Wednesday, 8 December 2010

Lui e la sua libreria (capire se è un piscivrachetto da ciò che legge)

Si racconta spesso di amori nati fra le corsie dei supermercati (vd.: “Volevo essere Miranda Hobbes”), ma devo essere sincero: al di là di tutto, io ho sognato più volte di ritrovarmelo di fianco in libreria, il vero amore.
Accarezzando i dorsi variopinti dei vari volumi, sono curioso di vedere dove vanno a poggiarsi le mani di chi mi sta di fianco. Ne scruto l’espressione mentre sfogliano le prime pagine del libro che stanno per scegliere, soprattutto se si tratta di un libro che ho già letto. Anche alla cassa, mi capita spesso di sbirciare la scelta di chi ho davanti e, quindi, cerco d’immaginare la sua biblioteca personale.
Così come si può capire chi abbiamo davanti studiando con attenzione il suo abbigliamento (vd.: “Mostrami il cassetto e ti dirò chi sei”) allo stesso modo la biblioteca personale del ragazzo che ci ha invitato a cena domani sera potrà rivelarci i suoi interessi, l’orientamento politico-religioso e non solo questo.
Finanche il modo di disporre i propri libri nella libreria (se in fila per colore, per autore o per titolo, oppure se impilati alla rinfusa) ci può raccontare qualcosa in più della personalità dell’uomo che potrebbe diventare il nostro prossimo compagno. Per esempio, credo che un domani chi avrà voglia di essere invitato a cena a casa mia sarà avvantaggiato, in quanto mi piace scrivere spesso delle mie letture preferite (o anche soltanto degli autori).
Ma Kelly Jones di "Lavalife" ha analizzato alcuni esempi concreti in “Loser or Lover? What Bookcases Reveal”, da cui, come al solito, emerge che non ci sono letture giuste e sbagliate, così come non ci sono persone giuste o sbagliate. Solo, ci sono letture e persone più o meno adatte a noi. Allora è bene imparare a riconoscerle.

«Verità e Fiction:
«Ci sono due generi di lettori: lettori di fiction e lettori di non-fiction. Mentre i primi affermano che c'è più verità, bellezza ed elementi utili alla comprensione del mondo e della psiche umana nella fiction, i fan della non-fiction ritengono che l'apprendimento attraverso storie fantastiche non si possa paragonare alla schiettezza dei fatti, all’evidenza dei dettagli di ciò che è realmente accaduto. Penso che sia giusto dire che hanno entrambi ragione».
I primi, forse, sono tipi più sognatori, i secondi sono più con i piedi per terra. Si può discutere, quindi, anche di affidabilità…? Per esempio, a me fanno un po' paura i tipi che hanno nella loro libreria solo libri di fantascienza, del tipo "Star Trek", "Star Wars", "X-Files", "Aliens", ecc... ecc...
«Qualità vs. quantità:
«Non fatevi intimidire da una stanza piena di libri impilati dal pavimento fino al soffitto. Chiunque può comprare un baule pieno di libri tascabili per pochi soldini e farne una biblioteca. Ricordate che [indipendentemente che sia adatta a voi, o meno] esiste una letteratura di qualità e che - senza offesa per V.C. Andrews –, solo dopo di essa vengono le letture di svago. Un'occhiata ai nomi degli autori esposti e alle copertine (sgargianti e brillanti, oppure in un formato tascabile standard piuttosto che edizione rilegata) vi darà un’idea della qualità delle letture di una persona».
Se ha collezionato una serie di libri dello stesso autore o poeta, di certo dà l'idea di una persona che pensa i suoi acquisti, di un "critico", nonché la propria preferenza per un certo stile di scrittura. Quindi si presume che abbiamo di fronte un lettore esperto.
«L’ordine di chi legge:
«Alcune persone conservano i loro libri in ordine alfabetico, o per autore [è il mio caso], o per titolo; altri per genere o per argomento [anche questo è il mio caso, così come l’ordine “per lingua”]. Molti allineano i propri libri per ordine di grandezza – i paperback qui, quelli rilegati là, i fumetti porno sotto il materasso... Ma questi sono solo i modi più ovvi di ordinare una biblioteca personale. Infatti potreste trovarvi di fronte a scaffali senza un ordine apparente. Non fatevi ingannare. Sono poche le librerie che non ne hanno uno».
Quindi, tocca a noi scoprire qual è. Per esempio, una volta mi è capitato di conoscere un tizio che conservava i suoi libri per ordine cronologico, cioè in base a quale aveva letto prima, ma c’è anche chi riordina la libreria in base alla data di pubblicazione dei volumi. Credo che il modo di organizzare le proprie letture sia ciò che rivela di più della persona che stiamo frequentando.
«Se i suoi libri si affacciano in maniera ordinata dalla libreria e gli scaffali sono addirittura etichettati in ordine alfabetico, quasi come uno schedario, ecco che potreste trovarvi di fronte a un’organizzazione di tipo “anale”. Allo stesso modo, potreste scoprire che la vostra ultima conquista è un tipo un po’ sventato, strampalato, se tutti i suoi libri sono semplicemente accatastati a terra, in piccoli mucchi lungo il corridoio di casa, e magari con una copertina di plastica fatta in casa».

