Tuesday, 20 July 2010

Né settimo, né dodicesimo - La crisi in agguato


Ancora, a proposito di “piscivrachetta” e, più in generale, della forza di resistere all’interno di una relazione che inizia a starci stretta; a proposito di ciò che alcuni identificano come il “non mollare” e altri come il “tenerci”, ecco che qualche tempo fa è uscito sul “Daily” un articolo di Steve Doughty dal titolo “Forget the seven-year itch, the real test comes at TWELVE years”. La crisi del settimo anno non esisterebbe più. Insomma che, così come s’è allungata l’aspettativa di vita, così come molti di noi trentenni (ma anche quarantenni) in fondo ci sentiamo (e siamo) adolescenti, anche le fasi dell’amore avrebbero subito una sorta di dilatazione temporale. Oggigiorno ogni rapporto identificherebbe il proprio momento cruciale nel dodicesimo anno.
Una ricerca avrebbe rivelato che il momento di una relazione in cui l’amore cede il passo alla disillusione e alla delusione, ossia la più grande minaccia per i matrimoni moderni proviene dal «prurito del dodicesimo anno».
Personalmente vorrei congratularmi, in verità, con chi elabora una decisione di divorzio “solo” dopo dodici anni di matrimonio. Forse in UK le cose funzionano diversamente, ma giuro che, eccetto che in rarissimi casi, le coppie che conosco io si sono separate non al settimo, nemmeno al dodicesimo, bensì - al massimo – dopo il secondo anno di convivenza e/o matrimonio. Insomma che lo studio britannico secondo me è molto ottimistico.
A ogni modo, stando all’articolo di Steve Doughty «negli ultimi due anni i matrimoni hanno molta più probabilità di fallire dopo il dodicesimo anno». Lo avrebbe rivelato per l’appunto lo studio del gruppo “Grant Thornton”. «L'infedeltà è ancora la causa di oltre un quarto dei divorzi. Il prurito del settimo anno - o la teoria secondo la quale l'adulterio diventa irresistibile dopo sette anni di matrimonio - ha preso il nome dal film 1950 interpretato da Marilyn Monroe. […] Sally Longworth del “Forensic Grant Thornton e Servizi di ricerca” ha dichiarato: « È impossibile dare qualsiasi fondamento scientifico al perché alcuni matrimoni hanno successo e altri falliscono».
Lo credo bene.
In base alla mia breve, ma intensa esperienza di amante (non sempre, certo, ma spesso) “involontario” posso contribuire alla ricerca scrivendo che i matrimoni, o più in generale le relazioni che durano sono quelle in cui uno dei due all’interno della coppia ignora di essere stato tradito. Quelle che scoppiano sono più semplicemente quelle in cui il traditore decide di confessare.
Che lo stesso traditore confessi per questioni di rimorso, oppure per un rigurgito di insperata onestà è un’altra storia e non l’analizziamo oggi. Ci sono poi le coppie che a fronte di una confessione non scoppiano affatto, ma anche questo è un altro capitolo.
A ogni modo, ve lo dico io: né settimo, né dodicesimo anno. La crisi mettetela in conto sempre, anche dopo due giorni, e vivrete meglio. Almeno non rimarrete delusi.

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