Tuesday, 15 June 2010

Ricordi meravigliosi

Leggere le lettere di Lewis Carroll è un’esperienza davvero singolare. [1] Più che leggere le sue storie, se possibile.
Raccapricciante per il disagio ch’esse conferiscono in prima battuta per via della natura lampante – secondo me – di documenti comprovanti la sua pedofilia [2], ma anche divertente perché mi ha fatto tornare in mente fantasie e ricordi cui sono molto legato, di quando avevo circa nove anni, ossia quando mio fratello venne al mondo.
Il mio dolce fratello!
Il primo giorno che ci conoscemmo e che i miei genitori mi comunicarono con eccessivo tatto che avremmo condiviso la stessa stanza (forse pensando che l’avrei presa male per via di una probabile, ma mai nutrita gelosia nei suoi confronti e per i miei spazi) sin d’allora, dicevo, giurai a me stesso che avrei fatto di tutto affinché quella pallina cicciosa e sorridente diventasse una persona totalmente diversa da me, il suo fratello maggiore. Mi sentii investito automaticamente di una responsabilità enorme, forse più grande di me, ma mai come allora mi sentii altrettanto deciso nel mio intento. Il nuovo arrivato avrebbe trascorso con me molto tempo e ciò avrebbe significato che avrei avuto di sicuro una qualche influenza nella sua formazione; questo mi fu chiaro già a quell’età. Per questo decisi che avrei stravolto la mia vita pur di fare di lui un individuo "nuovo", cioè così come io avrei voluto essere e già capivo di non poter diventare.
Sicuramente c’era la possibilità che fosse già nato con un’indole opposta alla mia, ma non ne avevo la certezza matematica, quindi avrei dovuto darmi da fare per soffocare qualsiasi indizio di somiglianza caratteriale con il sottoscritto.
Per questo lo presi sulle ginocchia già dai tre anni di età per insegnargli a scrivere e a leggere. Certo, a quell’età non ci riusciva ancora, ma a cinque anni sapeva come riempire un foglio con le cinque lettere che compongono il suo nome. Non m'importava che fosse enormi, l’importante – per me – era che sapesse già chi era. Credo che lui lo ricordi ancora oggi, e mi piace pensare che oltre alla componente di maggioranza rappresentata dalla sua intelligenza innata è anche un po’ merito mio se pochi anni dopo già scriveva in geroglifico. Per lo stesso motivo presi da subito a fargli ascoltare la musica più rock che esistesse, o almeno che io conoscessi; mi addentrai persino nel mondo della musica heavy metal ed elettronica per lui e, come volevasi dimostrare, per abitudine e per spirito d’emulazione, finì per piacergli davvero e (mirabilia!) anch’io scoprii di provare un certo diletto ascoltando melodie, o facendo tante altre cose che non avrei mai detto potessero essere realmente di mio interesse. In poche parole, dedicandomi a lui imparai a conoscere un po’ di più anche me stesso.
Il pensiero che più mi tormentava, però, era: “Ma cosa penserà quando sarà grande, quando avrà tutte le carte in regola per capire che non sono chi ho voluto fargli credere?”.
Già. perché tutti dicevano che prima o poi sarebbe cresciuto, che sarebbe diventato anche lui un ometto. Mio padre ripeteva in continuazione che secondo la misurazione del polso - cioè lo stesso esame che gli aveva predetto che io avrei raggiunto i 197 cm di altezza - lui mi avrebbe superato, che avrebbe superato addirittura i 2 metri!
Eppure, siccome io ero ancora basso e tracagnotto, a tutte queste previsioni non ci credevo mica. Dirò di più: per quanto mi ripetessi che fosse stupido pensarlo, ero convinto che lui non sarebbe mai divenuto un uomo fatto. E forse nemmeno io. Intendo dire che vivevo nella malsana certezza che i bambini non crescessero come volevano darmi a bere i grandi.
In pratica, iniziai a ritenere impossibile il processo dello sviluppo.
“Ma no,” pensavo “è tutta una farsa. Com’è possibile che da un porcellino rinchiuso in una culla si formerà un gigante? Nemmeno io sono cresciuto tanto. Ci deve essere un motivo segreto per cui vogliono convincere i bambini che prima o poi cresceranno, ma non è così”.
Iniziai a considerare seriamente l’ipotesi per cui ci fosse un’età - massimo dieci anni - in cui i bambini venivano sostituiti per direttissima con delle persone adulte; ognuno buttato chissà dove per far posto a una versione più grande, a un uomo o a una donna fatti che somigliassero nel carattere e nella fisionomia al poppante eliminato. Forse anche io sarei stato sostituito di lì a breve…

