Saturday, 10 July 2010

Sankt Peterburg




Non saprei come spiegarlo. E' un fenomeno che finora mi e' capitato solo un'altra volta e, precisamente, quando sono tornato a Roma a distanza di due anni dalla laurea. Ricordo che discendendo la strada che parte dal quirinale e ritrovandomi di fronte alla fontana di Trevi - uno, due, tre... Singulto, gli occhi pieni di lacrime. Ho pianto. Allo stesso modo oggi, qui a San Pietroburgo, mentre il pullman s'incuneava adagio nel parcheggio, ho risentito quel nodo alla gola e appena messo piede sull'isola Vassilevskij, appena ho alzato lo sguardo alla facciata verde e bianca del "Palazzo d'Inverno", imponente al di la' della Neva increspata... Giu' con le lacrime! E quindi giu' con gli occhiali da sole, naturalmente (perche' "A lady is a lady!"). Meschino, che vergogna... Ma ribadisco: capita di botto. Nessun preavviso. A questo punto potrei prendere in prestito le parole di Gertrud dell'omonima opera di C.T. Dryer e, sostituendo quell'unica parola "amore", scrivere: "L'unica cosa che so e' che (San Pietroburgo) ha posto i suoi artigli su di me".
La citta' e' cresciuta. La citta' e' cambiata, come sono cambiato io del resto. Nel bene e nel male. Ma nessuno dei due, forse, e' del tutto stravolto.
Prima che me lo chiedano, posso dire agli "addetti ai lavori" che ora si', anche a San Pietroburgo ci sono locali gay. Coppie di lesbiche stupende passeggiano lungo Nevskij Prospekt all'inseguimento di un paio di scarpe all'ultimo grido, piuttosto che del famigerato "cappotto" gogoliano; o forse solo alla ricerca di un po' di svago. Non so se due settimane fa qui ha sfilato anche il pride , ma so di certo che la citta' e' tappezzata di manifesti che hanno reclamizzato l'8 luglio come giornata della famiglia, dell'amore e "vernoe", ossia "giusta", "esatta" (il sostantivo "vernost' " vuol dire appunto "esattezza", "fedelta' " - sott. "principom", ai principi).
Le notti bianche non sono più solo bianche, ma di mille luci e colori, lingue, sapori e griffe. Certo, anche la lingua s'e' data una rinfrescata, ma ancora un paio di giorni e tornero' in carreggiata.
Se capiterete qui a breve, poi, vi consiglio di fare un salto per cena al "Karova bar" ("La vacca bar") in via Karavannaja (delle carovane), oppure al "Masha i medved'" nella strada parallela proseguendo verso l'ammiragliato.
Scorre l'acqua nel canale Gribaedov, sempre un po' a fatica quando il vento di Finlandia la ributta dentro, facendola apparire come un nastro di seta verdastro e trapuntato di frammenti di sole taglienti e liquidi. Finche' non appare l'ennesima nuvola scura che spezza l'incantesimo.
Do svidanija.
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(Questa tastiera russa mi crea un po' di problemi. Scusate se ci sono piu' errori del solito. Spero di esssere riuscito a postare le foto di una serie di sculture di "Amore e Psiche" del Canova scattate per voi, cosi' come quella di Picasso in mostra all'Ermitage e, naturalmente, dei miei beneamati "Atlanti". Prometto che recuperero' presto).

2 comments:

Anonymous said...

Ciao Caro tutto bene?
Ma dove sei? Sei a St. Petersburgo per lavoro?
Parto il 14 arriverò a Roma il 15/7. Parto da Roma il 8/8 arriverò il 9/8 a B.A.
Non so ti troverò.

Ahh! Abbiamo passato un bruto momento in famiglia, ma Thanks God, tutto gia ha passato. per poco non viaggiavo
bacio slb

Guarda questa canzone, lei ha morto l´anno scorso e facceva gl´anni 9/luglio

Todo Cambia (Mercedes Sosa)
Cambia lo superficial
Cambia también lo profundo
Cambia el modo de pensar
Cambia todo en este mundo

Cambia el clima con los años
Cambia el pastor su rebaño
Y así como todo cambia
Que yo cambie no es extraño

Cambia el mas fino brillante
De mano en mano su brillo
Cambia el nido el pajarillo
Cambia el sentir un amante

Cambia el rumbo el caminante
Aúnque esto le cause daño
Y así como todo cambia
Que yo cambie no es extraño

Cambia todo cambia

Cambia el sol en su carrera
Cuando la noche subsiste
Cambia la planta y se viste
De verde en la primavera

Cambia el pelaje la fiera
Cambia el cabello el anciano
Y así como todo cambia
Que yo cambie no es extraño

Pero no cambia mi amor
Por mas lejo que me encuentre
Ni el recuerdo ni el dolor
De mi pueblo y de mi gente

Lo que cambió ayer
Tendrá que cambiar mañana
Así como cambio yo
En esta tierra lejana

Cambia todo cambia

Pero no cambia mi amor...

vic said...

Evvai Raff, quelle lacrime lì sono un segno incontrovertibile! Hai trovato la "tua" casa2!