Monday, 26 July 2010

Non sotto il cavolo e l'"evoluzione divergente"

Credo abbiate letto l’articolo di Alberoni uscito oggi sul “Corriere”, ne?
La gente non può fare a meno di parlarne. Proprio ieri ho sentito anche un servizio radiofonico della "BBC" sulla caterva di matrimoni che falliscono in Italia, e le teorie sulle cause sono sempre le più disparate.
Ricordate il post dello scorso 20 luglio? Riguardo alla crisi del dodicesimo anno, avevo azzardato l’ipotesi per cui: «Così come s’è allungata l’aspettativa di vita, così come molti di noi trentenni (ma anche quarantenni) in fondo ci sentiamo (e siamo) adolescenti, anche le fasi dell’amore avrebbero subito una sorta di dilatazione temporale».


E oggi Alberoni conferma effettivamente «un enorme prolungamento della vita erotico- amorosa», nonché l’esistenza di un vero e proprio ciclo dell’amore, costituito di tre fasi intervallate da «periodi di ricerca» e che illustra come segue:
«A tredici-quattordici anni gli adolescenti hanno i loro primi amori erotici. Sono amori brevi che si rompono dalla prima difficoltà. […] Allora segue un’altra fase di ricerca, con diversi amori. Poi, verso i trent’anni, di solito c’e un terzo ciclo amoroso con un nuovo grande innamoramento, il matrimonio (o la convivenza) e i figli […]. La coppia, dopo dieci-quindici anni, diventa instabile. Entrambi diventano disponibili a un nuovo amore o perlomeno ad una nuova esperienza, spesso con un partner più giovane. E può esserci un nuovo ciclo più tardi verso i sessant’anni e anche oltre perché nel corso del tempo i coniugi sono cambiati, hanno sviluppato nuovi gusti, nuovi interessi. È quella che si chiama l’evoluzione divergente».
Tutto è scritto, quindi. E sia ben chiaro che adesso mi spetta un amore che duri almeno dieci-quindici anni.
In realtà, ricordo anche uno dei primi libri che lessi di Alberoni (mi pare fosse “Innamoramento e amore”, ed. Garzanti) in cui il sociologo spiegava che l’innamoramento è solo frutto della coincidenza dei tempi. Cioè che due persone s’innamorano quando s’incontrano proprio nel momento della propria vita in cui sono entrambe ben disposte all’amore, in cui hanno una voglia matta di amare, ma che poi l’amore vero e proprio è tutt’altra storia perché c’è sempre il rischio che una delle due veda deluse le proprie aspettative dall’altra che non risponde mica poi tanto all’idea dell’amore che la prima si era prefigurata.


Sono tutte favole, come dicono alcuni? O è possibile aggirare questa "evoluzione divergente"? Secondo Alberoni «se vogliamo capire qualcosa del matrimonio e del divorzio dobbiamo capire i cicli amorosi, con le loro fasi di ricerca, di innamoramento e di stanchezza. E [...] conoscendo meglio l’amore si possano evitare gli errori che lo avvelenano per conservarlo ardente a lungo».
E a proposito di favole, vi lascio con una chicca.
Ce n’era una che mia madre raccontava sempre a me e a mia sorella per spiegarci come nascono i bambini, come i cavoli e le cicogne non c’entrassero proprio nulla col fratellino che stava per arrivare in quel lontano Ottantacinque.
Il libro s’intitolava “Non sotto il cavolo”. Ne ricordo ancora la copertina di cartoncino rigido verde.
Oggi, invece, i bambini si trovano nelle “paddotte” (o nei “sacrinischi” che dir si voglia), insomma nelle angurie.
Già. Guardate questo videoclip. Dura 35 secondi ed è stato già visualizzato 454.000 volte.
A volte ci sono favole davvero simpatiche.

2 comments:

Longobarda ControVento said...

l'amore è frutto del caso, di coincidenze, poi nel tempo si può trasformare, crescere o finire, anche se non penso che sia il tempo a conferire maggior valore al sentimento

Anonymous said...

Anche io credo che non sia il tempo a conferire maggior valore al sentimento.... l'amore a volte è così intenso già all'inizio di un rapparto.....
Alberoni dal canto suo cerca di spiegare scientificamente l'amore.... ma se lo si potesse veramente codificare ed incasellare....perderebbe tutta la sua MAGIA.... l'amore è bello anche perchè porta con se il suo mistero.... Mark