Monday, 18 October 2010

Il Piano B

Durante il corso dedicato alle tecniche di commercio con l’Europa dell’Est che ho frequentato qualche hanno fa è stata la prima cosa che mi hanno insegnato: come redigere un business plan.
Bisogna sempre avere un piano, cari miei. E, forse, solo uno non basta.
Mai sentito parlare del “Piano B”? Il famoso Piano B!
Se ne sente in ogni film americano che si rispetti, ma viene spesso fuori anche a proposito della realtà economica e militare del nostro Paese.
Un Piano B ci vuole sempre.
Nel mio caso, a dire il vero, sarebbe sufficiente avere un piano. Anzi che, più che sufficiente sarebbe una grande cosa. La mia salvezza. Ma il mio caso è un’eccezione. Si sa che io procedo allo sbando.
A parte ciò, alcuni sostengono che ideare un Piano B è indice di insicurezza nelle proprie capacità, perché vuol dire che si pensa già in partenza che il Piano A perda acqua da qualche parte.
Il Piano B infatti lo mettiamo in atto quando siamo accerchiati, quando ci sentiamo i fucili puntati addosso e iniziamo a scrutare il cielo sopra noi nella speranza che i rinforzi vengano a salvarci, magari con un mega elicottero. Un po’ alla Rambo, ecco.
Per altri invece avere un Piano B significa solo essere previdenti, in modo, appunto, da non morire schiacciati da un calcolo azzardato.
Mmh… Il Piano B!
Chi decide di cambiare partner di solito ne ha uno (detto a volte “secondo fine”), come ce l’ha chi decide di cambiare lavoro, o città. I cambiamenti in generale, forse, ne implicano uno. Ma ci sono volte che i cambiamenti ci colgono alla sprovvista; quando, cioè, un Piano B non abbiamo fatto in tempo a redigerlo, anzi che non pensavamo proprio di dovere averne bisogno.
Che fare in quel caso?
Il Businessweek prende ad esempio i funzionari e gli esperti cileni che dallo scorso cinque agosto avevano perso ogni traccia dei trentatré minatori intrappolati a 2300 piedi sotto terra, in una miniera di rame.
Da quel momento sono stati elaborati ben tre piani per liberarli: A, B e C. E sapete quale fra i tre è stato quello che lo scorso nove ottobre ha portato in salvo i minatori?
Manco a dirlo: il B! Quello che prevedeva l’impiego di una trivella speciale ideata da una società della Pennsylvania che ha impiegato un sistema di martellamento mai usato prima nell’industria mineraria cilena.
Pare che questa tragica esperienza di “pre-morte” – come l’ha definita il giornalista Arezu Ingle – abbia molto da insegnare ai dirigenti d’azienda di tutto il mondo, come del resto è accaduto già con esperienze simili negli ultimi due anni.
Collaborazione e concentrazione, focalizzarsi sull’obiettivo – solo così si esce vivi dal dannato tunnel buio in cui potrebbe capitarci di rimanere bloccati.
Pensare e organizzare in continuazione, perché potrebbe essere proprio il Piano B l’unico a salvarci, la chiave per la salvezza.

3 comments:

Anonymous said...

Ciao Raff,
tutto bene? scrivo in spagnolo, ho tante idee che forse si perdono.
Siempre pienso más en el plan B que en el A, si me preguntas porque no lo se.
Es como en computación al hacer un software utilizas la orden "IF", si no haces eso, harás otra cosa.
Para los planes A y B, siempre utilizo algo que estudié cuando me enseñaron "software", es la "diagramación lógica", la has utilizado alguna vez? me ayuda muchisimo
besos silvia

Madavieč'77 said...

Hola Silvia, como ya he dicho: yo no tengo un plan que sí!
Pero ahora con su teoria de la diagramaciòn logica... estoy muy intrigado. Me la explique?

=)
Rf

Anonymous said...

Hola Raff,
espero que hoy te escribiré sobre la diagramación lógica con un ejemplo, baci Sirviuzza