Saturday, 27 November 2010

Mr. Hoover e il partito delle scope

Mi è capitata questa sfortuna:
la mia aspirapolvere è morta. S’è tuffata sul pavimento e poi più nulla... Nessun ruggito, nessun polverone. E' successo già una settimana fa e non ho avuto ancora il tempo di portarla al centro assistenza sicché il tappeto della sala è abitato già da nuove forme di vita.
Ma come facevano le nostre nonne?
L'ho sbattuto, il tappeto, e l’ho spazzato con quella specie di scopa di ferro che lo raschia a fondo e lo pettina ben bene. Ma dopo aver spostato lo zimmo sul parquet mi sono chiesto: e mo, come si raccoglie? Provarci con la paletta è praticamente inutile, e non mi pare neppure il caso di mettermi lì a succhiare la sporcizia con la bocca per sputarla nel secchio dell’immondizia (come farebbero i temerari dei documentari di “National Geographic Channel” con il veleno dei serpenti.
Insomma, stamattina mi sono diretto alla bottega che ricordavo esserci a qualche isolato da qui, dove già una volta mi avevano rimesso in sesto il ferro da stiro, ma al suo posto ho ritrovato un negozio di abbigliamento cinese. Allora ho chiesto alla giornalaia sulla stessa strada se conoscesse un qualche altro centro assistenza per elettrodomestici con tendenze sucide e lei, gentilissima, mi ha indirizzato “un po’ più in là”.
Con l’aspirapolvere in braccio (non è neppure così leggera come si può credere, soprattutto se te la scarrozzi per cinque piani a piedi e per circa un altro chilometro) mi sono rimesso in cammino.
Quando orami sarei dovuto essere arrivato, l’ho poggiata in terra e, ancora con le mani ghiacciate a forma di pugno, mi sono guardato intorno ma non ho scorto nessuna attività commerciale, eccetto che… un altro negozio cinese di abbigliamento.
Sconfortato me ne sono tornato a casa e ho cercato il numero di telefono dello spaccio dove due settimane fa comprai un paio di scatole di sacchetti di ricambio per il cadavere che intanto mi fissava triste dall’ingresso. Ho chiesto al commerciante se potesse indicarmi lui un centro di assistenza e, miracolo, mi ha detto: «Portala qui!».
Com’è possibile che non ci sia quasi più nessuno che sappia mettere a posto gli elettrodomestici e che, ogni volta che si rompe il ferro da stiro o il frullatore, la prima cosa che ti senti dire è: «Ti conviene comprarne uno nuovo?»
Perché le cose si rompono e soprattutto: come farò nei prossimi giorni senza la mia aspirapolvere, non solo a pulire, ma più che altro a mettere in scena il mio pezzo migliore, quello della casalinga vogliosa che si china per tutta casa a 90°, affaticata ma sorridente, nella speranza di provocare il suo uomo?
Ultimo dubbio: ma i cinesi, oltre a mangiare i bambini, i cani e i serpenti (oltre agli involtini primavera), non è che si nutrono anche di vecchi bottegai, che sono spariti tutti?
E' così che mi sono dovuto convertire temporaneamente al partito delle scope.

Wednesday, 24 November 2010

Il dramma Bucita

Già l’otto gennaio scorso la giunta comunale del nostro paese si era espressa chiaramente:

«Premesso:
che l’atteggiamento responsabile tenuto dal Comune di Rossano in materia di impianti di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti solidi urbani deve essere considerato esemplare quanto irreprensibile, per la condotta coerente sempre tenuta dal Sindaco e dall’Amministrazione Comunale;
Che tanto risulta dalla sottoscrizione, avvenuta in data 05/10/2008 presso Catanzaro, di un protocollo d’intesa che prevedeva, fra l’altro, la corretta messa in esercizio dell’impianto di trattamento RU e la realizzazione di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili a fronte del consenso all’abbancamento provvisorio presso Bucita dei rifiuti provenienti da altre zone della Calabria. Che tale atto di responsabilità e solidarietà ha comportato una difficile opera di mediazione con le popolazioni interessate di Amica e zone limitrofe, le quali hanno civilmente e responsabilmente sopportato disagi inenarrabili dimostrando sensibilità rispetto ad una problematica che interagisce grandemente con la salute;
Che a fronte di tale coerente ed esemplare comportamento ha corrisposto un atteggiamento di chiusura da parte del Commissario Straordinario per il superamento della criticità ambientale nella Regione Calabria, dottor G. Sottile, nominato dal Governo Nazionale, il quale, contravvenendo agli impegni assunti solo due mesi prima, con ordinanza commissariale n. 7533 del 9.12.08, disponeva il conferimento degli scarti e FOS prodotti dagli impianti del sistema Calabria Sud nella discarica di servizio di Rossano;
Che tale indefinibile posizione, oltremodo vessatoria, ha provocato danni materiali, ambientali e di immagine alla nostra città, con centinaia di camion olezzanti che hanno percorso e percorrono quotidianamente la E 90 e la strada di collegamento che attraversa il centro abitato di contrada Amica, per altro indebitamente e dannosamente accelerando l’esaurimento della discarica; Che nonostante i ripetuti inviti, le proteste, le riunioni, volti ad interrompere questa spirale mortificante, lesiva degli interessi dei cittadini di Amica, zone limitrofe e dell’intera Rossano, si è riscontrata una chiusura netta quanto intollerabile;
Che in questi giorni si è appreso che la società che gestisce l’impianto ha presentato una proposta di riprofilatura della discarica, che consisterebbe in un potenziamento perimetrale della discarica ed in un innalzamento degli argini della stessa;
Che tale operazione, di fatto, significherebbe un ampliamento dell’impianto e riproporrebbe, per la prossima stagione estiva, tutti i disagi ora evidenziati, consistenti nel traffico veicolare, nel cattivo odore ed in ogni altro annesso inconveniente igienico- sanitario;
Che una tale decisione trova la ferma e determinata opposizione dell’esecutivo municipale, oltre che dei cittadini residenti in C.da Amica e zone limitrofe, soprattutto perché il Sindaco e l’Amministrazione Comunale avevano, unitamente ai 35 Comuni del Consorzio che utilizzavano originariamente Bucita, in via esclusiva, allertato il Commissario Sottile circa la necessità di interrompere l’invio di rifiuti di altri Comuni, per evitare l’anticipato e rapido esaurimento dell’impianto; Che l’Ufficio del Commissario non ha inteso ascoltare appelli, ordini del giorno, petizioni, ecc…volti a far interrompere il flusso di camion provenienti da altre province, né è stato capace di predisporre, in tutto questo tempo, rapide alternative all’innaturale abbancamento a Rossano.
Che l’originario protocollo d’intesa, del 5/10/2008, è stato pure sottoscritto dal Governatore della Calabria, del Presidente della Provincia di Cosenza, i quali chiesero ed ottennero dal Comune di Rossano un’apertura di credito e di solidarietà, poi rimessa unilateralmente in discussione dal Commissario dott. Sottile;
Che la stessa società concessionaria dell’impianto, non ha inteso interloquire con il Comune di Rossano, quantomeno nel segno di una preventiva informazione circa l’intenzione di attivare le procedure per una riprofilatura dell’impianto;
Viste le forti preoccupazioni dei cittadini, dei comitati e della stessa Amministrazione Comunale circa l’ipotesi ora menzionata di riprofilatura della discarica e gli scenari, negativi e dannosi, che la stessa evoca […] LA GIUNTA COMUNALE riunita d’urgenza, oggi 08/1/10: *Respinge con forza ogni ipotesi di riprofilatura e/o ampliamento dell’impianto di Bucita [...]».

...Eppure i camion della “Multiservizi” dopo aver raccolto altri rifiuti prodotti nel lametino continua a portarli a Rossano.
Infatti, la megadiscarica di Pianopoli, nei pressi Lamezia Terme, continua a rimanere sotto sequestro per ordine della Procura della Repubblica e così, Antonio Reppucci, Prefetto di Cosenza, ha dato l’approvazione finale allo sversamento dei rifiuti nella discarica di contrada Bucita di Rossano, scavalcando la volontà di tutti noi cittadini, rappresentati dal sindaco Franco Filareto che aveva chiesto il blocco dei mezzi pesanti.
L’AGI riferisce che «stamattina i cittadini sono tornati in piazza bloccando con dei cassonetti la strada che conduce alla discarica e quindi impedendo il transito dei camion […]. La zona e' presidiata dalle forze dell'ordine che poco fa hanno cominciato a fare sgomberare i manifestanti, tra cui c'era anche una donna incinta che ha avvertito un malore».
L’assessore provinciale Leonardo Trento avrebbe ammesso: «Siamo di fronte ad una discarica abusiva riaperta in maniera abusiva».

Per la serie: “Ve l’ate cujer’ e citti!”. Ecco cosa è successo.
Insomma che, una discarica disponibile e soprattutto che risponda meglio di quella di Bucita alle esigenze dettate dall’emergenza non esiste proprio...
Da Lamezia anche la ‘mmonnezza non poteva che venire da noi (a 9.7 km da casa mia per la precisione) dove, mi raccontano i concittadini, i moscerini appestano già l’aria e il puzzo si fa nauseabondo.

Ancora una volta siamo di fronte a uno sdoppiamento che oserei definire faustiano.
Se fino a qualche giorno fa si parlava di un'Italia che, invece di muoversi e pensare come entità indivisibile e compatta per resistere alle difficoltà che la strizzano, si sdoppia in modo sempre più distinto in due identità rabbiosamente contrapposte e rivali – sud v/s nord –, delle quali la prima respinge il pattume della seconda, mentre la seconda respinge i debiti della prima, ecco che oggi con la vicenda delle scorie lametine dirette a Rossano assistiamo a una duplicazione dei contrapposti, vale a dire a uno sdoppiamento nello sdoppiamento – sud v/s sud. Gli eventi sembrano dare riscontro al detto che il male genera male, e la rabbia e il senso di debolezza e soffocamento della popolazione si moltiplicano secondo le regole della mitosi. È uno sdoppiamento “schizofrenico”. Non saprei come definirlo altrimenti, dato che mi pare impossibile distinguere la parte di popolazione frustrata da quella che non smette di fiaccarla e castrarla in tutti i modi. Tutti coloro che sono pro e tutti quelli che sono contro (sott.: la mmonnezza, i debiti, ecc…) non vivono forse sulla stessa terra, non si cibano forse degli stessi prodotti coltivati in essa, non bagnano d’estate i loro corpi nelle stesse acque, non beneficiano tutti degli stessi vantaggi e non patiscono tutti gli stessi danni? La fine sarà uguale per tutti, quando arriverà. Questo, forse, è ciò che non è ancora chiaro. Perché il veleno si muove, si trasforma, arriva ovunque; proprio come farà di nuovo la crisi economica figlia dei paesaggi deturpati e di una produzione oramai insalubre.

Nel suo dramma, "La tragica storia del Dottor Faust", Marlowe non giudicava il modo di agire di Faust, bensì mirava a evidenziarne la sua lotta interna, appioppandogli dei monologhi che erano delle vere e proprie tirate (poetiche certo, ma pur sempre dei "chiummi") degne di un soggetto affetto da disturbo della personalità multipla, facendocene cogliere così appieno il dramma e la sofferenza. Ma se Faust era buono e cattivo al tempo stesso e il pubblico assisteva alla lotta continua fra male e bene, nel nostro dramma di popolo doppio come facciamo a dire con certezza chi sia l’innocente e chi il colpevole?
Però, una lezione da imparare dal Faust di Marlow c’è e conviene coglierla:
quando in "The Tragical History of Doctor Faustus" il protagonista si accorge dei propri sbagli (si dà alla magia nera pur di conquistare il potere assoluto, la verità per sé), ecco che non sceglie affatto di rompere il patto con Mefistofele, di pentirsi e di chiedere perdono a Dio, bensì, sul letto di morte, abbraccia Elena di Troia, un demone ella stessa perché figlia del diavolo e simbolo della sapienza, e per questo è dannato per sempre.
Speriamo che il 2011 ci poterà qualcosa di bello (come il calendario "Dieux du Stade" che vi propongo temporaneamente qui di lato).

Tuesday, 23 November 2010

Le pene della cappella... sistina


Mentre papa Ratzinger nel suo nuovo libro continua a sostenere l’immoralità della omosessualità, ecco che sacro e profano tornano a intrecciarsi nell’articolo di Tom Kington sul “The Guardian” di questo mese e riportato da Silvia S. Simonetti sulla rivista argentina “Ň” (per cui ringrazio la cara Sirviuzza).
Il titolo recita:
«La Cappella Sistina: Michelangelo sarebbe stato ispirato da una "sauna". I luoghi in cui si godeva di massaggi e dei bagni di vapore, e dove imperava la prostituzione. Il Vaticano ha detto: "Non cambia nulla"».
Proprio così, la cappella sistina che rappresenterebbe la seconda “venuta” di Cristo (scusate le virgolette, è un po’ blasfemo, ma mi è parso d’obbligo a questo punto) rappresenta molto di più. Lo sostiene Elena Lazzarini, ricercatore presso l'Università di Pisa, secondo cui le rappresentazioni della cappella sarebbero state ispirate a “sordide scene” cui l’artista italiano assistì nei bagni pubblici romani del sedicesimo secolo, luoghi che fungevano da bordelli, dove prostitute e ragazzi di vita offrivano a pagamento il proprio corpo.
Secondo la Lazzarini le figure infernali e celestiali raffigurate sarebbero «ispirate dai lavoratori muscolosi e i facchini che Michelangelo aveva visto durante le visite ai bagni, e che sono ben documentate […]. È stato qui che ha definito l'ideale estetico dell’uomo» ha detto.
Secondo la Lazzarini, recita la rivista “Ň”, molti dei beati e condannati degli affreschi nella Cappella Sistina sono stati ispirati da situazioni oscene.
«La Lazzarini ha osservato, inoltre, che nel dipinto che occupa un'intera parete della cappella […] uno dei condannati è trascinato all'inferno per i testicoli mentre gli uomini abbracciano e baciano il cielo "in modo ambiguo". [...] Queste scene potrebbero essere state ispirate dalle visite di Michelangelo alle Terme Romane».
Anche il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, ha detto che la teoria della Lazzarini potrebbe essere valida, ma ciò comunque non costituisce una vergogna per la Santa Sede.
D'altronde si sa che lo stesso "Giudizio Universale stesso" fu oggetto di una pesante disputa tra il cardinale Carafa e Michelangelo che venne “accusato di immoralità e intollerabile oscenità, poiché aveva dipinto delle figure nude, con i genitali in evidenza”.
Fu lo stesso Carafa, infatti, che insieme al monsignor Sernini diede il via alla "campagna delle foglie di fico", una sorta di censura finalizzata alla cancellazione delle oscenità. Vasari raccontò che l’affresco di Michelangelo fu definito “più adatto a un bagno termale che a una cappella” e, ancora, il personaggio cui sarrebbe stata ispirata la fisionomia di Minosse sarebbe il figlio di papa Paolo III, Pierluigi Farnese, noto a Roma per essere “un sodomita violento e per aver abusato sessualmente di un giovane ecclesiastico causandone la morte”.

Sunday, 21 November 2010

Dal "Time": "The 50 Best Invention of 2010"


Oggi vi propongo l’edizione speciale del “Time” di novembre che stamattina ho trovato nella cassetta della posta, la cosiddetta “Special Double Issue”.
È molto interessante la classifica delle 50 migliori invenzioni del 2010 che elenca, alcune delle quali io non conoscevo neppure l’esistenza, come il “X-51A Wave Raider”, un apparecchio supersonico che viaggia a 965 km/10’, oppure il rilevatore di sarcasmo (“Sarcasm Detection”), o ancora lo “Straddling Bus” inventato in Cina e il treno biodiesel “a carne”.
Di cosa si tratta?
Guardate il filmato (se non lo visualizzate qui provate copiando e incollando:
Buona visione.

Beckham e i movimenti del sesso

Non so voi, ma ci sono dei movimenti che mi fanno impazzire. Con movimenti intendo proprio i gesti, certi modi di muovere il corpo; con impazzire, invece, intendo la cosiddetta “munta”, l’essere pervaso dal desiderio - indipendentemente da chi è il soggetto che osservo mentre si muove. Per fare un esempio, prendiamo Beckham. Facile, diranno alcuni, però… Però ci penso e mi chiedo: quante volte l’ho visto in mutande Beckham? (Sui manifesti, s’intende). Eccolo lì, con gli addominali e quasi anche il bigolo al vento, ogni giorno – in metro, sui cartelloni pubblicitari per strada, sui giornali. Eppure sono sempre e solo le foto di un uomo in posa, fotografie studiate, perfette in ogni dettaglio. Per carità, sono foto stupende, ma… gnè-gnè-sacciu-sacciu… Non hanno su di me l’effetto dell’ultimo scatto pubblicato sulla rivista “Cosmopolitan” e che ho riprodotto qui sopra. Quella bella mutandina bianca che sembra sottratta a uno di quei lotti da 132 slip che mio cognato compra al mercato a un euro, ma soprattutto… quella gambina da folletto azimato, la scarpetta rossa impigliata nel pantaloncino, il busto leggermente proteso in avanti e le braccia contratte nello sforzo di non perdere l’equilibrio, spaccandosi il naso contro la panchina a bordo campo, beh che… che cosa? È questo uno dei movimenti che mi manda in visibilio quando mi ritrovo a essere spettatore e, forse, uno di quelli a cui faccio attenzione quando mi accordo di compierli io stesso in presenza di un uomo a cui ho puntato addosso gli occhi, credendo di poter avere lo stesso effetto su di lui.
Ce n’è uno in particolare che associo a un personaggio nello specifico, ma di cui non voglio scrivere ora perché si tratta di una delle poche, brevi descrizioni che ho riportato in “Volevo essere Miranda Hobbes, una storia sciocca”, di cui avete avuto troppe anteprime.
Ma, ancora, potrei parlarvi di quella leggera torsione del busto combinata allo sguardo abboffato e stropicciato di un uomo appena sveglio; o quella smorfia di quando abbassa l’occhiale fin sulla punta del naso (che per i miei gusti dev’essere possibilmente “importante”) e il capo tutto, quasi a toccarsi il pomo d’adamo, e poi di contrasto mi scruta sollevando lo sguardo, tanto che le iridi sembrano voler sparire sotto la palpebra, che anche i sopraccigli sono inarcati a metà fra il dubbio e la sorpresa.
E così potrei continuare all’infinito.
Sono tanti, piccoli movimenti, anzi richiami del sesso che pur nella loro banalità e reiterazione possono rendere un uomo unico ai nostri occhi.
Forse un giorno vi racconterò delle gambe e del modo di camminare del gestore di una delle pizzerie “Rosso Pomodoro” di Milano.
A volte decido di andare a mangiare lì una pizza solo per osservarlo mentre si muove fra i tavoli, annotando su una cartellina i cognomi della gente in attesa, o le ordinazioni sulle comande. I miei amici dicono che non è un granché. Per quanto mi riguarda realizza quasi tutti i movimenti del sesso. E questo, mentre divoro la pizza, mi basta e mi avanza.

Thursday, 18 November 2010

Dating Calabria (seconda parte)

Parlare una lingua straniera non è utile solo sul lavoro.
Nel ventunesimo secolo le coppie miste sono sempre più numerose. Io stesso ho due amiche sposate a due bei giovinotti senegalesi e che nella fase iniziale della loro relazione comunicavano solo in inglese, in quanto le italiane non parlavano francese e i senegalesi non parlavano italiano. Lo stesso è accaduto ai miei amici russi, come anche a un’altra mia amica cinese. Dirò di più: nella maggior parte delle coppie miste che conosco, la metà italiana è meridionale. Ciò vuol dire che al sud o ci facciamo capire meglio col linguaggio del corpo, oppure non è vero che non si parla inglese, al contrario di ciò che sostengono i più.
Al di là del fattore idioma, poi, sembra che la popolazione femminile italiana, la meridionale in primis, sia quella maggiormente apprezzata dagli uomini extra-CE e allo stesso modo che – questo mi ha sorpreso non poco – le nostre donne meridionali siano attratte dal fascino esotico degli uomini extra-CE tanto da “cacciarli” loro stesse.
(Non dovrei meravigliarmi, in realtà, dato che spesso anche io ho cacciato “abroad”, pur preferendo di gran lunga la fauna nostrana. Ma che ne posso sapere che il famigerato Vero Amore non mi piomberà addosso proprio dalla Papuasia? Certo, che c’entra, se nessuno mi ha cagato di striscio fino a oggi è tutt’altra faccenda… Beh, eccetto quella volta quel tedesco… Ma, come dicevo, questa è tutt'altra storia).
Ho capito inoltre che passarsi per calabrese – non italiano, ma proprio calabrese – tira molto sui siti dedicati alla ricerca dell’anima gemella. Ecco qualche esempio di annuncio per la serie “dating calabria”:

«Need world dating Calabria or people dating Pakistan? Maybe seek dates in Bubanza?» e ancora «Need dating on Calabria or plump women Sweden? Maybe seek babes in Garbsen?» e poi «Need girl pictures Calabria or sexy blondes Russia? Maybe seek babe in Frankfurt am Main?»[1]

Non c’è che dire, la scelta è ampia. Ma mi colpisce come accanto a proposte di appuntamenti con ragazze e ragazzi dei paesi più diversi del mondo di cui ignoravo persino l’esistenza (è così, infatti, che ho scoperto che Bubanza è una ridente cittadina del Burundi fatta di poche case dal tetto azzurro lungo la strada RN9, a undici km da Musigati!), ci sia sempre la Calabria. Tant’è che all’inizio ho creduto addirittura che ci esistessero località denominate "Calabria" in Africa, o in India, o in Pakistan. E invece no. Gli annunci si riferiscono proprio alla nostra regione e, al di là dei giri loschi che ci possono esser dietro, è tutto comprensibile se si pensa che su un forum dedicato ai viaggi si legge una discussione come quella che segue.
Alla domanda «Which state of italy are the most beautiful italian girls?» in molti hanno risposto indicando solo regioni del sud, Calabria e Sicilia in primis. Per esempio:

«Town of Crotone in Calabria is famous since ancient times for beautiful women».[2]

Però, come dicevo, non sono solo gli extra-CE che cercano noi calabresi (anzi che cercano voi. Se no, mo col cavolo che stavo qui a scrivere ‘ste due boiate!). E' vero anche il contrario, cioè che ci sono un sacco di calabresi “english speaking” che cercano anime gemelle extra-CE. Un esempio?

«Women seeking men in Palmi and Gioia Tauro!
I define myself: Hi, my name is [NOME] and I am looking for some nice guys. txt nyo me! invite nyo nlng me».

O ancora:
«I define myself: I would like to meet someone to Heterosexual Decorating and Happy. My name is [NOME], I work in […], Calabria, [..] I would like to meet someone to Heterosexual Entertainment Sports, Yi Wrestling and Turkish Wrestling are my favourites hobbies».

Oppure:
«I define myself: 40 yr-old woman, seeking men, 35-49. I am businesswoman in fashion&aviation and looking for businessman for making a family with children».[3]

Insomma: dove finisce la realtà e dove inizia la finzione?
_____________________________________________________
[1]«Cerchi appuntamenti in Calabria o persone da incontrare in Pakistan? Forse sei alla ricerca di appuntamenti in Bubanza?»; «Cerchi un appuntamento in Calabria o donne formose in Svezia? Forse cerchi ragazze di Garbsen?»; «Hai bisogno di foto sexy di ragazze bionde calabresi o russe? Forse cerchi ragazze di Francoforte sul Meno?»
[2] «In quale regione d'Italia ci sono le più belle ragazze?»; «Il comune di Crotone in Calabria è famoso fin dai tempi antichi per le belle donne».
[3]«Donne in cerca di uomini a Palmi e Gioia Tauro! Mi descrivo: Salve, Il mio nome è [NOME] e sto cercando bravi ragazzi. [il testo “txt NYO me” e “invite nyo NLNG me” mi è incomprensibile!]»; «Mi descrivo: Mi piacerebbe incontrare qualcuno eterosessuale [Boh!] e felice. Il mio nome è [NOME], lavoro in [...], Calabria, [..] Mi piacerebbe incontrare qualcuno eterosessuale. Sport: Yi, wrestling e wrestling turco sono i miei hobby preferiti»; « Mi descrivo: sono una donna di 40 anni, cerco uomini di 35-49 anni. Sono un’imprenditrice nel settore della moda e del trasporto aereo e in cerca di una relazione per mettere su famiglia».

Tuesday, 16 November 2010

Dating Calabria (prima parte)

Mi è capitato di dare un’occhiata in giro con l’intenzione di scovare qualche annuncio di lavoro in Calabria.
“Tanto per”, come si suol dire; o “giusto così”, nel caso il ticchio di tornare a casa non mi dovesse abbandonare nei mesi a venire e, anzi, mi dovesse venire una crisi peggiore di quella appena trascorsa.
Purtroppo la ricerca non ha prodotto ancora buoni frutti.
Lungi da me la volontà di passare per quello troppo pretenzioso, che "si tira la cozetta", ma non ho davvero trovato nulla di veramente adatto al mio profilo, nel senso di convincente al punto da spingermi ad abbandonare la nave su cui ancora oggi viaggio che male lo non è affatto.
Eppure ho pescato qualcosa d'interessante che mi ha sorpreso non poco.
Stanco degli annunci per venditori door-to-door (un lavoro che non riuscirei mai a fare per il carattere che mi ritrovo) ho pensato:
“E se me ne andassi all’estero? Non così, una volta ogni tanto. Ma davvero, per sempre. Che opportunità avrei all’estero?”
E così ho iniziato la ricerca da capo, sulla base di parole chiave fra le più disparate, finché…
Pop!
Una finestra si è aperta su questo annuncio:

«If you are looking for a job in Calabria, then you have come to the right job site. [NOME] is the International job board listing jobs in numerous industries. On this site you will be able to search through jobs in Calabria and apply online […]» e ancora «Business Segment: Energy Oil & Gas. About Us: [NOME] is a diversified global infrastructure, finance and media company that is built to meet essential world needs. From energy, water, transportation and health to access to money and information, [NOME] serves customers in more than 100 countries and employs more than 300,000 people worldwide. For more information[…]», ecc… ecc…

Ma come? Cerco lavoro in Calabria spulciando le inserzioni di mille agenzie interinali italiane, passando attraverso altre migliaia di canali simili e non trovo una cippa-lippa e poi, se cerco un lavoro all’estero tramite un semplice motore di ricerca straniero trovo lavoro... a casa mia, in Calabria?
Mia nonna (quella veneta) lo diceva sempre che «con la lingua in bocca si va dappertutto», ma non pensavo fino a questo punto!
Ma non è tutto.
Non solo ho trovato un annuncio (all’apparenza) molto interessante nel settore energetico, e in una società internazionale, ma pare che la Calabria abbondi anche di lavori che nessuno si aspetterebbe di poter trovare in una regione come la nostra che piange miseria e dove, correggetemi se sbaglio, certe job descriptions potrebbero risultare anche un po’… buffe?