E così, Kelly Jones continua con altre descrizioni di tipologie di uomini, fra cui la seguente che trovo sia quella che mi appartiene in assoluto:
«Amore condizionato:
«I libri che sono scarabocchiati, pieni di commenti o sottolineature possono indicare un paio di cose. È possibile che la vostra ultima conquista abbia comprato molti dei suoi libri di seconda mano (il che potrebbe essere un buon segno, in quanto potrebbe significare che è un tipo rispettoso dell'ambiente e attento alle proprie spese), o forse che è uno che usa i libri per prendere appunti, proprio come a scuola (la qual cosa è vista da molti come un sacrilegio, da altri come una sorta di approfondimento accademico)».
Personalmente, commento e sottolineo le parti che preferisco di più, e non solo. Vado anche un po’ oltre, ma non scrivo qui in che modo per paura di apparirvi al limite con il maniacale. A ogni modo, dice la Jones, in quest’ultimo caso siamo di fronte a un tipo sentimentale, oppure a un pensatore.
Se poi tutti i volumi hanno ancora un segnalibro intrappolato fra le pagine come a dire che il proprietario non ha finito di leggerli, allora possiamo chiederci se non siamo per caso di fronte a un tipo che non riesce a portare a termine le cose.

«Edizioni di lusso:
«Le edizioni di lusso spesso sono dei regali da parte di familiari e di amici che hanno scoperto un nostro interesse particolare [a volte incomprensibile per qualcuno], come per esempio la passione per i tavoli esotici da biliardo».
Ebbene, questi libri dalla copertina rigida e lucida, tutti da sfogliare, quelli che gli inglesi chiamano “coffee-table book”, di solito riportano sulle prime pagine una dedica da parte di chi li ha regalati. Se ne troviamo uno in casa della nostra nuova conquista, sfogliamolo velocemente e scopriremo se effettivamente il nostro lui è stato il destinatario di un presente, nel qual caso il libro ci dirà di più sulla sua famiglia, o sui suoi amici e sulla sua personalità. Capita quasi a tutti, in libreria, di essere attirati da questi grossi coffee-table book e di desiderare di portarli a casa per sfogliarli con calma, ma secondo Kelly Jones è raro che qualcuno si spacchi la schiena per portarne uno via con sé e che, se a casa se lo porta, allora quasi sicuramente giustifica la spesa con il fatto che comunque quel volume sarà un’edizione da collezione da esibire sul tavolino in salotto. In altre parole, se il nostro amante acquista un coffee-table book lo scopo potrebbe essere che vuole far sapere a ai suoi ospiti di avere un «hobby affascinante», un interesse molto speciale, particolare.
«Fatti concreti:
«Dizionari, atlanti, guide… Forse queste letture non possono mai considerarsi come negative. È lecito ritenere che quanto più una persona abbia sui propri scaffali libri di questo genere, tanto più c’è la possibilità che si tratti di un individuo interessato alla scrittura, alla lettura e all’apprendimento in genere».
Un’occhiata rapida ai suoi manuali e dizionari ci dirà quali sono davvero i suoi interessi (ammesso che ne abbia). Per esempio, ciò che nessuno può ancora trovare in casa mia è un dizionario medico, o una di quelle enciclopedie delle piante e dei fiori, né un dizionario dei nomi per neonati. Al contrario potete trovare uno o due volumetti sul sesso tantrico, una piccola collezione di libri di ricette calabresi e regionali in generale, alcuni atlanti geografici (che peccato non si usino più dall’avvento di Google Earth).
Ancora, ciò che non troverete mai in casa mia sono i libri in bagno. Un argomento, questo, che identifica la nostra ultima tipologia d’uomo: il lettori da cesso.
Per quanto mi riguarda trascorro sul water all’incirca cinque secondi “a seduta” e, poiché non ho la vasca da bagno in cui stravaccarmi, ecco che di libri in giro, in bagno – nichts. Al contrario, tengo in terra, di fianco a un carrellino porta-cazzate, un grosso piatto di legno su cui sistemo le ultime riviste lette. Ciò che troverebbe un eventuale ospite che oggi dovesse chiedermi di andare in bagno è: gli ultimi due numeri di “Heavy Lift”, gli ultimi tre di “L’uomo Vogue”, l’ultimo di “Russia-Italia, ieri oggi e domani”, e qualche vecchia edizione di “Lufthansa Magazine” e di “East” che ancora mi duole buttare via. Ma al di là di ciò, cioè dello scoprire se il nostro ultimo appuntamento soffre di stitichezza o meno, c’è da considerare che non sono pochi quelli che mi hanno confessato di conservare proprio in bagno il materiale pornografico più scottante. In tal caso, una piccola sbirciatina in giro dopo aver lavato le mani potrebbe soddisfare qualche piccola curiosità sui gusti più intimi del nostro uomo.
E se invece arriviamo a casa sua e scopriamo che non ci sono libri in giro? Come la prenderemmo?

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