Sunday, 12 December 2010

Mi metto con Babbo Natale


Milano sotto natale.
Non c’è nulla di più bello che passeggiare per le strade di Milano prima delle feste natalizie.
Non ti puoi muovere, sei schiacciato da donne e da uomini impazziti, alla ricerca dei regali adatti per il proprio fidanzato e la propria fidanzata. Ciò che mi piace di più è che, cercando di camminare (potremmo dire: sgomitando) si possono sentire i commenti felici (e gli insulti) in ogni lingua possibile – americano, inglese, spagnolo, turco, russo, indiano. Una folla eterogenea che amo, ma che, a volte, mi fa sentire ancora più solo, soprattutto se, da solo, ho deciso di andarmene in giro anch'io a comprare regali.
Ormai che ho imparato ad andare al cinema da solo e da solo al ristorante, “Cosa mi può fare una passeggiata in centro?” [sott.: da solo] mi sono chiesto. Ingenuo! Infatti, anche quest’anno ho avuto i miei patetici quindici minuti. Ma è inevitabile se ti ritrovi (da solo) in mezzo a parco Palestro che in questi giorni invece che puzzare di fogna come al solito (come le segrete della Feltrinelli in Duomo) profuma di fritto e miele, fra due file di bancarelle, a fare lo slalom fra le coppiette per giungere alla pista di pattinaggio su ghiaccio dove, sospinti dalle note sdolcinate della "X-mas Compiation", accroccano e barcollano come ubriachi felici altre coppiette e marmocchi di tutte le taglie, rossi in volto come i neonati sotto sforzo quando cacano il pannolino.
Per fortuna basta poco per riprendersi - fuggire dal parco, uscendo su porta Venezia e, quindi, su corso Buenos Aires e riprendere una bella boccata, sentire il cuore riaprirsi alla vista della fauna gay più sbizzarrita mai vista durante l’anno intero.
Passeggiando, mentre i pacchetti urtavano continuamente le ginocchia, ho riflettuto se quest’anno sia meglio per me chiedere a Babbo Natale un fidanzato figo e fedele, oppure un amico del cuore.
Anche se credo che non ne siano rimasti più né degli uni né degli altri, devo dire che non sono ancora giunto a una conclusione definitiva.
Una volta gli amanti erano anche amici. Poi c’è stato il periodo in cui avevi l’amante e, in più, l’amico - uno che poteva garantire quella connessione emotiva di cui era priva la storia d’amore che stavi vivendo. Poi c’è stato l’ex che è ritornato sulla scena, reinventandosi come migliore amico, ma che, purtroppo, nutriva ancora sentimenti tutt’altro che solo amicali e, quindi, era un continuo rampognarsi a vicenda perché quando uno dei due è innamorato hai voglia a cercare di chiarire…! Non c’è storia. Le strade procedono parallele, verso obiettivi diversi su cui investire tutte le proprie energie.


Insomma che, alla fine dei conti, ho fatto una serata fuori da solo, sentendomi solo fra gli ex-amanti, gli ex-amici e gli ex-amici-amanti che mi passavano accanto aggrappati alle braccia delle loro nuove conquiste e che pur sorridevano incrociando il mio sguardo, agitando quelle loro manine del cazzo sibilando quei loro “Ciao-o-o!” del cazzo che mi facevano strisciare le palle sui marciapiedi.


Ecco: ora penso di avere l’orchite. Più patetico di così?
Forse meglio chiedere a Babbo Natale di regalarmi una carriola per portarmi al giro gli zebedei.
O forse meglio chiedergli… Chissà? Secondo voi può essere che Babbo Natale sia frocio? In fondo, si è sempre sparlato di lui e della Befana, ma alla fine sono state sempre e solo voci, no? Sarebbe l'ideale: un uomo saggio tutto per me, in una casetta confinata ancora non ho capito dove, ma di sicuro in un luogo dove non ti rompono con la storia delle elezioni anticipate, eccetera; circondati dagli animali e 364 gg. all'anno lontani dai marmocchi piagnoni, ché tanto se hai nostalgia ci sono i nani, ma almeno con quelli ci puoi ragionare.
Senza contare il vantaggio di essere circondato da "pacchi" di tutti i tipi!

No comments: