritto addirittura che «la ricerca ha dimostrato che almeno due milioni fra gay e lesbiche fanno abuso di alcol [in effetti, io faccio parte di questi due milioni] e ben il 30 per cento si trova spesso nella condizione di dipendenza da trattamento farmacologico a un certo punto della propria vita, vale a dire che i gay hanno tre volte di più la probabilità di fare una brutta fine rispetto al resto della popolazione. È chiaro a tutti [grassetto mio] che l'abuso di alcol e la tossicodipendenza sono un problema critico all'interno della popolazione gay (mizzichina, vero?). Programmi gay di riabilitazione per problemi di droga e di alcol, nonché di prevenzione per le ricadute, sono attivi in tutto il paese». Secondo Huttner questo fenomeno deriverebbe dalla non accettazione dei gay da parte del resto della popolazione che li ha spesso spinti a rifugiarsi in bar “a tema”, e nei bar, si sa, non si pettinano mica le bambole… o no?
Ancora, secondo Stewart McCloud, fondatore e presidente della "The MEN Bi Network”, e autore dell’articolo “The Spiritual Poverty of the Gay Lifestyle Today!”, i gay che in passato hanno sempre vissuto nascondendosi di fronte alla palese ostilità e alle azioni repressive di molta parte della popolazione etero intollerante (almeno fino ai disordini di Stonewall), col tempo sono passati dal nascondersi nell’armadio a essere dipendenti dai propri circoli, discoteche e festival “a tema”. Ma, soprattutto, secondo McCloud, i gay sono stati a lungo schiavi delle “3B”: bars, baths & bookstores; vale a dire: bagni, bar e librerie. Al di fuori di questi tre ambienti anche se i gay e le lesbiche si cercavano, ebbene, pare proprio che non riuscissero a trovarsi.
«A differenza di molti bisessuali felici, molti gay e le lesbiche, nonostante le grandi città-mecca gay come San Francisco e New York abbiano chiuso molte terme gay, e nonostante i bar gay si siano dimezzati, o siano comunque mezzo vuoti, ecco che continuano ad affollare le librerie e le videoteche pornografiche rendendole più ricche che mai. […] Le cose - in gran parte a causa dell'AIDS - sono cambiate e continuano a cambiare, ma il passaggio dalle "3 B" della comunità omosessuale si è trasformato in un materialismo volgare non appena i più importanti guru del marketing hanno individuato quelle nicchie di consumatori benestanti gay e lesbiche, dedite allo shopping di beni di consumo e usufruitori dei viaggi di lusso».

In effetti, oggi, la stragrande maggioranza delle aziende rileva nell’utenza gay e lesbica due delle fette più grandi di mercato.

In ultimo, TJ Travis, scrittore americano ed “esperto di vita omosessuale”, ricorda lo stereotipo dell’uomo gay come artista per eccellenza, facendo una carrellata di titoli e di nomi di scrittori omosessuali dalle origini a oggi, per concludere che “Scrivere è gay”. Decisamente gay.

Ubriaconi, grafomani e sessuomani, e con le mani bucate - ecco chi sono i gay di oggi.
Io non scherzo se dico che in parte mi ci riconosco.
Mi meraviglia solo che non ci siano etero che non possano riconoscersi in questo ritratto.

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