Per questo ieri sorridevo leggendo le parole di Carroll (di cui, neppure a farlo a posta, qualche mese fa ho regalato a mio fratello una versione in portoghese di “Alice nel paese delle meraviglie”). Carroll si stupiva quando, a distanza di anni, rivedeva le sue “amate” bambine e riscopriva donne complete; le bamboline che aveva fotografato a lungo e su cui aveva fantasticato (forse in maniera malata) non c'erano più.
«Mia cara Birdie» scrisse a una di loro «quello che prova la vecchietta che, dopo, aver dato da mangiare al suo canarino ed essere uscita a fare due passi, torna e trova la gabbia interamente occupata da un tacchino vivo – o il vecchio signore che, dopo aver messo alla catena un piccolo terrier per la notte trova al mattino un ippopotamo che mette a soqquadro il canile – questo provo io, quando, cercando di richiamare il ricordo di una bambinetta che sguazzava nel mare a Sandown, mi imbatto nella stupefacente fotografia dello stesso microcosmo improvvisamente espanso in un’alta giovane, che sarei troppo timido per guardare anche con un cannocchiale».

Un passo che ricorda proprio la storia di Alice dopo che ha mangiato il fungo magico, no?, così come la illustrò per la prima volta Sir John Tenniel.
Oggi mio fratello è un vero uomo, fatto di nozioni d’archeologia e di principi di finanza e di management per me impenetrabili, un colosso, un atleta, che sarà sempre ricercato per queste sue qualità che la natura ha voluto dargli; insomma è davanti a me anni luce per intelletto e per animo e lo ammiro, anche se non glielo dico spesso; ma io, a volte, lo guardo e mi sembra di vedere ancora un simpatico marmocchio capace di ridere fin quasi a perdere il fiato, facendo tremare il passeggino di nylon rosso a righe bianche e, anche se non so cosa pensi di me oggi – o forse ho paura di saperlo –, credo che in certo qual modo, per il bene che gli voglio (non certo per i sacrifici mai fatti per lui) è stato per me il figlio che non avrò mai. Per questo spero di essergli stato utile almeno un poco, così come la mia amata sorella lo è stata per me.
______________________________________________________
[1] Cfr.: “Matto per le bambine” e “The Life and Letters of Lewis Carroll”.
[2] «And now as to the secondary causes which attracted him to children. First, I think children appealed to him because he was pre-eminently a teacher, and he saw in their unspoiled minds the best material for him to work upon. In later years one of his favourite recreations was to lecture at schools on logic; he used to give personal attention to each of his pupils, and one can well imagine with what eager anticipation the children would have looked forward to the visits of a schoolmaster who knew how to make even the dullest subjects interesting and amusing». Stuart Dodgson Collingwood.

4 comments:

Anonymous said...

Ciao Caro,
bellissimo quello che ci hai fatto conoscere. Penso che lui sente che tu sei propiamente "majestuoso, maravilloso".
E non pensare del figlio che ... sempre abbiamo l´opportunità di trovare qualcuno per insegnare sia scrivere cose della vita. Ricorda io non ho figli. Ma ho 3 nipoti ed anche 2 nipoti più (i fidanzati delle mei nipoti). Sempre ho qualcosa d´insegnare e sai? anche loro m´insegnano. o pure uscire, ecc.
Guarda si un giorno un nipotino ti domanda "Zio Raffaello, come si scrive il mio nome"? La vita sempre gira e ci da oportunità. sicuro che loro (tuo fratello e tua sorella) sempre si ricordano di tutto quello che tu hai fatto per loro.
bel bacio silvia

Madavieč'77 said...

Muchas gracias, SIL.
Rf

Anonymous said...

Non capito più così spesso da queste parti, ma capito...e in questo modo, quando racconti di te, dei tuoi fratelli, del vostro straordinario vissuto, mi commuovi sempre...

ciao raff,

Fabio

Madavieč'77 said...

Grazie a entrambi.
Ciao a voi,

=)

Rf