«Based in south of Italy I'm looking for models to explore new ways to create images rappresenting "a different point of view" in studio and location outside the logic of commercial photography. I'm one of the media officially accredited to (in alfabetical order):
ACM - America's Cup Management
Dorna (Moto GP)
FIA - Fédération Internationale de l'Automobile (Formula 1)
FIFA - Fédération Internationale de Football Association Lega Nazionale Professionisti - Serie A
UEFA - Union Européen des Football Association […]».[1]

Al di là dell’inglese non proprio impeccabile, ma chi se lo aspettava che la Calabria brulicasse di modelle, fotografi e make-up artists? No, davvero, senza nulla togliere alla nostra gente. Anzi che, diciamola tutta: la Calabria ha prodotti archi di scienza a iosa in passato, e non solo. Ma credo che la domanda nasca comunque spontanea: …? Ponetela voi la domanda. Cosa state pensando? Si nota una certa contraddizione, o sono davvero io (e solo io) il babbo che finora non è riuscito a scovare tutte queste possibilità di lavoro? E se è così, perché la maggior parte dei miei amici che vive al sud mi implora di non fare l’errore di tornare, ché, dicono, «giù si fa la fame»?

Eppure l’annuncio della directory in questione parla chiaro:
«Welcome to [NOME], here you find topmodels, stylists, models and actors from Calabria. Join us now and get discovered. Take a photoshooting with a photographer in Calabria […]. All our members and photomodels are exclusively chosen by our experts. Get stylished and become a model now!».[2]

Uao!
Dico: Uao!
Ma perché I nostri make-up artists, fotografi e quant’altro lanciano on-line simili annunci strabilianti solo in lingua straniera? Perché non dare la possibilità alle nostre modelle calabresi di prendere parte a un possibile screening? Forse l’annuncio di per sé è una prima selezione che scarta sin dal principio chi non capisce le lingue straniere? E se così stanno le cose, perché fare una selezione talmente severa anche per un lavoro meno “specializzato”, ma ch'è pur sempre un lavoro?
Per esempio, a Reggio Calabria c’è un villaggio turistico che è alla ricerca di camerieri e che ha pubblicato questo annuncio:

«Job Title: Waiter
Job Location: Porto Salvo (REGGIO CALABRIA) - Italy
Job Description: We are looking for 4 nice and friendly girls for job in a bar and pizzeria […]. Monthly Salary: 700 Euros + accommodation and food».[3]

Beh, 700 euro + vitto e alloggio non è mica male, o ci si sputa sopra? Io ho delle conoscenze in Calabria che potrebbero ambire anche a questo lavoro.
A prescindere dal fatto che il villaggio turistico in questione è libero di rivolgere la propria ricerca verso qualsiasi mercato, ma è davvero credibile che non ci sia nessuno fra “i nostri” che, per bisogno o per diletto, sia disposto a rispondere a questo annuncio?

Insomma, com'è come non è mi si sono aperti nuovi orizzonti.
Ma soprattutto, dico la verità, sono felice di poter smentire da oggi in poi tutti quelli che sostengono che gli italiani e in particolare i giovani del sud non parlano l’inglese.
Mio nonno (quello calabrese) me lo diceva sempre (e appresso a lui mia madre) che «’a capa c’un parra si chiama cucuzza!». E queta lezione è chiara a tutti, in Calabria. L'hanno capito tutti che oggi con l’inglese si può trovare non solo un lavoro insperato, ma anche…
[fine prima parte]
_________________________________________________
[1] «Con sede in sud Italia, sto cercando modelli per esplorare nuovi modi di creare immagini per rappresentare "un diverso punto di vista" e una nuova logica diversa da quella più commerciale. [traduzione mia. Ho fatto del mio meglio]. Rapprensento uno dei media più accreditati ufficialmente per (in ordine alfabetico): […]», ecc… ecc…

[2] «Benvenuto in [NOME], qui trovi top-model, stilisti, modelle e attori calabresi. Unisciti a noi ora. Fai un photoshooting con un fotografo in Calabria [...]. Tutti i nostri soci e le fotomodelle sono scelti esclusivamente dai nostri esperti. Diventa alla moda e diventa un modello ora!».

[3] «Professione: Cameriere
Sede di lavoro: Porto Salvo (Reggio Calabria) - Italia
Descrizione: Siamo alla ricerca di 4 ragazze carine e affabili per lavoro in un bar-pizzeria [...]. Stipendio mensile: 700 euro + vitto e alloggio».

Saturday, 13 November 2010

Ridammelo!

