Friday, 23 July 2010

Sess-austo

Il titolo del post di oggi lo prendo in prestito da un vecchio articolo del “SheThought.com” riferito sì a tutt’altro tema, ma che rende comunque bene l’idea dell’argomento che tratteremo – il sesso, tanto per cambiare, ma “preso” da una diversa angolazione. Lo “Urban dictionary” spiega riguardo all'essere "Sex-hausted": «State of exhaustion due to copious amounts of sexual activity. Other spelling: s-exhausted sex-hausted s-xhausted. I.e.: “I can't make it out tonight; I'm sexhausted.”».
E se non fossimo più noi a decidere se farlo o no?

Non è che anche voi, come me, vi sentite continuamente assonnati, vi svegliate al mattino già stanchi, tanto che quando arriva il venerdì vi commuovete per la felicità? Beh, sapete cosa c’è? C’è che forse anche voi soffrite di un particolare disturbo del sonno, una forma di “parasomnia”.
Ne ho letto per caso, mentre cercavo qua e là a cosa fossero riconducibili i sintomi di una delle tante malattie da cui pretendo d’essere affetto in qualità di membro della Generazione X(anax).
Il fenomeno in questione si chiama nello specifico “sessomnia” (o “sexsomnia”). Compare nella classificazione internazionale dei disturbi del sonno e può aver luogo nel corso di un episodio di sonnambulismo.

Ha scritto Roni Caryn Rabin del “The New York Times”: «Lo studio, che non è ancora stato pubblicato, è tra i primi tentativi di quantificare la presenza del fenomeno sexsomnia nei pazienti con disturbi del sonno. (Un estratto doveva essere presentato Lunedi [leggi: 05 luglio 2010] a San Antonio, all’evento “Sleep 2010”, la riunione annuale dello “Associated Professional Sleep Societies”). L'autore, Sharon A. Chung, un ricercatore dello “Sleep Laboratory” presso il “Toronto Western Hospital”, dice che i problemi comportamentali si verificano quando s’interrompe il normale ciclo del sonno. "Di notte si suppone che si dorma", ha detto in un'intervista. "Qualsiasi cosa ti impedisce di dormire la notte è un male”».

Attenzione, non parliamo di semplici polluzioni notturne, né di quello stato serafico fra il sonno e la veglia per cui ci si attacca nel cuore della notte a chi ci sta di fianco, stile yorkshire in calore della signora al secondo piano, ma parliamo di quella gente che soffre di una variante di sonnambulismo, proprio come chi parla nel sonno (o che, come me, grida nel sonno). Infatti, una persona su dodici con disturbi del sonno ha riferito di aver avuto veri e propri rapporti sessuali mentre dormiva. 832 pazienti si sarebbero rivolti al centro del sonno di Toronto e, di questi, 63 avrebbero segnalato di aver fatto sesso (o anche altre attività sessuali, come la masturbazione) mentre dormivano, quindi in uno stato d’incoscienza. E in effetti si è riscontrato che, o da soli o in compagnia, chi è malato di sexsomnia vive il sonno in uno stato costante di semi-eccitazione che lo porta a sfogarsi.
Io potrei rientrare nella categoria iscritta fra parentesi. Voi?
Anche voi vi svegliate “sess-austi”, o vi definireste più "sess-auriti"?

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