Wednesday, 14 July 2010

Parla con me (sì, ma di cosa?)

Una difficoltà che non mi s’è presentata assolutamente durante quest’ultimo viaggio in Russia è stata quella di ritrovarmi coinvolto inaspettatamente in una conversazione incentrata su un argomento di cui non so praticamente nulla. E vi garantisco che non ci vuol molto a mettermi in difficoltà.
Avete presente di cosa parlo, no? Sarà successo anche a voi di andare a una festa, o a una di quelle famose pizzate in cui vi siete trovati a parlare con una persona conosciuta da poco e la conversazione è andata a gonfie vele finché, paf!, ecco che dall’altra parte è stato introdotto un argomento del tutto ignoto, o peggio ancora si è esaurito qualsiasi argomento di conversazione!
Beh che, il sito di “Lava Life” informa che gli autori David Matalon e Chris Woolsey hanno pronta per noi la cura contro i silenzi imbarazzanti. Si tratta di un libro, una vera e propria guida, una sorta di bigino per conversazioni da feste e altri eventi mondani: un compendio di tutto ciò che bisognerebbe sapere, dallo Sputnik al vaiolo, a Marie Curie e a Mao.
Ricordo che “DS”, il mio ultimo boyfriend, simpaticissimo e molto sveglio, comprò un libricino simile in vista della serata di capodanno che aveva accettato di trascorrere con me e i miei amici. Quando sentì che a tavola saremmo stati io, lui e tre o quattro insegnanti, si sentì così in soggezione da temere di fare una brutta figura. Per questo pensò di prepararsi in anticipo. La cosa mi fece sorridere non poco, anche perché sono convinto che chi è sveglio come il buon “DS”, chi come lui è abituato a lavorare duramente e conosce in modo discreto i fatti della vita, non rimane mai a “bocca asciutta”. Anche se si approda sulle sponde di un argomento ignoto, alcune persone hanno il dono di dirottare il discorso con nonchalance, o comunque hanno sempre la risposta pronta.

Il libro di Matalon è nato – dice l’autore – dopo aver assistito a situazioni imbarazzanti nel corso di feste aziendali e simili, in cui la gente di ogni età e sesso a cui parlò del suo progetto editoriale, ridendo ammise: «Oh mio Dio, ho bisogno di questo libro!».
«Alla fine della giornata, il libro non rende un genio chi lo legge, ma dà la fiducia necessaria per affrontare qualsiasi tipo di conversazione» ha detto Matalon a “Lava Life”.
Ciò che ho notato ultimamente, invece, è che – correggetemi se sbaglio –le conversazioni si concentrano sempre più intorno agli universi del sesso e del cibo. E questo indipendentemente dal contesto in cui ci si trova. È come se la gente avesse meno pudore nell’affrontare taluni argomenti, anche durante un meeting di lavoro (certo, mi riferisco al sesso e non al cibo). Anzi che, spesso, ho avuto l’impressione che il tema sessuale è quello prediletto, forse con la convinzione di chi lo intraprende che serva a stabilire una maggiore confidenza con il proprio interlocutore, quindi una maggiore fiducia, arma utilissima quando si giunge al momento della chiusura di un eventuale contratto.
Credo che trattare certi argomenti con una persona che non si conosce affatto sia alquanto pericoloso, non solo in ambito lavorativo come si può immaginare, ma anche quando si conosce inaspettatamente qualcuno che scopriamo interessarci in un senso diverso…. Le simpatie e antipatie del nostro interlocutore sono sempre un mistero e possono metterci nei guai, al contrario di quali che siano le nostre convinzioni in merito.
Ma esistono degli argomenti di conversazione che possono condurre a una serata di sesso non programmata? Io non lo so di certo, dato che m’è andata sempre male. Ma c’è chi dice che parlare dei cibi preferiti e dei propri hobby aiuti molto.
Quindi tutto si riconduce sempre e solo a questi due poli?
Ricordo un detto che mio padre mi ha ripetuto spesso in questi anni: «Si lavora e si fatica per la trippa e per la fica».
Effettivamente…

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