Tuesday, 13 July 2010

Studenti gay all'estero

(Nella foto "Amore e Psiche", museo dell' Ermitage)
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Chissà come sarebbero andate le cose se anche ai miei tempi, quando venni a studiare allo Smol’nyj, ci fossero stati dei locali gay; oppure se i ragazzi - compreso me - fossero stati più propensi a manifestare la loro omosessualità (in realtà, mi domando lo stesso in merito alla mia adolescenza in Calabria). Di certo sarebbe stata tutt’altra cosa se avessi avuto il sostegno di un gruppo come il “S.I.G. Rainbow” (Special Interest Group). Esso è composto da diversi membri della NAFSA (Association of International Educators) i cui obiettivi sono quelli di consigliare gli studenti di tutte le nazionalità sui loro studi all'estero (studenti gay, lesbiche, bisessuali o transgender); di sostenere i professionisti gay, lesbiche, bisessuali e transgender in materia d’istruzione internazionale in modo da combattere l'omofobia, eterosessismo e la transfobia.
«Nessun pregiudizio circa l'orientamento sessuale di un individuo deve compromettere la sua partecipazione al S.I.G.».
Il sito del S.I.G. chiede agli utenti di selezionare una delle tre categorie indicate sulla home page (studenti, International Educators, o Rainbow Sig Members) per avere maggiori informazioni.
Se date un’occhiata al sito web del S.I.G. si capisce come esso cerchi d’individuare tutte le informazioni, i link e le risorse utili alla comunità internazionale degli studenti gay, lesbiche, bisessuali e transgender in modo da fornire una guida che possa essere d’aiuto a tutti coloro che vogliono comprendere meglio i vantaggi e le sfide della cultura in cui si andrà a studiare, quindi a vivere. Il S.I.G. parte dalla convinzione che essere informati su come la propria identità sessuale influirà sulle relazioni con le persone dei paesi dove si andrà a studiare permette di avere un’esperienza gratificante e sicura.
Peter Voeller ha riportato per il S.I.G. una vera “Storia di sucesso Gay”:
«Un paio d’anni fa» recita il testo «abbiamo avuto un giovane studente che dalla Russia è venuto a studiare qui [in USA, n.d.r.] per un trimestre. L’inglese non era il suo punto forte e non tornò a lezione il trimestre successivo. Continuai a sentir parlare di lui nel corso dei mesi, dei suoi contatti con la mafia russa in città, di lavori illegali, di una vita condotta interamente in aeroporto […]. Poi un giorno venne qui accompagnato da uomo più anziano di lui, con cui viveva, e annunciò di voler avviare una causa legale per ottenere la cittadinanza americana, una sorta d’asilo politico per via del suo orientamento sessuale. Di fronte a questa notizia spalancai gli occhi in quanto non avevo idea che potesse essere gay. Gli diedi le informazioni che avevo sui diritti delle Lesbiche e dei Gay Immigrati [Lesbian and Gay Immigration Rights Task Force] e i nomi di alcuni avvocati disposti ad accettare il suo caso. Nel corso dei mesi successivi fui in grado di aiutarlo ottenendo dalla sua famiglia una lettera in inglese da usare in tribunale e trovandogli un traduttore che potesse aiutarlo durante il processo. La famiglia ha sofferto molto per via della questione dell’orientamento sessuale del figlio. Suo nonno ha avuto un attacco di cuore dopo essere stato picchiato e suo padre ha perso un occhio, anche lui in un pestaggio. La loro casa era perennemente ricoperta di feci e graffiti dai toni omofobici. Sembra che la famiglia l’avesse mandato negli Stati Uniti come estrema ratio, confidando nel fatto che qui avrebbe trovato una nuova vita. Lo studente s’era ritrovato, quindi, in un paese ignoto e immischiato in un paio di brutti giri, per questo alla fine s'era convinto a chiedermi aiuto trovandogli frequentazioni più sicure».
Insomma che Voeller ha indirizzato questo giovane russo che, col passare del tempo, s’è sistemato e ha trovato l’amore. Una storia a lieto fine che s’è conclusa con un’udienza da cui s’è evinto che non dovrebbero esserci problemi a ottenere la cittadinanza statunitense, e ancora con la manifestazione a Seattle a sostegno dei diritti dei gay immigrati; a giugno con il Gay Pride in compagnia del suo nuovo partner; e nel mese di luglio con la cerimonia della loro unione civile. Voeller è stato uno dei testimoni di questa unione insieme con il proprio compagno.
Nota: prendere esempio.

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