Friday, 17 September 2010

AIDSud - Seconda parte

Come siamo messi davvero al sud?
Non è che anche in questo caso il nostro sud rimane indietro e non lo sappiamo, oppure esiste una maggiore consapevolezza di fatto? Beh che, l’incidenza parrebbe essere davvero mediamente più bassa in Calabria, ben sotto la soglia della Basilicata, tanto per dirne una. La maggior parte dei malati sono sempre eterosessuali tra i 30 e i 34 anni, fra cui davvero pochi sono i tossicodipendenti. Basti pensare che secondo le ultime ricerche (reperibili ovunque on-line) la proporzione di malati tossicodipendenti era dell’8,6% nel 2008, mentre quella di malati che hanno contratto il virus per via sessuale (sia eterosessuale che omosessuale) è del 74%, (ma «con un particolare aumento di contagio tra eterosessuali»).
Da non perdere di vista è il fatto che, nonostante dicano che in Italia si stia verificando una diminuzione dell'incidenza della malattia e della mortalità («probabilmente dovuta all'efficacia della terapia antiretrovirale combinata, grazie alla quale è aumentato il numero di persone - a oggi più di 21mila - che sopravvivono con una diagnosi di AIDS, mentre il numero stimato di persone sieropositive viventi - ovvero sia quelle con malattia conclamata sia quelle solo infette - è di 140.000-150.000), l’Italia risulti un «paese moroso, negligente scientificamente, in contrasto con Ue e desaparecidos. Un caso a livello internazionale e anche europeo» perché non mantiene le proprie promesse nei confronti del Fondo Globale per la Lotta all’AIDS, alla malaria e Tbc, come è risultato lo scorso luglio a Vienna, in occasione della conferenza internazionale sull’AIDS».
E intanto c’è chi ci lucra sopra... Come si suol dire: «Dove c’è un’opportunità c’è sempre un opportunista». E così appaiono on-line gli “HIV Home-test”, ossia «test dell’Hiv (nel linguaggio comune: test dell’AIDS) certificati ed ammessi sul mercato americano che ora possono ora essere ordinati anche dalla Germania». Bisogna solo stare attenti al fatto che molti dei test antigene in circolazione non hanno il certificato CE e quindi non potrebbero essere distribuiti in Europa.
Succo della storia: ho scomodato un po’ di gente per saperne un po' di più...
[Fine seconda parte]

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