Friday, 16 July 2010

Missmatched - Male assortiti

Non dimenticherò quella puntata di “Will & Grace” in cui Will, dopo tanto tempo, incontra di nuovo il dio nero, quel James interpretato da Taye Diggs, oggi impegnato nella serie televisiva “Private Practice”, ma già frequentatore di “Ally McBeal” e “Grace Anatomy”.
Nello sceneggiato, i due sono attratti l’uno dall’altro sin dalla prima volta che si conoscono. Quindi si perdono di vista, s’inseguono a lungo senza successo e, quando finalmente si ritrovano per puro caso, il secondo (che è canadese) scopre che sta per essere espulso dagli Stati Uniti perché il suo permesso di soggiorno è scaduto.
Will, ch’è il solito romanticone con alle spalle la storia finita male con Mike da cui è uscito distrutto, più una mezza-storia (altrettanto deludente) con Vince, non regge lo stress della situazione. Per questo Grace è disposta a tentare il tutto e per tutto per aiutare il suo amico del cuore e si dice disponibile a sposare James, in modo che possa ottenere la cittadinanza americana e rimanere al fianco di Will.
Anche se nel finale Will sposa Vince con cui ha un figlio di nome Ben, la sua cotta per James non è poi da sottovalutare nell'economia della storia. Quando Grace sposa James, Will è nervoso come fosse lui a sposarlo.
Ancora una volta Grace si dimostra un punto di riferimento per Will, eppure… eppure, la parola che i personaggi pronunciano più spesso nel corso di quella puntata in riferimento alla nuova coppia Will-James è: “Missmatched”. Male assortiti. Lo dice Karen, lo dice Jack, lo dice la stessa Grace.
Male assortiti. Come Woody Allen e Soon-Yi Previn, direbbero alcuni, o come Anna Nicole Smith and J. Howard Marshall, Marilyn Monroe e Arthur Miller, o come “Michael Jackson and Anybody”, come ha scritto la rivista “AskMen UK” qualche tempo fa.
Possono dirci quello che vogliono, possono metterci in guardia, farci mille segnali di fumo coi razzi in stile “Lost”, ma quando siamo presi da qualcuno, quando abbiamo la “toccata”, come la definisce il mio babbo, non ci sono cazzi che tengano, no?
A me questo capita quando ho troppa voglia di innamorarmi. Già. O questo, oppure mi chiudo a riccio e vaffanculo tutti.

Penso ai miei nonni veneti. Lui - un gigante buono. Altissimo, orecchie enormi, braccia lunghe. Lei - una signora Minù senza un dito (se l’era tagliato lavorando “su dal lőc” - così chiamava la montagna di Fadalto oggi attraversata dall’autostrada). L’articolo “il”, li chiamavano alcuni. Eppure… forse erano anche male assortiti, ma state sicuri che sarebbero stati entrambi disposti a tagliarsi via non un dito, bensì tutto il braccio se l'altro ne avesse avuto bisogno.
Quindi: quale il limite di un assortimento cattivo? Davvero l’amore basta a superare tutte le difficoltà? Tanto vale dare credito ai consigli degli amici subito, senza provarci?
Mi consolo pensando spesso che le mie storie passate sono naufragate in un mare di merda proprio perché io e "loro" eravamo davvero “Missmatched”. Altre volte, invece, mi deprimo pensando che chiunque verrà, se messo al mio fianco, sarà come un calzino a pointe accoppiato a un pedalino a righe, una principessa con un ranocchio, un bassotto con un alano...
Sperando nell’arrivo tempestivo del momento di un buon “matching”, vi saluto.

2 comments:

vic said...

biii...e questo rigurgito di autocommiserazione da dove nasce???

Madavieč'77 said...

=)