Questi due giorni di ferie mi ci volevano proprio. Avevo necessità di sporiàre e di ricominciare a rimuginare su un po' di stronzate.
In questi due giorni ho avuto anche la possobilità di ricontattare vecchi amici che nel corso degli ultimi mesi hanno lasciato, o sono stati lasciati dal proprio partner. Volevo chiedere loro come procedesse la nuova vita.
Quindi ho scoperto che per molti esponenti della Generazione X(anax) esiste una fase della vita non preventivata, eppure prevedibile. Infatti, molti di quelli che hanno passato i trenta e non hanno ancora trovato l'Amore sembra che reagiscano per lo più in due modi: o accettano di stare con il primo uomo che offre la piazza, oppure scelgono di riscaldare la minestra - insomma tornano con l'Ex.
Miranda Hobbes, l'eroina che tutti conosciamo e a cui non a caso ho dedicato il mio ultimo lavoretto che sarà in stampa (autoprodotta) prima di natale, diceva che se un uomo ha più di trent'anni ed è single, allora ha qualcosa che non va. "È darwiniano: la natura li elimina affinché non propaghino la specie".
E chi, fra noi uomini soli, ha davvero voglia di ammettere d'avere qualcosa che non va? Chi può accettare l'idea che non esiste l'Amore della vita per sè, mentre gli amici scappano in Spagna e in Germania a sposarsi con vichinghi bellissimi e intelligentissimi?
Personalmente, ho sempre ammesso di non avere tutte le rotelle al posto giusto e, checché stia qui a dare la colpa agli altri, lo so bene che è questo il motivo per il quale intorno a me, oggi, vedo solo terra bruciata (e vibratori). Ma a parte i casi come il mio, cioè di chi come me si fa porta bandiera e testimone vivente della già citata legge di Edmund White circa il sado-masochismo, mi accorgo che, di fronte alla prosettiva della solitudine, gli altri iniziano a fare un passo indietro. Certo, non è solo per questo che lo fanno. E' anche vero che spesso molti, dopo aver concluso una storia che sembrava troppo soffocante, guardandosi intorno da single colgono il vero valore di ciò che hanno perso e, così, l'amore per l'uomo che hanno lasciato si riaccende in loro più forte che mai.
Sempre Miranda Hobbes nella famosa serie televisiva americana sosteneva che, di solito, a pagare per una storia finita male è l'uomo che viene subito dopo quella storia. Se questo è vero, allora è chiaro che quando si mette fine a una storia d’Amore degna di questa parola si finisce in un circolo vizioso, da cui si rischia di non uscire più, mentre se si ritorna con l’ex sembra che ci aspettino solo vantaggi.
Se si riesce nell’impresa di tornare insieme, ecco che i rischi di un nuovo fallimento si possono ridurre quasi a zero e la felicità perpetua sembra effettivamente a portata di mano.
E come ci si riprende indietro un ex?
Beh che, se avete imparato almeno un poco dalla storia passata naufragata nella solitudine, o che vi ha portato a girovagare nella foresta abitata dalla mitologica popolazione dei piscivrachetta, allora riuscire nell’impresa non dovrebbe essere troppo difficile. Certo, ci vuole la giusta determinazione. Come in ogni progetto.
In primis bisogna sforzarsi di calarsi da capo nella mente dell’altro, ripescando proprio quel modo di ragionare che, forse, la routine dell’ultimo periodo della vostra prima storia con lui aveva reso insopportabile. Bisogna poter prevedere il suo modo di reagire agli stimoli cui lo sottoporrete per riprendervelo e levarlo di nuovo dalla piazza.
Quindi è necessario tener presente che per ricominciare una storia che funzioni è cosa buona e giusta non ricordare mai la prima volta che si è stati insieme e le cause che hanno portato alla prima rottura. Se vi capita di riparlare con il vostro ex dovreste dire e fare cose che lascino intendere come la rottura passata sia stata necessaria, facendo capire che voi state bene comunque, e che potreste continuare a vivere senza di lui.
Di certo, concordano gli esperti di “Enzinearticles”, è fortemente consigliato di evitare di pregarlo affinché ritorniate insieme. Iniziare a dire che vi dispiace, che siete disposti a tutto pur di tornare con lui, beh che, non vi porterà a nulla. Dopo la delusione vissuta, la maggior parte degli ex cerca qualcuno che sia forte e sicuro di sé e che possa trasmettergli questa sicurezza, non cerca un cane da compagnia.
Altrettanto importante è non iniziare a fare i gelosi del cazzo. Non serve a niente mostrarsi gelosi, anche perché non ne avreste alcun diritto; né sarebbe utile cercare di rendere geloso lui raccontandogli di tutti gli uomini che vi siete fatti nel frattempo (magari anche inventando un po’). In questo caso, per prevederne la reazione, è davvero solo sufficiente calarsi nei suoi panni e chiedersi: “Io cosa farei al suo posto?”
Ma sapete che esiste un vero e proprio business costruito intorno a chi, come voi, fa del "ritorno all'ex" la propria battaglia?
Già, come per ogni difficoltà che la vita ci può sottoporre c'è chi sembra avere la soluzione a portata di mano. Sempre che siate disposti a pagare, è naturale. Come nel caso di chi vende la magica confezione "Riprenditi il tuo Ex!"
Pazzesco...
A ogni modo, siccome io non sono tornato col mio ex e, anzi, fra due minuti ritornerò semplicemente di là, sotto lo scaldotto, sul divano per un randevouz con l’ultimo acquisto in Feltrinelli, non posso far altro che augurarvi buona fortuna. Ecco, magari poi fatemi sapere come è andata.

Monday, 8 November 2010

Tigre... Tiger man!

Anche quest’anno il babbo, mia sorella e io abbiamo presenziato all’EICMA (il salone milanese del ciclo e motociclo). E anche quest’anno non ho trovato più di una moto su cui sono riuscito a salire senza farmi finire le ginocchia in bocca, o senza farmi venire i crampi ai polpacci perché la distanza fra pedalino e cambio è troppo stretta per le fette che mi ritrovo al posto dei piedi.
Se l’anno scorso ho gioito per alcuni esemplari della Benelli e della Yamaha, quest’anno – finalmente!! – a darmi la gioia più grande è stata la britannica “Triumph” con la nuova “Tiger 1050”, una tre cilindri che offre 115 cv a 9400 giri e 100 Nm di coppia a 6.250 giri.
L’impianto frenante è radiale come nella “Speed” precedente. Insomma, come chiarisce il nome, siamo di fronte a una motocicletta decisamente sportiva e aggressiva, con gomme 120/70 ZR17 all' anteriore e 180/55 ZR17 al posteriore, il tutto concentrato in 198 kg totali (la versione con ABS ne pesa 201).
Non chiedetemi perché, ma adoro tutto ciò che la “Triumph” produce. Forse a causa di quella sorta di adorazione per quasi tutto quello che arriva da oltre manica e che molti italiani odiano nei propri compaesani.

E in ultimo guardate qui sotto!
Si avvicina l’epoca “Transformer”, ragazzi, con le motociclette che diventano robot.
Non è una figata?

Friday, 5 November 2010

Lo scorso 2/11

Cari ragazzi,
il lavoro estero su estero mi sta riducendo a uno zero, fisicamente e psicologicamente.
Dopo il mio secondo episodio di amaurosi per cui, a detta del medico, non scamperò a un ictus o a un infarto, e dopo l’impennata glicemica che mi ha accompagnato ai confini con il pianeta diabete adesso mi aspetto solo che non mi tirerà più... Naturalmente se ciò dovesse accadere non lo ammetterò mai pubblicamente su questo blog. È già difficile trovare marito così!
A ogni modo le 15/16 ore di lavoro al giorno da due settimane circa e la battutaccia del nostro Presidente, lo scorso due novembre mi hanno fatto perdere l’occasione di commentare , l’anniversario della morte di uno dei maggiori scrittori italiani.
Se fosse possibile, mi piacerebbe davvero mandare a memoria tutte le sue parole, i suoi pensieri, forse finanche assorbirne la personalità con tutti i suoi lati oscuri.
Una delle opere che preferisco è “Lettere luterane”, volumetto pubblicato postumo (1976) in cui Pierpaolo Pasolini scrisse:
«[…] il fondo del mio insegnamento consisterà nel convincerti a non temere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo consumistico ha privato gli uomini trasformandoli in bruti e stupidi automi adoratori di feticci».
Credo sia davvero uno degli insegnamenti più importanti che ognuno di noi può augurarsi di assimilare, fin sotto la pelle, dentro le ossa, nel midollo.
Niente di più. Così… Volevo solo ricordarlo anch’io in un momento di profonda nostalgia e… sonno!
Ho sonno-o-o-o-o-o!

Tuesday, 2 November 2010

«Meglio le belle ragazze che essere gay»

Commentare le parole di oggi del Premier sarebbe come sparare sulla croce rossa, non credete? Non sarà quest'affermazione a far scivolare l'Italia ancora di più nella merda, ai piedi del resto d'Europa e del mondo civile.
Alla fine della fiera, almeno lui ha detto quello che pensa.
Mi ci gioco le mie stramaledette palle moscie che il Presidente del Consiglio ha dato voce al pensiero della maggioranza della classe politica italiana.
Se no, perché ancora nessuno, nè a destra nè a sinistra, s'è adoperato almeno un pochino per riconoscere un straccio di diritto del cazzo (è il caso di dirlo) alla comunità omosessuale? Chi ha mai fatto davvero qualcosa, quel tanto da giustificare il presunto disappunto di cui si agghinda oggi?
Si tratta dell'ennesima buccia di banana. Su questo non ci piove.
L'On. Silvio Berlusconi l'ha sbucciata, questa banana, l'ha mangiata prima ed è cascato ancora una volta da sé, senza l'aiuto di nessuno.
Hai voglia che adesso Vendola & co. si sperticano in videomessaggi con la pretesa di parlare in nome della popolazione "stanca, stremata, abbandonata", hai voglia di predicare l'onere e l'assillo di essere una bandiera, un punto di riferimento per il popolo che un Presidente del Consiglio dovrebbe dimostrare. Nè lui, nè nessun altro ha mai rappresentato questa gente.
"La sofferenza" agli omosessuali d'Italia la infligge oggi Berlusconi tanto quanto l'hanno inflitta tutti quelli che prima di lui hanno seduto sullo stesso scranno.
Caro Vendola, anzi, cari tutti,
le parole di biasimo sbandierate oggi trovano conferma nei nostri cuori, ma siate onesti anche voi e ditelo una volta per tutte a voce alta che domani, quand'anche Silvio Berlusconi si toglierà dai coglioni, "finestre aperte" sul futuro per la comunità LGBT non ce ne saranno comunque.
Fateci anche voi la cortesia di non prenderci più in giro.
Questa onestà intellettuale ce l'aspettiamo soprattutto da chi la condizione LGBT pretende di comprenderla fino in fondo.