Monday, 21 February 2011

Che cazzo ti urli?


Leggendo l’ultimo articolo di Rowan Pelling sul “Daily” riguardo ai gemiti fra le lenzuola mi sono tornati alla mente alcuni ricordi.

Il primo è quello del mio vicino di casa, a Milano, quando abitavo ancora con Trilly. Si trattava di un avvocato che aveva la camera da letto confinante con il nostro salotto per cui spesso capitava che, mentre guardavamo le sfide di “Amici” sul 5, invece di sentire la musica dei passi a due tutt’a un tratto sentivamo qualcosa del tipo:


«Su, su… Dai, dai… Su, su… Dai, dai…»


Erano versi che non provenivano dal televisore, certo.

All’inizio non ci facemmo caso più di tanto. Quelle esortazioni perfettamente cadenzate, come se fosse in corso un esercizio ginnico scandito da un metronomo, ci fecero credere che l’avvocato si fosse trovato una personal trainer. Il dubbio sorse solo più tardi, quando alla fine delle manovre sentimmo un distinto «Si-i-i-i… A-a-a-ah!» e, naturalmente, fu del tutto fugato dopo avergli fatto la posta con le orecchie ben piantate sul fondo dei bicchieri che appoggiammo alla parete comunicante.

Così fu possibile distinguere bene il cigolìo del letto, il rintuzzare della testiera contro la parete e, naturalmente, il respiro affannato di lui mentre teneva il ritmo. Ma di lei… nulla. Sì, ogni tanto un «Uh!», oppure «Ah!», ma per il resto – muta.

Il secondo ricordo non è poi così lontano.
Riferirò solo che, appena l’anno scorso, quasi tutti gli inquilini del mio palazzo hanno avuto la tentazione di chiamare la polizia a seguito delle urla da scannatoio della ragazza del quarto piano:


«No-o-o-o-o-o-o-o-o!!»


Eporcamignotta, ma sapete che paura ci siamo presi tutti, alle tre della notte per poi scoprire che la “povera” stava solo godendo come una maiala. Beata lei!

Quante volte ci siamo posti il problema di aver fatto troppo rumore mentre trombavamo?

Avete presente quando siamo in vacanza al mare, in campeggio, o magari ospiti a casa di amici che, anche se il divano letto su cui ci hanno sbattuto non è poi così comodo, non riusciamo a non lasciarci andare alla lussuria (o forse proprio per questo, cioè, perché non riusciamo a dormire a causa delle molle nel sedere che tanto vale aggiungerci anche qualche altra cosa…).

Una volta portai a casa un tizio che, vuoi perché era ubriaco, vuoi perché era proprio primadonna, appena gli sfilai la maglietta iniziò a gemere come una vitella! E chi aveva il coraggio di andare oltre? Già m'immaginavo Ceauşescu (l’inquilino rumeno del piano di sotto) salire infuriato con una mazza ferrata stretta fra le mani.

Così da allora, non conoscendo sempre le abitudini sessuali dei miei “ospiti”, se sono alla mia prima volta adotto la tecnica della mano-bavaglio! È capitato che qualcuno abbia pensato a un gioco perverso. In realtà io volevo solo tappargli la bocca nel vero senso del termine.
Eppure, questa macabra abitudine me la sono fatta passare. Credo che non ci sia nulla di più brutto di quando stai godendo e ti lasci andare, e dall’altra parte senti dirti soltanto:


«Shh!»


Una volta una mia amica mi ha raccontato di essere andata a letto con un superfigo e che, mentre facevano l'amore, lui se n'è uscito ammonendola:


«Che cazzo ti urli?»


E pensare che lei non s'era nemmeno accorta di aver fiatato...

A ogni modo, personalmente quando faccio l'amore sono un tipo tendenzialmente discreto. Certo, molto dipende anche da cosa mi ispira chi ho di fronte...
Ma mi domando cos’è peggio: l’amante che urla fino a svegliare tutto il vicinato, oppure il tipo mummia? Se da una parte può essere imbarazzante l’urlo a sirena, dall’altra non è neppure carino non lasciarsi sfuggire neppure un «mormorio di incoraggiamento per il partner che si adopera per il nostro piacere».

Rowan Pelling ricorda un passo dello scrittore americano Tad Friend quando scrive: «il sesso, come il sonno, dovrebbe essere praticato in silenzio e al buio».

Certo se le parole del pastore protestante suonano un po' esagerate, quel che è vero è che c'è una bella differenza tra l’esprimere il proprio piacere con qualche gemito e le così dette “urla esibizionistiche”.

1 comment:

vic said...

Diciamo che una via di mezzo in questi casi non guasta ;)